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Claudio Rossetto: "Dal nuoto al tennis, ma diventerò un campione di padel"

Claudio Rossetto con Rafa Nadal a Pechino 2008 
L'ex allenatore di Filippo Magnini è un appassionato della racchetta. E qui racconta le differenze tra i due sport
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Claudio Rossetto è un allenatore di nuoto. È il tecnico che ha trasformato Filippo Magnini da ranista in uno stileliberista campione del mondo. Ma è un uomo di sport curioso, che ama e segue anche le altre discipline sportive. Un po’ per professionalità, molto per diletto. Il tennis lo ha colpito, ci racconta il perché.

 

E allora: cosa c'entra Claudio Rossetto con il tennis?

"Colpa, o merito, di un vecchio cronista di tennis che all'epoca si occupava anche di nuoto e che mi hai coinvolto in tante vecchie romantiche e accanite sfide con la racchetta, facendomi appassionare a questo sport".

Vero, ricordo perfettamente i nostri match all’ultima palla, ma anche qualche tua sfida contro Matteo Giunta, all'epoca preparatore atletico di Filippo Magnini, in quanto suo cugino.

"Esatto. Ma non dovevamo parlare soltanto di tennis?"

Giustissimo. Ma come hai coltivato poi questa passione?

"Io ero rimas…

Claudio Rossetto è un allenatore di nuoto. È il tecnico che ha trasformato Filippo Magnini da ranista in uno stileliberista campione del mondo. Ma è un uomo di sport curioso, che ama e segue anche le altre discipline sportive. Un po’ per professionalità, molto per diletto. Il tennis lo ha colpito, ci racconta il perché.

 

E allora: cosa c'entra Claudio Rossetto con il tennis?

"Colpa, o merito, di un vecchio cronista di tennis che all'epoca si occupava anche di nuoto e che mi hai coinvolto in tante vecchie romantiche e accanite sfide con la racchetta, facendomi appassionare a questo sport".

Vero, ricordo perfettamente i nostri match all’ultima palla, ma anche qualche tua sfida contro Matteo Giunta, all'epoca preparatore atletico di Filippo Magnini, in quanto suo cugino.

"Esatto. Ma non dovevamo parlare soltanto di tennis?"

Giustissimo. Ma come hai coltivato poi questa passione?

"Io ero rimasto fermo ai tempi di Sampras, poi è arrivata l'era di Federer e Nadal e quindi è stato automatico che l'interesse crescesse".

Ma ci sono dei punti in comune tra tennis e nuoto?

"Apparentemente no, ma in realtà c'è l'aspetto psicologico che li accomuna, e poi la concentrazione. Nel nuoto se non parti col piede giusto sei finito, non hai più la possibilità di recuperare. Ma anche nel tennis, se ti distrai un attimo, puoi uscire dalla partita e poi diventa complicatissimo recuperarla. Quindi la testa in entrambi questi sport è fondamentale. E se ci fate caso alla fine quando ci sono le sconfitte è difficile vedere un tennista che scarica la responsabilità sull’allenatore, mentre nel nuoto capita più di frequente. In generale i nuotatori tendono a trovare degli alibi. Ma nel tennis anche se sei un Dio se perdi la concentrazione puoi perdere da chiunque".

E questi concetti chiamiamoli filosofici sei riuscito a spostarli nel nuoto oppure no?

"A una prima occhiata sommaria no, nel senso che sembrano sport molto lontani, ma io faccio sempre dei riferimenti - ai miei atleti - con sport lontani come potrebbe essere la boxe: faccio l'esempio del telefonino, un caso che mi si ripresenta spesso. Quando vedo un mio atleta che in un momento di pausa sta con il telefono in mano gli faccio notare sempre che cosa sta facendo, citando un boxeur e immaginandolo con un telefonino durante una ripresa di boxe: restano sempre senza parole".

Quindi il nuoto resta lontanissimo parente del tennis.

"Alla fine, nel nuoto, guardiamo sempre la prestazione ma ci dimentichiamo che la parte mentale - che invece è più affine al tennis - è preponderante nel periodo precedente alla gara, perché senza la forza mentale un nuotatore non esiste".

Ma il Rossetto tennista?

"Un grande agonista. Questo è lo stile del mio tennis. Uno che non molla mai".

Però mi risulta che al tennis stia subentrando un'altra passione...

"Il padel. Eravamo in un collegiale a Tenerife e io vedo questi strani campi, che non avevo mai visto prima e resto colpito positivamente: è stato un colpo di fulmine dopo aver visto in azione dei giocatori e aver preso delle informazioni. Ho provato, è stato divertente, perché puoi giocarlo anche se non sei bravo come invece occorre nel tennis, dove necessiti di una tecnica e di una strategia altrimenti la palla non la vedi non la prendi mai".

Ma il tennis rischia qualcosa con il padel oppure no?

"Non lo so, questione di gusti. Ma in generale io vedo più un rapporto tipo calcetto e calcio...".