Gazzara, il tecnologo che fa rinascere il passato: "Snauwaert è il mio sogno"

L'ingegnere italiano ha riportato in vita il vecchio marchio di racchette in legno: "Ricordi che ci portano nel futuro"
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La racchetta di Newcombe. Di Gerulaitis. Ricordate la Snauwaert? Per un periodo era scomparsa, prima che un giovanotto italiano - un tecnologo, come si definisce lui - decidesse di recuperare e riportare in vita uno dei tradizionali marchi di racchette di legno. Si chiama Roberto Gazzara, questo il suo racconto.

 

Ingegnere, come nasce questa idea, la rinascita di un marchio tradizionale di racchette di legno?

"Una combinazione fortunata, se vogliamo: io venivo da 14 anni come direttore tecnico in Prince, l'Itf mi disse che c'era una persona che pensava a questo progetto e ci siamo incontrati".

E poi?

"Abbiamo avviato il progetto, all'inizio in Giappone, ma non c'è stata corretta gestione delle opportunità".

E quindi ha rischiato di rinunciare.

"Il rischio c'è stato, ma io avevo visto le potenzialità, e mi piaceva  coronare un sogno, così ho fatto un pensiero e ho iniziato a parlare con degli amici".

E c'è stata una deviazione, quella decisiva.

"Sì. Snauwaert ci riporta indietro, ha novanta anni di storia e un valore molto alto, soprattutto per i ricordi di quelli che hanno oltre 40 anni. Io sono contento, per me è un sogno e una grande avventura, soprattutto perché dal 2017 è diventata un'azienda italiana di cui io sono amministratore delegato".

C'è qualcosa di personale, o è solo un progetto economico-sportivo per lei?

"Io ero innamorato di McEnroe. Il tennis mi ha sempre appassionato. Sa che Snauwaert è stata l'ultima racchetta di legno a vincere un torneo Atp? Fu Gattone Mecir, per chi se lo ricorda. Io ci credo fermamente, questa racchetta ha un valore che va risvegliato, ci riporta a quando eravamo giovani. Per ora siamo piccoli ma cresceremo".

E la famiglia Snauwaert che cosa ha pensato del progetto?

"L'idea è talmente piaciuta la notizia che sono diventati rappresentanti del marchio. E no, non hanno mai tentato di riprenderselo. Posso dire che è un gran piacere lavorare con loro".

Certo che il futuro però resta incerto, considerati i tempi attuali.

"Siamo sopravvissuti anche a questo periodo di chiusura, soffrendo anche meno degli altri grandi marchi. Siamo assolutamente nella direzione giusta, ma ovviamente non abbiamo le stesse strategie dei grandi marchi".

Ecco: fondamentalmente qual è la filosofia di Snauwart?

"Andiamo dal basso verso l'alto. Con qualità, mettendo le racchette in mano ai giocatori del club fino ai professionisti. Le nostre forme sono diverse, la sua stessa geometria. È un attrezzo di qualità superiore, e la vera sfida è farla provare: chi testa una Snauwaert poi la sceglie".

Sembra molto sicuro di sé.

"Inutile andare a parcheggiare in centro con un carro armato, no? Bisogna comprendere le esigenze: personalmente - in passato - ho accontentato Coria, Sharapova. Sono stato in campo con loro: in generale dico che se si ha una lettura corretta, seguendo bene le persone si ottengono risultati. Noi stiamo percorrendo la strada".