Tra colori e sorrisi, è la notte dei saluti: i Giochi si chiudono, appuntamento a Parigi 2024
dal nostro inviato Fabio Tonacci , dal nostro inviato Fabio TonacciE all'ultima notte, quella dei saluti, del grazie di tutto, della gioia di esserci stati e della malinconia di doversene andare, delle bandiere colorate che sfilano e della bandiera del Cio che si ammaina, del dopotutto è andata bene, della consapevolezza che poteva andare peggio, degli atleti che ballano, dei medici e degli infermieri anti-Covid che li accompagnano, dei giapponesi che per una volta cantano e fanno chiasso come italiani, delle medaglie (per chi ce l'ha) che brillano, dei kimono arcobaleno, del rimbombo del taiko sugli spalti vuoti, dell'arigato urlato al cielo perché alla fine è anche una liberazione, del mondo che è grande ma stasera sta tutto su un prato, della Marsigliese suonata da un astronauta nello spazio, del braciere che si spegne, del testimone che passa a Parigi, all'ultima notte, dunque, le Olimpiadi di Tokyo diventano una meravigliosa e rumorosa sagra.
L'Italia dei record chiude al decimo posto nel med…
E all'ultima notte, quella dei saluti, del grazie di tutto, della gioia di esserci stati e della malinconia di doversene andare, delle bandiere colorate che sfilano e della bandiera del Cio che si ammaina, del dopotutto è andata bene, della consapevolezza che poteva andare peggio, degli atleti che ballano, dei medici e degli infermieri anti-Covid che li accompagnano, dei giapponesi che per una volta cantano e fanno chiasso come italiani, delle medaglie (per chi ce l'ha) che brillano, dei kimono arcobaleno, del rimbombo del taiko sugli spalti vuoti, dell'arigato urlato al cielo perché alla fine è anche una liberazione, del mondo che è grande ma stasera sta tutto su un prato, della Marsigliese suonata da un astronauta nello spazio, del braciere che si spegne, del testimone che passa a Parigi, all'ultima notte, dunque, le Olimpiadi di Tokyo diventano una meravigliosa e rumorosa sagra.
L'Italia dei record chiude al decimo posto nel medagliere, in testa ci sono gli Usa che nell'ultima giornata superano la Cina (39 ori a 38) mentre al terzo posto si piazza il Giappone, organizzatore dei Giochi.
La danza di 4.599 atleti
All'Olympic Stadium di Shinijuku, 4.599 atleti olimpici entrano dai quattro angoli dell'impianto e macchiano di colori e sorrisi la cerimonia di chiusura di Tokyo 2020. Entrano in ordine sparso, mescolati, senza badare a protocolli ed etichette, come accadde in modo spontaneo alla chiusura di Tokyo 1964. Lo show è iniziato alle 20 ora del Giappone e durerà fino alle 22.15. A portare il vessillo italiano è il velocista Marcell Jacobs, l'eroe dei 100 metri, l'uomo più veloce della terra che è cresciuto a Desenzano del Garda e che all'estero non avevano visto arrivare. Jacobs sventola il tricolore indossando la mascherina e la tuta bianca disegnata da Armani. Le delegazioni sono entrate subito dopo i portabandiera ed è una bellissima festa di paese. Un paese grande come la Terra. Mascherine sì ma nessun distanziamento sociale, stanotte si balla tutti insieme. E' una precisa scelta degli organizzatori, che hanno dato alla cerimonia il titolo "Worlds we share". Mondi, al plurale. "Perché - spiegano - ognuno abita il proprio mondo ma poi la nostra missione è condividere i mondi, tenere insieme diversità e armonia".
Nel video l'abbraccio di Tamberi e Barshim
Momenti di gloria e fatica all'inizio, in un filmato del regista 33enne Kazuhiko Hiramaki. Un condensato emozionale delle due settimane in cui il braciere è stato acceso e si è corso, saltato, sparato, lanciato, nuotato, lottato, arrampicato, sudato, pianto, vinto e perso. Il video si chiude con l'azzurro Gianmarco Tamberi che si abbraccia con il qatarino Barshim sul gradino più alto del podio, primo oro in condivisione del salto in alto. L'amicizia che supera l'asticella. Il principe Akishino, noto anche come Fumihito, fratello più piccolo dell'Imperatore Naruhito, siede in tribuna autorità accanto a Thomas Bach, il presidente del Cio. "In questi tempi difficili, avete dato al mondo il più prezioso dei regali. La speranza. Per la prima volta da quando è scoppiata la pandemia, il mondo si è radunato tutto insieme. Le Olimpiadi di Tokyo 2020 sono le Olimpiadi della speranza, della solidarietà e della pace", dice Bach nel discorso ufficiale.
Non solo Jacobs: appare Federica Pellegrini
I 130 fuochi di artificio bianchi sparati dalla copertura dello Stadium, per ringraziare i lavoratori e i volontari che hanno reso possibile i Giochi. Bianco come il colore della gratitudine. Appare anche Federica Pellegrini, la nuotatrice azzurra nominata nella Commissione atleti del Cio. Un po' rigida per l'emozione, consegna un riconoscimento e un mazzo di fiori ai volontari. Poi un omaggio filmato alla popolazione Ainu dell'isola di Hokkaido, i nativi spesso abbandonati quando non discriminati, e alle minoranze delle altre prefetture dello Stato. 1.037 le comparse e i musicisti in campo, che cantano, fanno numeri con gli skateboard, si rotolano sulla pedana, suonano. 1.820 gli uomini e le donne dello staff tecnico e creativo che ha ideato la Closing Cerimony. La bandiera del Giappone è stata la prima a farsi vedere, portata da quattro campioni olimpici, da due medici e da una modella disabile.
La marsigliese suonata dallo spazio
Si passano le consegne. La governatrice di Tokyo Yuriko Koike porge la bandiera olimpica a Bach che la passa alla sindaca di Parigi Anna Hidalgo. E' l'inizio formale della 33esima Olimpiade (26 luglio-11 agosto 2024). Parte l'inno francese e per la prima volta è un inno che si vede. Rivisitata da Victor Le Masne, la Marsigliese diventa un videoclip che si conclude con le note suonate col sassofono dall'astronauta Thomas Pesquet dalla stazione spaziate dell'Esa in orbita attorno alla Terra. Poi il collegamento in diretta con Parigi. Sulla Tour Eiffel proiettano un ologramma della bandiera del Cio, i medagliati francesi applaudono e festeggiano, il presidente Emmanuel Macron recita il motto delle Olimpiadi. Più veloce, più alto, più forte. Ensemble. Insieme. Sempre. Qui a Tokyo, là a Parigi tra tre anni. Il braciere olimpico si spegne. Il 23 luglio si era aperto come un sole in fiamme, ora si chiude come una luna. Stavolta è arigato davvero. E' stato complicato, ma meraviglioso.