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Tokyo, regge la bolla olimpica anti-Covid: tasso di positività allo 0,02%

(reuters)
Positivi i dati alla vigilia della cerimonia di chiusura: 600 mila i test fatti in queste due settimane. Altissima la percentuale di immunizzazione tra addetti e atleti, il 70%, molto oltre la media giapponese
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TOKYO. I risultati ufficiali arriveranno tra qualche settimana. Ma a 14 giorni dall'inizio dei Giochi (e a un mese dal momento in cui i 10mila atleti hanno iniziato ad arrivare a Tokyo) la bolla sanitaria Olimpica sembra aver tenuto. "Abbiamo protetto al meglio i punti di contatto tra l'evento sportivo e la popolazione locale - ha detto ieri Brian McCloskey, responsabile del comitato indipendente che sovraintende all'evento - e pensiamo di poter dire che non ci siano stati contagi passati tra la macchina olimpica e i cittadini giapponesi". È vero - lo dicono i numeri - che a Tokyo per la prima volta dall'inizio della pandemia i casi di Covid giornalieri siano saliti oltre quota 5mila, ma la colpa - è il mantra del primo ministro Yoshihide Suga e degli organizzatori di Tokyo 2020 - è della rapida diffusione della variante Delta.

TOKYO. I risultati ufficiali arriveranno tra qualche settimana. Ma a 14 giorni dall'inizio dei Giochi (e a un mese dal momento in cui i 10mila atleti hanno iniziato ad arrivare a Tokyo) la bolla sanitaria Olimpica sembra aver tenuto. "Abbiamo protetto al meglio i punti di contatto tra l'evento sportivo e la popolazione locale - ha detto ieri Brian McCloskey, responsabile del comitato indipendente che sovraintende all'evento - e pensiamo di poter dire che non ci siano stati contagi passati tra la macchina olimpica e i cittadini giapponesi". È vero - lo dicono i numeri - che a Tokyo per la prima volta dall'inizio della pandemia i casi di Covid giornalieri siano saliti oltre quota 5mila, ma la colpa - è il mantra del primo ministro Yoshihide Suga e degli organizzatori di Tokyo 2020 - è della rapida diffusione della variante Delta.

I contagi al villaggio olimpico e all'interno della bolla in cui sono stati blindati volontari, giornalisti e lavoratori impegnati ai Giochi sono stati dal primo luglio ad oggi 404. "E penso siano stati importati dall'estero e non contratti dalla popolazione locale" ha assicurato McCloskey. In queste settimane sono stati fatti oltre 600mila test sulle 50mila persone che si sono mosse in questo ambiente chiuso con un tasso di positività dello 0,02%. Gli esperti medici giapponesi sostengono che il merito di numeri così contenuti è delle vaccinazioni: il 70% degli atleti e delle altre persone in bolla era infatti immunizzato. Percentuale molto più alta del 39,5% cui è arrivata la campagna di inoculazioni del Giappone.

"Oggi è troppo presto per dire cosa ha funzionato e cosa no - ha spiegato McCloskey in una conferenza stampa -. Ma penso di poter dire che la cosa che ha funzionato davvero è il pacchetto di misure complessive". Tutta la macchina dei giochi si è mossa su mezzi di trasporto riservati, con una frequenza di test salivari altissima e misure di prevenzione e distanziamento quasi sempre piuttosto rigide. E tutti dovevano comunicare ogni giorno (sulla fiducia) le loro condizioni fisiche, la temperatura e lo stato di salute con una app di tracciamento che monitorava tutti i contatti e gli spostamenti.

Tutti i dati raccolti in questi giorni dalla supervisione sanitaria dei Giochi saranno catalogati e resi pubblici - hanno garantito gli uomini di Tokyo 2020 - per consentire in futuro di far tesoro di questa esperienza e creare uno standard valido per l'organizzazione di grandi eventi come i Giochi - in fondo un grande esperimento sociaae-sanitario - anche in piena pandemia.