Giocato in settimana un altro doppio turno, nessuna squadra delle venti di Eurolega è più imbattuta, dopo sei partite. Sorpreso ad Atene dall’Hapoel, è caduto il Panathinaikos, mantenendo la testa solo nella classifica degli stipendi (34 milioni netti a giocatori e tecnici), ora che il suo Obradovic, numero uno per storia e leggenda tornato sul luogo del diletto, è stato superato dall’allievo Itoudis. Tre in testa allora, con 10 punti: Pana, Olympiacos e Fenerbahçe, la terna degli unanimi pronostici. Con 8, un quintetto al quarto posto, fra cui Bologna. Nell’orto di casa, Virtus sempre meglio (vinte in settimana 2 su 2), Olimpia Milano sempre peggio (perse 2 su 2).
Milano, ultima della fila
La crisi senza fine dell’Armani continua, ultima della fila a una vinta e 5 perse. Ecco le due batoste in 48 ore, ecco un Forum spopolato (dodicimila suppergiù, in due serate), ecco sul piatto partitacce con ricco contorno di fischi, una contestazione arrivata a lambire anche gli intoccabili v…
Giocato in settimana un altro doppio turno, nessuna squadra delle venti di Eurolega è più imbattuta, dopo sei partite. Sorpreso ad Atene dall’Hapoel, è caduto il Panathinaikos, mantenendo la testa solo nella classifica degli stipendi (34 milioni netti a giocatori e tecnici), ora che il suo Obradovic, numero uno per storia e leggenda tornato sul luogo del diletto, è stato superato dall’allievo Itoudis. Tre in testa allora, con 10 punti: Pana, Olympiacos e Fenerbahçe, la terna degli unanimi pronostici. Con 8, un quintetto al quarto posto, fra cui Bologna. Nell’orto di casa, Virtus sempre meglio (vinte in settimana 2 su 2), Olimpia Milano sempre peggio (perse 2 su 2).
Milano, ultima della fila
La crisi senza fine dell’Armani continua, ultima della fila a una vinta e 5 perse. Ecco le due batoste in 48 ore, ecco un Forum spopolato (dodicimila suppergiù, in due serate), ecco sul piatto partitacce con ricco contorno di fischi, una contestazione arrivata a lambire anche gli intoccabili vertici aziendali. Il quadro è fosco e all’oggi Poeta sta come d’autunno sugli alberi le foglie, per dirla col collega, circondato da vistosi pretendenti al trono e vista la sua Olimpia sbandare paurosamente, a dispetto dei numeri lenitivi sbandierati a discolpa: solo fumo in occhi pieni di lacrime. Con Dubai è finita di 4 (97-101), ma erano 20 a 8’ dalla fine, col Real di 9 (89-98), ma erano 22 a 13’. Delle rimonte tardive è utile diffidare, i residui d’orgoglio galoppano quando gli altri sono già sul pullman, ed è vero che qualche volta il ribaltone arriva, fresco come un uovo il -28 bevuto dall'Olympiacos a Valencia, ma succede di rado. E se succede va sul libro dei record. Milano era stata presa a schiaffi dal Real la sera che, mettendo in campo Ricci al posto di Peters su consiglio ululato dalle tribune, Poeta aveva mostrato un’inclinazione a saziare ire popolari non destinata a lustrargli la corazza di caro leader. Poi, in conferenza, altro carico: “A basket si gioca col cuore, qualcuno non ce l’ha messo”. A seguire, nel quintetto d’avvio con Dubai, le assenze facevano nomi e cognomi dei puniti: Thompson, Guduric, Peters, partiti a sedere, poi messi lungo la strada, per riscoprirli fra i peggiori. Al di là delle pedagogie di gruppo, c’è il nocciolo, cioè il basket. Milano non ha difesa, prende canestro a ogni azione (29+27+27+18, quarto per quarto il passo di Dubai, con l’ultimo in osteria) e vive in attacco di sprazzi di volontà individuale. Da salvare l’insistenza di Mathews a scagliare frecce dall’arco, la piccola ostinata battaglia di Cole, certi minuti torridi di Bolmaro, seguiti da altri gelidi. Domani a Napoli, contro la squadra più in forma di questi giorni, sarà un K2. Ai piedi, scarponi o infradito?
Bologna, quattro di fila per il quarto posto
Quattro vittorie di fila, due in 48 ore. Nette, solo con brividi finali. A Parigi, avanti 37’ su 40’, la Virtus aveva dovuto soffiare sull’ultima tripla di Etienne per sventare il ko. Ferro e colpaccio: 96-94. In casa col Baskonia, mai dietro nei 40’, aveva dovuto vincerla due volte (86-78). Rimasta senza fiato e fantasia nel quarto finale, passata dal +18 a una parità con 4’ da giocare che minacciava esiti infausti, la Vu ha di nuovo ben protetto la trincea e trovato un 10-0 tranciante a firma del redivivo Moore. Il quarto posto in classifica, in un mazzo di cinque, gronda stupore e meriti, per una banda Mumbrù che non ha un solo copione, vinta l’ultima senza corse e triple, ma stanando il Baskonia con l’attacco ragionato. Diarra il migliore, un uomo d’area che va in gol dopo costruzioni collettive.
A questo gioco non è mai finita
A basket le partite non sono mai né vinte né perse, fino alla sirena, e capita pure ai campioni in carica di arraffarle all’ultimo secondo. Anzi, oltre: due supplementari, a Valencia e a Barcellona. Valencia aveva messo sotto l’Olympiacos di 28, al 22’. Dissolti in 18 minuti: pareggio al 40’, vittoria greca al supplementare. L'episodio è clamoroso, non isolato. Tiro da tre e gioco in velocità ingrossano la tendenza a rimontare ritardi che in passato sigillavano la partita chiusa. Poi serve sempre la complicità di chi di fronte stacca la spina in campo e attacca quella del phon. Nella settimana nera di Milano, riaffiora pure il ricordo molesto. Anno 2024, proprio oggi 17 ottobre. +27 al Forum sullo Zalgiris. I lituani rimontano e la portano via.