Scherma, sciabolatrici cinque anni dopo ancora una medaglia di legno
dal nostro inviato Mattia Chiusano , dal nostro inviato Mattia ChiusanoTOKYO – CInque anni dopo le Olimpiadi di Rio, l'amarezza di un altro quarto posto per le sciabolatrici. Una medaglia di legno col rimpianto di un vantaggio di + 11 stoccate sprecato nella finale per il bronzo con la Corea del sud. Un episodio che ha ricordato la finale gettata dal fioretto femminile, che si è trovato a + 11 a metà match prima di cedere alla Francia. Era cominciata bene anche qui, con il 5-3 iniziale della livornese Irene Vecchi, seguito da due pari di Rossella Gregorio e Michela Battiston, grande sorpresa della semifinale partendo da riserva. Il 15-13 col ritorno di Vecchi in pedana si trasformava in un + 6 per l'Italia (20-14), e Battiston portava addirittura a 10 stoccate il vantaggio. Poi dopo la prima stoccata di Gregorio, il buio. La Corea tornava a 4 punti, e addirittura sorpassava nel match tra Battiston e Seo. A quel punto Vecchi e Gregorio, le due reduci della delusione di Rio, non avevano più le risorse per recuperare il br…
TOKYO – CInque anni dopo le Olimpiadi di Rio, l'amarezza di un altro quarto posto per le sciabolatrici. Una medaglia di legno col rimpianto di un vantaggio di + 11 stoccate sprecato nella finale per il bronzo con la Corea del sud. Un episodio che ha ricordato la finale gettata dal fioretto femminile, che si è trovato a + 11 a metà match prima di cedere alla Francia. Era cominciata bene anche qui, con il 5-3 iniziale della livornese Irene Vecchi, seguito da due pari di Rossella Gregorio e Michela Battiston, grande sorpresa della semifinale partendo da riserva. Il 15-13 col ritorno di Vecchi in pedana si trasformava in un + 6 per l'Italia (20-14), e Battiston portava addirittura a 10 stoccate il vantaggio. Poi dopo la prima stoccata di Gregorio, il buio. La Corea tornava a 4 punti, e addirittura sorpassava nel match tra Battiston e Seo. A quel punto Vecchi e Gregorio, le due reduci della delusione di Rio, non avevano più le risorse per recuperare il bronzo gestito da Yoon e Kim.
Vecchi "Abbiamo rivisto il mostro"
“Purtroppo abbiamo rivisto il mostro di cinque anni fa” dà voce alla delusione la veterana Irene Vecchi. “Negli anni il panorama si è ampliato, le nostre avversarie sono piu competitive. Non c’è una risposta giusta alla domanda su cosa sia successo. Siamo solo consapevoli di aver fatto tanto fin qui, ma non è andata”.
Impresa Battiston in semifinale
Non è bastato per andare in finale. Ma in semifinale contro la Francia l’Italia della scherma aveva assistito a una delle più incredibili esibizioni in una gara a squadre alle Olimpiadi. Protagonista non una delle tre titolari della sciabola femminile, ma la riserva Michela Battiston, 23 anni. Subentrata a Martina Criscio quando ormai la Francia guidava la semifinale 30-14, e il miglior risultato fino a quel momento era stato un pareggio (5-5) di Irene Vecchi contro Charlotte Lembach, in mezzo a cinque assalti persi anche nettamente. La friulana di Malisana, frazione di Torviscosa in provincia di Udine, tra i tanti giovani che hanno perso l’occasione di fare esperienza internazionale a causa della pandemia, è entrata leggerissima contro Lembach e dopo l’iniziale scambio di stoccate ha travolto la francese con dieci colpi consecutivi. Riportando sotto l’Italia, e continuando a velocità impressionante a sfruttare i secondi a disposizione fino a un parziale di 18-5 che ha riavvicinato la Francia a sole tre stoccate dopo un vantaggio arrivato fino a +16. Purtroppo né Irene Vecchi contro Brunet (sconfitta per 5-1) né Rossella Gregorio sono riuscite a completare la rimonta e la Francia è andata in finale con un 45-29 alle azzurre.
Il modello Montano e il trasferimento al sud
Michela Battiston dopo la sua impresa ha spiegato di essere uno dei tanti sciabolatori ispirati da Aldo Montano, dopo averlo visto vincere l'oro ad Atene 2004. "Sono una emigrante al contrario" ha spiegato, "ho lasciato la mia società, la Gemina scherma perché i miei maestri si sono trasferiti negli Stati Uniti. A quel punto ho deciso di spostarmi al sud, a Foggia, ad allenarmi con Martina Criscio".