Rifondazione volley azzurro, ko tra addii e polemiche
dal nostro inviato Cosimo Cito , dal nostro inviato Cosimo CitoTOKYO. Il fedele volley stavolta ha disertato, si è fermato ai quarti contro l'Argentina che aveva battuto due volte nelle amichevoli di preparazione e non arriverà alle semifinali: non accadeva dal '92, e solo nel 2008 non prese medaglie. Prima e dopo, da Atlanta a Rio, tre argenti e due bronzi. L'oro mai, ma all'ex Nazionale dei Fenomeni, diventata solo una delle tante (ora è ottava nel ranking Fivb) e a digiuno di Mondiali ed Europei ormai dal 2005, stavolta sono mancate troppe cose. La condizione fisica, innanzitutto: Zaytsev e Giannelli hanno giocato trascinandosi dietro infortuni vecchi e nuovi. Non due qualunque, ma la diagonale palleggiatore-opposto, la mente e il braccio. Un po' di carattere è mancato, soprattutto nei momenti caldi contro la scatenata Argentina. Blengini le ha provate tutte, ha tolto Zaytsev per Vettori, ha chiesto l'ultimo sforzo a Juantorena (in lacrime, dirà "fa male, è il mio addio all…
TOKYO. Il fedele volley stavolta ha disertato, si è fermato ai quarti contro l'Argentina che aveva battuto due volte nelle amichevoli di preparazione e non arriverà alle semifinali: non accadeva dal '92, e solo nel 2008 non prese medaglie. Prima e dopo, da Atlanta a Rio, tre argenti e due bronzi. L'oro mai, ma all'ex Nazionale dei Fenomeni, diventata solo una delle tante (ora è ottava nel ranking Fivb) e a digiuno di Mondiali ed Europei ormai dal 2005, stavolta sono mancate troppe cose. La condizione fisica, innanzitutto: Zaytsev e Giannelli hanno giocato trascinandosi dietro infortuni vecchi e nuovi. Non due qualunque, ma la diagonale palleggiatore-opposto, la mente e il braccio. Un po' di carattere è mancato, soprattutto nei momenti caldi contro la scatenata Argentina. Blengini le ha provate tutte, ha tolto Zaytsev per Vettori, ha chiesto l'ultimo sforzo a Juantorena (in lacrime, dirà "fa male, è il mio addio alla Nazionale") e puntato sul 19enne Michieletto, uno su cui converrà investire molto in futuro.
Esce di scena una generazione, assieme al ct, già avvicendato prima dell'Olimpiade da Fefè De Giorgi. I due avevano vissuto lo stesso balletto, ma a parti invertite, a marzo sulla panchina di Civitanova, De Giorgi fuori, dentro Blengini, con conseguente addio alla Nazionale. Non subito, però, ma dopo l'Olimpiade, volle il neopresidente federale Manfredi. "Si può dire tutto quando si cerca una spiegazione a posteriori" la replica di Blengini, "e non si tiene conto di quanto sia largo il mondo del volley di oggi e quanto anche questo torneo sia stato imprevedibile. Noi abbiamo fatto tutto il possibile, l'Argentina ha fatto tre punti più di noi al tie-break. Non abbiamo sfruttato la Nations League per prepararci? C'era un mese tra la fine di quel torneo e Tokyo, non avrebbe avuto senso. La responsabilità di questa scelta è comunque tutta mia". In Nations League solo Michieletto, Galassi e Sbertoli sono stati "provati" in vista di Tokyo. I primi due sono stati i migliori della spedizione in Giappone. De Giorgi sta già lavorando con altri giocatori sull'Europeo di settembre ma la base non è così ampia come un tempo.
Oggi tocca alle ragazze, alle 10 italiane contro la Serbia che le batté nella finale mondiale 2018.