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Scherma, Cipressa replica a Di Francisca: "Voltafaccia disgustoso"

Erica Cipressa in azione contro gli Stati Uniti (reuters)
Il ct del fioretto risponde su Facebook all'ex campionessa di Londra che lo aveva duramente criticato per i risultati alle Olimpiadi di Tokyo: "Non ho alcuna voglia di censurare le critiche che mi vengono mosse, purché siano costruttive e non si limitino a una violenza verbale inaudita e insulti pesanti e gratuiti"
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TOKYO - Questa era la sua gara. Nel fioretto a squadre maschile, nella prova di Garozzo & C. il commissario tecnico Andrea Cipressa sotto attacco da giorni aveva riposto le speranze di un riscatto. Una risposta in pedana per le critiche che gli sono state rivolte per i deludenti risultati alle Olimpiadi di Tokyo. In particolare le parole dell'ex campionessa di Londra 2012 Elisa Di Francisca, che in un'intervista a Repubblica lo ha definito non adatto al ruolo. L'ultima gara però è andata malissimo, gli azzurri sono usciti nei quarti col Giappone, con Cassarà che ha parlato di "un processo per tutti". A quel punto, battuto l'Egitto nel mini torneo per il quinto posto, saltata la sfida tra deluse con la Germania che si è ritirata, Andrea Cipressa ha affidato il suo sfogo ai social.

TOKYO - Questa era la sua gara. Nel fioretto a squadre maschile, nella prova di Garozzo & C. il commissario tecnico Andrea Cipressa sotto attacco da giorni aveva riposto le speranze di un riscatto. Una risposta in pedana per le critiche che gli sono state rivolte per i deludenti risultati alle Olimpiadi di Tokyo. In particolare le parole dell'ex campionessa di Londra 2012 Elisa Di Francisca, che in un'intervista a Repubblica lo ha definito non adatto al ruolo. L'ultima gara però è andata malissimo, gli azzurri sono usciti nei quarti col Giappone, con Cassarà che ha parlato di "un processo per tutti". A quel punto, battuto l'Egitto nel mini torneo per il quinto posto, saltata la sfida tra deluse con la Germania che si è ritirata, Andrea Cipressa ha affidato il suo sfogo ai social.

"Cattiveria gratuita e maleducazione"

"Sono consapevole del lavoro da fare e non mi nascondo certo dietro a un dito ma mal digerisco la cattiveria gratuita e la maleducazione" ha scritto su Facebook. "Chi vince festeggia e chi perde impara. Non ho alcuna voglia di censurare le critiche che mi vengono mosse, purché esse siano costruttive e non si limitino a una violenza verbale inaudita e insulti pesanti e gratuiti che scaturiscono da odi, antipatie personali e faide di fazioni opposte. Sono pronto al confronto e a un mea culpa se necessario ma non accetto voltafaccia ''disgustosi'' da chi, fino a poco tempo fa, mi osannava con messaggi di stima, apprezzamento e affetto. Il riferimento alla ex fiorettista Jesina che, dall'alto del suo ruolo di ''opinionista'' sputa veleno nel piatto in cui ha mangiato sminuendo pure il valore di atlete che, se pure non quello sperato, hanno ottenuto un risultato olimpico degno di rispetto, non è assolutamente velato, anzi" scrive Cipressa. "Ringrazio Velasco per aver espresso in maniera chiara ed esplicita un pensiero che molti, fortunatamente, condividono. Non cerco giustificazioni a vittorie o sconfitte dalle une e dalle altre si impara e si costruisce. A volte però tacere è di una raffinatezza indiscussa", ha proseguito il tecnico su Facebook.

"Le ricordate ancora le mie vittorie?"

Dopo l'attacco di Elisa DI Francisca, Andrea Cipressa aveva preso il suo smartphone e riletto tutti i messaggi della campionessa negli anni passati, con molta amarezza per i complimenti e gli attestati di fiducia ricevuti. "Se un uomo fa del suo meglio, cosa si può volere di più?" continua lo sfogo su Facebook. "Succede che, anche quando hai lavorato sodo e curato ogni dettaglio, le cose non vadano come avevi sognato. Chi gareggia per vincere sa che la sconfitta è parte del gioco. Anche la più cocente. Vivo di sport e per lo sport e questo mi ha fatto sperimentare sempre emozioni incredibili: da vittorie straordinarie (le ricordate ancora?) che nutrono l'anima a pesanti delusioni dalle quali credi di non poterti più riprendere. Invece ci si riprende eccome e lo dico perché l'ho vissuto sulla mia pelle. Fa male e brucia ma, nel calendario della mia mente le più crudeli cadute sono tuttora dei punti cardine della mia crescita come uomo di sport e come persona", ha proseguito il ct del fioretto italiano.

"Quando pensi a un campione o a una persona di successo, generalmente pensi alle sue medaglie, alle sue vittorie epiche, ma difficilmente pensi alle sconfitte e alle delusioni o alle volte in cui si è sentito sopraffatto e ha pensato magari di mollare. Cadere è il rischio dell'imparare a camminare. È importante mantenere la fiducia e riprovare. Ho sempre pensato che la sconfitta in una gara, pur dolorosa, non è una sconfitta nella vita. A prescindere dall'entità della sconfitta non si perde il proprio valore, questo lo dico a tutti quelli che mi attaccano personalmente perché le loro aspettative non sono state del tutto soddisfatte", ha concluso Cipressa.