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Viviana Bottaro primo storico bronzo per l'Italia nel karate: "Che goduria"

(agf)
La genovese terza nel kata battendo l'americana Kokumai, in uno sport al debutto alle Olimpiadi: "Ma purtroppo non ci saremo a Parigi 2024, sono cose che non capirò mai"
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TOKYO - Era la prima e ultima occasione della sua vita, e nella finale per il bronzo con l'americana Kokumai Viviana Bottaro non se l'è fatta sfuggire, conquistando la prima storica medaglia italiana nel karate. Nella specialità del kata, in cui si mette in scena di fronte a una giuria un combattimento contro un avversario invisibile con gesti plastici o ad altissima velocità. Una rapidità di cui è dotata l'atleta genovese sin da piccola: "L'americana è stata più espressiva di me" spiega alla fine, "mentre io ho proposto movimenti più secchi, veloci: forse così ho convinto di più...". La giuria non ha avuto dubbi, premiando con un punto abbondante di vantaggio la sua prestazione. Nel giorno in cui il karate entra nella storia olimpica italiana dopo una lunga attesa, c'è però un pizzico di amarezza: "Quasi sicuramente non ci saremo a Parigi 2024, sono cose c…

TOKYO - Era la prima e ultima occasione della sua vita, e nella finale per il bronzo con l'americana Kokumai Viviana Bottaro non se l'è fatta sfuggire, conquistando la prima storica medaglia italiana nel karate. Nella specialità del kata, in cui si mette in scena di fronte a una giuria un combattimento contro un avversario invisibile con gesti plastici o ad altissima velocità. Una rapidità di cui è dotata l'atleta genovese sin da piccola: "L'americana è stata più espressiva di me" spiega alla fine, "mentre io ho proposto movimenti più secchi, veloci: forse così ho convinto di più...". La giuria non ha avuto dubbi, premiando con un punto abbondante di vantaggio la sua prestazione. Nel giorno in cui il karate entra nella storia olimpica italiana dopo una lunga attesa, c'è però un pizzico di amarezza: "Quasi sicuramente non ci saremo a Parigi 2024, sono cose che non capirò mai. Si potrà così impostare il lavoro sui ragazzi per Los Angeles 2028".

Il podio nel tempio del Budokan

Così com'è entrato nel programma olimpico a Tokyo, il karate ne uscirà a Parigi. Ma Viviana Bottaro potrà dire per tutta la vita di essersi battuta alle Olimpiadi nella culla del suo sport, e di aver calcato il tatami del Nippon Budokan dove nel 1970 fu disputato il primo Mondiale. Dando forma a uno sport disperso in mille rivoli tra arti marziali e spiritualità. Tante anime che collaborano nel kata, la specialità di Viviana, che esprime il concetto di "forma" e si combatte contro nel vuoto. Sottoposti al giudizio di una giuria di sette elementi che giudica anche le capacità espressive. Arte marziale, più arte che marziale, esecuzione aperta e chiusa con un inchino (rei), in un silenzio interrotto solo da grida (Kiai) che devono essere calate nel momento giusto, in armonia coi propri gesti, per non denunciare insicurezza.

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La spinta dei genitori e la laurea in Scienze motorie

Genovese, trentatré anni, azzurra delle Fiamme Oro, laureata alla triennale di Scienze Motorie di Genova, Viviana Bottaro ha cominciato karate a sei anni, spinta dai genitori che volevano che imparasse a difendersi: "Per un genitore che ha due figlie femmine sapere che si possano difendere è una cosa bella". Già nelle prime battute della gara si è posizionata tra le aspiranti al podio. Nella sua pool si è piazzata seconda con un punteggio medio tra le due esibizioni (kata) di 25.57, precedendo la turca Bozan, la francese Feracci e le neozelandese Anacan. La sua speranza di superare la giapponese Shimizu, che aveva battuto nell'ultimo confronto prima del lockdown, è andata delusa, con la padrona di casa proiettata verso la finale prima con 27.70. Poi è stato il turno del ranking round, terza delicatissima prova in cui si stabilisce chi lotta per la medaglia d'oro: anche in questo caso Viviana ha battuto la turca Bozan incassando un 26.46, buono per battersi per il bronzo, mentre Shimizu andava verso la finale con la spagnola Sanchez Jaime. Contro l'americana Sakura Kokumai, l'epilogo. Nella seconda giornata l'Italia calerà una delle sue carte più pesanti: Luigi Busà, tra i favoriti della categoria 75 kg del kumite. Il combattimento, dove l'avversario non è invisibile e i lividi restano per giorni.

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