Le odiate nemiche sono tornate insieme: Panathinaikos e Olympiacos in testa alla classifica. Piangono i Verdi mazzolati a Istanbul dall’Efes, ridono i Rossi avanti quanto basta al Pireo contro Milano. Sette squadre alle loro spalle, con una vittoria in meno. Lontane le italiane. Una perde di poco, l’altra di pochissimo, ma conta finire sotto, e così ora Bologna scivola tredicesima e Milano resta penultima (orrendo l’1-8 vinte perse). Attesi i due ko ateniesi dell'Armani, meno le due cadute in casa della Virtus. Settimana da 0-4, detto tutto.
Bologna fa regali al Besiktas
Per perderla, nella sua casa già festante e irridente, la Virtus deve regalarla. Sul +13 a 3’ dalla fine, il dubbio del crack non la sfiora. E invece si spacca tutto. I turchi fanno 5 triple negli ultimi 4’ (parziale 7-22, nei 3’ 4-19), inclusa l’ultima alla sirena di Morgan, troppo solo nell’angolo. Convinta che fosse fatta, la Virtus abbonda in peccati mortali. “Le partite durano 40’, non 38’”, il commento di M…
Le odiate nemiche sono tornate insieme: Panathinaikos e Olympiacos in testa alla classifica. Piangono i Verdi mazzolati a Istanbul dall’Efes, ridono i Rossi avanti quanto basta al Pireo contro Milano. Sette squadre alle loro spalle, con una vittoria in meno. Lontane le italiane. Una perde di poco, l’altra di pochissimo, ma conta finire sotto, e così ora Bologna scivola tredicesima e Milano resta penultima (orrendo l’1-8 vinte perse). Attesi i due ko ateniesi dell'Armani, meno le due cadute in casa della Virtus. Settimana da 0-4, detto tutto.
Bologna fa regali al Besiktas
Per perderla, nella sua casa già festante e irridente, la Virtus deve regalarla. Sul +13 a 3’ dalla fine, il dubbio del crack non la sfiora. E invece si spacca tutto. I turchi fanno 5 triple negli ultimi 4’ (parziale 7-22, nei 3’ 4-19), inclusa l’ultima alla sirena di Morgan, troppo solo nell’angolo. Convinta che fosse fatta, la Virtus abbonda in peccati mortali. “Le partite durano 40’, non 38’”, il commento di Mumbrù sulle mani alzate dal manubrio e le teste alzate dal compito. La prestazione ci sarebbe stata, ma il risultato comanda. Eppure i numeri direbbero bene. Segnati cento punti a un Besiktas che gioca sotto ritmo, dominata a rimbalzo (45 a 27), eppure graziata, perdendo palle sanguinose, alla fine e non solo, e fallendo troppi contropiedi in soprannumero (sprechi non nuovi, malattia da curare). Il gol all’ultimo tiro atterra l’arena, ma il basket dà e toglie, per antica norma, e la contabilità bianconera nei finali in volata resta in attivo. Quattro vinte: Olympiacos, Parigi, Venezia, Milano campionato. Due perse: Milano Eurolega, Besiktas. C’è di peggio.
Milano, meglio ma non basta
Persa di poco, come già col Panathinaikos. Di 6 questa al Pireo, di 5 l’altra di martedì. Le teste alte non fanno punti, forse faranno morale, chissà. Stavolta Poeta ritrova Guduric, non ancora Peters, che pure tornava tra i volti di chi l’aveva appena reso campione d’Europa. Errori decisivi nel finale e così è di nuovo diventata inutile la prova di Burnell e Cole, ancora loro, la classe operaia. Milano è stata per tutti i 40’ attaccata ai greci, con la freccia fuori, ma senza mai sorpassare.
Cardinale alla partita della Nba
Gerry Cardinale, parlando distesamente di Milan ai giornali, ha infilato pure fra le ore agitate della vigilia di derby una risposta sul basket da ritagliare e conservare. “Vogliamo essere in Nba Europe con una franchigia a Milano”, ha detto il patron rossonero, attrezzando all’uopo un’arena da ventimila a San Donato Milanese. Nessun salto sulla sedia, il piano era noto, ora solo ribadito, ma contiene altri dubbi. Per Nba Europe, Milano è tra le città elette, così come Roma: due bandierine tricolori sulla mappa in gestazione a New York. Ma come Roma pure Milano presenta due opzioni. Sul Tevere, le neonate Bc e Maxima, sui Navigli la nascitura squadra di Cardinale, trasferendovi o meno la Varese da associare all’impresa, o l’antica nobile Olimpia che oggi presidia il territorio. E del cui futuro si dovrà parlare, prima o poi.
Data nei corridoi della politica più forte la candidatura Cardinale, non appare casuale il dirottamento della maison Armani verso la resistenza a oltranza dell’Eurolega com’è oggi, a partire dal recente meeting dei proprietari sul lago di Como, ispirato proprio da Milano. Da ultimo, la partita diplomatica tra Nba ed Eurolega, in vista del varo di Nba Europe, continua nello scambio di segnali collaborativi con retrogusto acido. Il Ceo a targa Ue Chus Bueno ha appena dichiarato che i 13 azionisti di Eurolega sono disposti a trattare solo in blocco. Come un sol uomo. A Manhattan hanno altre idee ed è circolata la lista dei sei club europei, fra gli attuali iscritti, chiamati a corte: Real, Barcellona, Fenerbahce, Panathinaikos, Bayern e Lione. Divide et impera, si diceva qui, prima di scoprire quel che c'era di là. Non sono mai atti di pace.