Quattro squadre in testa con tre vittorie: le attese Panathinaikos e Fenerbahce, la conferma Valencia, la sorpresa Partizan. Milano e Bologna nel drappellone di dieci con un successo, fra 9° e 18° posto. Il salto sulla sedia si fa leggendola dal basso, la classifica di Eurolega. Real Madrid ultimo, zero punti. L’episodio saliente del terzo turno è tinto di nero. Si ferma il numero uno del circo. Su Mike James, il miglior marcatore della storia del torneo (5.961 punti in 13 stagioni), il destino si incarognisce nella prima settimana col doppio turno, stangando l’asso che aveva appena dichiarato, contro quelli che “si gioca troppo”, che lui di partite ne farebbe anche di più, essendo il suo mestiere. Giovedì, durante Stella Rossa-Efes, il crack del tendine d’Achille. Minacce di stagione finita. E forse, a 36 anni, pure peggio.
Milano a due facce
Milano va a V…
Quattro squadre in testa con tre vittorie: le attese Panathinaikos e Fenerbahce, la conferma Valencia, la sorpresa Partizan. Milano e Bologna nel drappellone di dieci con un successo, fra 9° e 18° posto. Il salto sulla sedia si fa leggendola dal basso, la classifica di Eurolega. Real Madrid ultimo, zero punti. L’episodio saliente del terzo turno è tinto di nero. Si ferma il numero uno del circo. Su Mike James, il miglior marcatore della storia del torneo (5.961 punti in 13 stagioni), il destino si incarognisce nella prima settimana col doppio turno, stangando l’asso che aveva appena dichiarato, contro quelli che “si gioca troppo”, che lui di partite ne farebbe anche di più, essendo il suo mestiere. Giovedì, durante Stella Rossa-Efes, il crack del tendine d’Achille. Minacce di stagione finita. E forse, a 36 anni, pure peggio.
Milano a due facce
Milano va a Vitoria rallegrata dalla goduria unica del gol-partita di Hall alla sirena del derby d’Italia, e contro i lavori in corso dei baschi di coach Galbiati (bravo e italiano, resistente laddove non lo vogliono più), affonda di brutto (86-76). Gioca un primo quarto ignobile, un secondo inefficace, un terzo solo opaco e un quarto metà brillante e metà atroce, e a questo punto serve spiegare. Quando l’Olimpia sorpassa a 6’40” dalla fine (72-70, ancora gol di Hall), dopo un’eterna rincorsa, pare averla vinta. Invece lì finisce. Quell’unico vantaggio la porta uscire dall’arena senza segnare più, se non 4 liberi, e a incassare di tutto dall’incredulo Baskonia che ringrazia: 16-4 il tratto finale. L’Armani non ha attacco né difesa, né tiro né regia. Si salvano il solo Hall, che smazza invano 12 assist (e altrettanti punti), e qualche vampata di Burnell. Punto a capo, di qui solo cattivi. Più degli altri il trasparente Thompson, il macchinoso Peters, il Bolmaro a nervi tesi e forzature letali della volata finale. Dopo la Supercoppa, l’Olimpia arretra. Vinte tre partite all’ultimo minuto, tra campionato e coppa, persa male a Belgrado e peggio questa, mancando l’inizio e la fine. C’è un problema. Molti problemi.
Bologna abbonata alle sirene
Nel giro di 48 ore, la Virtus perde e vince una partita alla sirena dell’ultimo secondo. Poteva giocarsele ai dadi, anziché sbattersi per 80 minuti. A Milano Hall le aveva stracciato in faccia il derby d’Italia, a Bologna, due giorni dopo, Carr ha stecchito l’Olympiacos con una tripla in prodigioso equilibrio. Bologna non arriverà tra le prime, ma intanto ha dimostrato di avere gambe e spirito per battere la prima di un anno fa, regalando alla platea del suo PalaDozza, splendido settantenne, una notte magica. Marcus Carr, un play canadese pescato in Germania, e Aliou Diarra, un pivot maliano mai uscito prima dalla sua Africa, sono stati i primattori del successo sui campioni d’Europa in carica. Costruttore di una squadra fatta per correre, il coach catalano Mumbrù sa anche difendere la trincea e attaccare quella altrui.
Eurocup, due sì e due no
Calderone a 32 squadre divise in quattro gironi, l’Eurocup ne allinea sei italiane. Al via, quattro hanno vinto (Napoli, Maxima Roma, Trento, Venezia) e due perso (Bc Roma, Tortona). Scopo del gioco è dare casa a realtà belle e sane, ma non eccelse (e una seconda coppa sempre ci sarà, pure dopo la rivoluzione Nba), e oggi soprattutto scremare le ambizioni dei club che puntano ai piani di sopra. Favorito è il Paok Salonicco guidato da Andrea Trinchieri, club di larghe risorse già atteso nell’Eurolega con vista sulla Nba Europe.
Il futuro sul lago di Como
I soci dell’Eurolega, ossia i grandi club azionisti, si trovano questo lunedì sul lago di Como per ascoltare l’offerta che la Nba ha pronta per entrare nella proprietà della lega. Un piede dentro subito, per poi sfrattare a suo tempo l’attuale inquilino. Questa l’ipotesi prevalente su come andrà a finire, rispetto a quella minoritaria di resistere e continuare a mandare in campo le proprie squadre, affiancando a danneggiarsi due ditte e due tornei: un epilogo senza accordi che non piacerebbe a nessuno. Siamo in ogni caso alle svolte, il D.Day dello sbarco americano tra i canestri d’Europa è sempre più vicino.