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Dopo gli ori azzurri in Giappone scoppia l'Italia-mania, l'assalto a negozi e ristoranti vale un patrimonio

Marcell Jacobs spopola in Giappone (afp)
A Tokyo i campioni del Belpaese compaiono in vetrina con il tricolore, i clienti vogliono mangiare, bere e vestirsi come loro. L'ambasciatore Starace: "Qui il nostro Paese non è mai andato così di moda"
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TOKYO - "Il primo tavolo libero è a fine agosto. Non arrivavano tante prenotazioni da dieci anni: tutti adesso vogliono mangiare, bere e vestirsi come gli italiani. Peccato essere costretti a chiudere alle otto di sera per colpa del Covid. La lista d'attesa per una cena, appena verrà sospeso lo stato d'emergenza, è la più lunga da quando lavoro qui". Ichisake Kimura da due decenni fa il cameriere in uno dei più famosi ristoranti italiani di Ginza. Da una settimana, pur con i locali della città allo stremo causa pandemia, per la prima volta è costretto invece a fare gli straordinari. L'Italia da fiaba alle Olimpiadi, tra i giapponesi innamorati dal sempre del nostro Paese, sta facendo scoppiare una vera e propria Italy-mania.

TOKYO - "Il primo tavolo libero è a fine agosto. Non arrivavano tante prenotazioni da dieci anni: tutti adesso vogliono mangiare, bere e vestirsi come gli italiani. Peccato essere costretti a chiudere alle otto di sera per colpa del Covid. La lista d'attesa per una cena, appena verrà sospeso lo stato d'emergenza, è la più lunga da quando lavoro qui". Ichisake Kimura da due decenni fa il cameriere in uno dei più famosi ristoranti italiani di Ginza. Da una settimana, pur con i locali della città allo stremo causa pandemia, per la prima volta è costretto invece a fare gli straordinari. L'Italia da fiaba alle Olimpiadi, tra i giapponesi innamorati dal sempre del nostro Paese, sta facendo scoppiare una vera e propria Italy-mania.

Nei quartieri di tendenza, da Shibuya a Shinjuku, è assalto agli showroom che espongono in vetrina il tricolore con le immagini di Jacobs e di Tortu, di Tamberi e della Pellegrini, di Ganna e di Stano, di Luigi Busà e di Viviana Bottaro, eroi subito adottati dai giapponesi dopo il doppio oro nell'arte nazionale del karate.

I giornali più importanti pubblicano in prima pagina la foto di Massimo Stano con il titolo "I love Japan". Dopo l'oro nella venti chilometri di marcia, il campione azzurro ha detto di essere innamorato della lingua e della cultura giapponesi, di "amare i manga e gli anime" e di sentirsi ormai "anche un po' giapponese". Sui social, centinaia di persone ora fanno a gara per averlo "ospite fino a quando vorrà".

In Giappone avere successo non scatena l'invidia: impone il rispetto e stimola la voglia di emulazione. Il Paese non scopre oggi il feeling speciale per l'Italia, prima destinazione turistica di ogni giapponese che decide di visitare l'Europa. Le straordinarie vittorie sportive ai Giochi hanno però come primo effetto il boom dello stile italiano nel Sol Levante, anche in un periodo difficile per il business. "Una principessa della famiglia imperiale - rivela Giorgio Starace, ambasciatore italiano a Tokyo - mi ha scritto entusiasta che non sapeva che l'Italia fosse così forte anche nell'atletica. Tra i giapponesi il nostro Paese non era mai andato tanto di moda come oggi. Erano felici anche quando la nostra nazionale ha vinto gli Europei: in questi Giochi però si sentono da noi letteralmente conquistati".

Quanto vale un simile exploit? Per gli analisti finanziari "molto e non solo nel breve periodo". A confermare la tendenza è l'interscambio tra i due Paesi. Nel 2018 l'export italiano verso il Giappone era di 6,4 miliardi di euro. Nel 2019, ultimo anno pre-Covid, era salito a 7,7, con un incremento record del 19,3%. Nel 2020 si sono contenute le perdite da pandemia e il bilancio ha chiuso a 7,1 miliardi, il 7,6% in meno. Nei primi quattro mesi del 2021 eravamo però già a 2,4 miliardi di export, più 10,2% e il trend non si è più fermato. "Dal 20 luglio - dice il direttore di un grande gruppo bancario - commercio e affari sono esplosi. Gli shopping centre più eleganti ordinano la merce italiana perché i consumatori giapponesi desiderano prodotti che grazie allo sport percepiscono come vincenti. Fa parte della cultura nazionale rendere merito a chi riesce a emergere grazie alle sue qualità".

Tra i beni del desiderio, alimenti, bibite, abbigliamento, accessori in pelle, occhiali e perfino farmaci. I primati di velocità in cento metri e staffetta spingono i giapponesi anche nelle concessionarie di auto italiane, da sempre icona di potenza e bellezza. "Entra un sacco di gente - dice Miyoko Matsuda, venditore in un salone che espone Ferrari e Lamborghini - che non può acquistare macchine tanto veloci. Vuole però almeno guardarle, dopo che in tivù ha visto Jacobs e gli italiani correre come frecce".

Nella via dello stile di Omotesando, l'Italy-mania scoppiata grazie ai Giochi ha perfino convinto alcuni giovani ad acquistare le tute della nostra nazionale e uscire con la barba fatta a metà, ex portafortuna di Tamberi. Nei negozi di gastronomia italiana vanno a ruba pasta, salumi, salse, dolci, olio e vino, purché made in Italy. "Di solito avevamo solo clienti affezionati di fascia alta - dice Tomoko Wakahisa, cassiera di un negozio ad Asakusa - ora invece arrivano anche giovani e anziani. Sono convinti che se gli italiani vincono tanto alle Olimpiadi, è anche perché il loro modo di alimentarsi è sano. Jacobs ha detto che ama la pasta al pomodoro e in molti in questi giorni la vogliono provare".

Non appena la circolazione sarà libera di restrizioni-Covid, secondo i tour operator nazionali, sulle ali di questa febbre senza precedenti verso l'Italia anche le nostre città d'arte rivedranno finalmente le comitive giapponesi di una volta, estintesi con la bolla economica scoppiata negli anni Novanta. "Alcuni clienti - dice Maeko Inoue, agente di un'agenzia di viaggi a Minato - mi hanno chiesto di organizzare un viaggio in Puglia. In tivù hanno sentito che è la nuova regione italiana dei campioni".

Da ieri è corsa pure per visitare l'ambasciata italiana a Roppongi, considerata la sede diplomatica più bella di Tokyo. I giapponesi vogliono vedere la mostra "I colori della pace", che durante le Olimpiadi espone i disegni dei bambini di Sant'Anna di Stazzema. "Per il Giappone - dice l'ambasciatore Starace - questi Giochi sono stati una grande scommessa in un contesto molto difficile. Grazie ai successi degli atleti di casa e agli exploit degli italiani, il governo Suga la sta vincendo. È la conferma che tecnologia, organizzazione e disciplina consentono di raggiungere risultati eccezionali".

Sull'ingresso della metropolitana, a Shiodome, oggi c'è scritto "I love Italy". Grazie ai Giochi cominciati tra lo scetticismo e l'ostilità più alti della storia, aver riacceso in Asia questo amore per il nostro Paese, vale un patrimonio.