TOKYO. Tre uomini, un campione olimpico, e una staffetta. 21, 26, 27, 23 anni. Insomma la 4x100. E un sogno da rinnovare. Per l'Italia della velocità il risultato migliore è contro Jesse Owens, argento, a Berlino nel '36. Per il resto ha due bronzi, nel '32 e nel '48. Poi più niente: quarti a Roma '60 con Berruti, quarti a Los Angeles '84 con Mennea, quinti a Seul '88 con Tilli e Pavoni. Oggi si può uscire dal passato e scattare nel presente. Il quartetto Patta-Jacobs-Desalu-Tortu è in finale con 37"95, nuovo record italiano (cancella il 38"11 di Doha), quarto tempo di ammissione, miglior prestazione europea dell'anno, e la quinta continentale di sempre. Meglio solo la Giamaica, la Cina e il Canada, mentre gli Usa, disastrosi, sono fuori. E questo ha scatenato la reazione di Carl Lewis: "Inaccettabile, è stato un imbarazzo totale, peggio di un quartetto di liceali".
TOKYO. Tre uomini, un campione olimpico, e una staffetta. 21, 26, 27, 23 anni. Insomma la 4x100. E un sogno da rinnovare. Per l'Italia della velocità il risultato migliore è contro Jesse Owens, argento, a Berlino nel '36. Per il resto ha due bronzi, nel '32 e nel '48. Poi più niente: quarti a Roma '60 con Berruti, quarti a Los Angeles '84 con Mennea, quinti a Seul '88 con Tilli e Pavoni. Oggi si può uscire dal passato e scattare nel presente. Il quartetto Patta-Jacobs-Desalu-Tortu è in finale con 37"95, nuovo record italiano (cancella il 38"11 di Doha), quarto tempo di ammissione, miglior prestazione europea dell'anno, e la quinta continentale di sempre. Meglio solo la Giamaica, la Cina e il Canada, mentre gli Usa, disastrosi, sono fuori. E questo ha scatenato la reazione di Carl Lewis: "Inaccettabile, è stato un imbarazzo totale, peggio di un quartetto di liceali".
L'Italia invece è filata via. Scendere sotto i 38" vuol dire raggiungere il gruppo d'eccellenza, essere al 14° posto del mondo, ma soprattutto poter pensare di fare meglio. Se negli anni passati Bolt nello sprint ha guidato la riscossa della Giamaica perché non lo potrebbe fare Jacobs che ha preso il posto di Bolt? Esaltarsi è più facile se hai una miccia in mano e se hai voglia di farla bruciare. Jacobs: "Adesso ce la giochiamo. Siamo entrati in pista con un grande spirito di squadra, questa è una gara che si corre tutti e quattro insieme, e siamo riusciti a raggiungere un obiettivo importante che ci siamo prefissati da anni". Filippo Tortu, ultimo frazionista, per un attimo all'arrivo si è confuso. "Ho visto 37"05, non è possibile mi sono detto. Sapevamo di poter entrare in finale, eravamo qui per questo, così come era giusto non porsi limiti e non l'abbiamo fatto. I cambi sono stati leggermente in sicurezza perché prima di tutto volevamo arrivare al traguardo. Ora dobbiamo soltanto pensare a recuperare il più velocemente possibile, a me sembra di aver corso un 400, è stato veramente tutto faticoso, sia il riscaldamento, sia la gara, troppo caldo". E infatti il canadese De Grasse che è in forma strepitosa gli ha recuperato molti metri. Però esiste il fattore umano, la spinta che ti fa correre più leggero, perché sai che il tuo sprint sarà valorizzato da chi è capace di accendersi.
Fausto Desalu, in terza frazione: "Avere un campione olimpico in squadra è una bella emozione, il gruppo è unito, sapevamo di poter contare su Marcell, ma anche su Filippo, e su Patta, un esordiente, che non ha tradito le aspettative. Sono deluso dalla mia gara individuale e spero di trasformare questa rabbia in grinta. Non mi esprimo fino in fondo perché sono scaramantico, ma abbiamo margine". E Desalu non si accorge di avere già rovinato la scaramanzia. Se hai margine (cambi più veloci) vuol dire che farai meglio e che puoi scalare posizioni. Chiaro che l'oro di Jacobs nei cento metri cambia le gerarchie. Può ripetersi e anche fare meglio sul lanciato. Marcell, che sarà portabandiera nella cerimonia di chiusura, ha anche spiegato che non ha intenzione di andare via dall'Italia. "Ma avendo riallacciato i rapporti con mio padre in America penso che andrò con la famiglia a passare del tempo con lui. Tutto qui, non espatrio".
Anche lui ha sofferto il caldo, ma la finale a Tokyo sarà di sera. "Non mi sono sentito al 100%, le condizioni non erano ottimali. Ma qui conta tutta la squadra, bisogna portare il testimone in fondo, abbiamo visto cosa è capitato al Sudafrica che non ha terminato la gara. Davo una medaglia quasi sicura agli Stati Uniti che però sono fuori. Noi ci proviamo. La mia medaglia d'oro? Ci sto dormendo assieme. La tengo con me. La guardo ogni tanto. La ammiro". Raddoppiarla, molto meglio.