Dieci anni fa il triplete dell'Inter

La rosa dell'Inter al gran completo festeggia lo scudetto pochi giorni prima della finale di Champions contro il Bayern (reuters)

Allenatori, giocatori, agenti, politici e... meccanici: cosa fanno i protagonisti del Triplete

Destino variegato per gli eroi della notte di Madrid. Pandev non molla il campo, Julio Cesar e Cordoba fanno i procuratori, parecchi allenano, Zanetti fa addirittura il vicepresidente. Ma non mancano scelte originali

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Che ne è stato degli eroi del triplete dell’Inter nei dieci anni trascorsi dal 2-0 al Bayern firmato Milito nella notte magica di Madrid a oggi? C’è chi gioca ancora, innanzitutto. E tra quelli che si sono ritirati (qualcuno alla bella età di 42 anni), c’è chi praticamente non si è mai mosso da Milano, chi è diventato allenatore, chi ha preferito la carriera dirigenziale e chi invece fa l’agente di calciatori. E poi c’è chi si è buttato in politica e chi sogna di diventare meccanico. Ecco cosa fanno oggi i giocatori che nel 2010 vinsero scudetto, Champions League e Coppa Italia con l’Inter di Mourinho. Che, a proposito, dieci anni dopo la sua ultima partita da tecnico nerazzurro allena il Tottenham dopo aver vinto, ma non sempre convinto, sulle panchine di Real Madrid (una Liga, una Coppa del Re e una Supercoppa di Spagna in tre anni), Chelsea (una Premier e una Coppa di Lega in tre stagioni) e Manchester United (una Europa League, una Coppa di Lega e una Supercoppa d’Inghilterra in due anni e mezzo).

PORTIERI
Julio Cesar

Era il portiere titolare nella stagione del triplete e dopo aver chiuso nel 2018 la carriera al Flamengo, la squadra in cui era cresciuto, ha deciso di rimanere nel mondo del calcio e di studiare per diventare agente. Si occupa in particolare dei campionati in cui ha giocato e che quindi meglio conosce: brasiliano, portoghese, italiano e inglese.
Orlandoni
Terzo portiere nell’anno da sogno senza essere mai sceso in campo, dopo aver lasciato il calcio giocato è entrato nello staff nerazzurro come preparatore dei portieri della Primavera. Poi alcune esperienze all’estero (Fenerbahce, Nantes, Fulham) e il rientro all’Inter la scorsa estate: svolge il ruolo di preparatore dei portieri della Primavera e di responsabile dei preparatori dei portieri di tutto il Settore Giovanile e Femminile.  
Toldo
La stagione 2009/10 fu la sua ultima da calciatore e quella Champions il suo unico trofeo internazionale in bacheca. Oggi è uno degli ambasciatori nerazzurri nel mondo nonché allenatore di Inter Forever, la squadra che riunisce gli ex giocatori e che sfida in giro per il mondo le vecchie glorie di altri grandi club.



DIFENSORI
Chivu

L’ex difensore romeno, dopo aver chiuso con il calcio giocato nel 2014, ha intrapreso la carriera da allenatore. E il legame con l’Inter non si è mai veramente interrotto: Chivu nel 2018 è entrato nello staff del settore giovanile nerazzurro e in questa stagione ricopre il ruolo di allenatore dell’Under 17.
Cordoba
Nell’Inter del triplete era il vice-capitano e un riferimento per i compagni di squadra. E anche dopo aver lasciato il calcio giocato, il colombiano non ha perso la sua leadership: oggi è agente di calciatori, tra i suoi assistiti anche il connazionale Cristian Zapata.
Lucio
Arrivato a Milano nella stagione del triplete che aveva già 31 anni, il brasiliano ha appeso le scarpette al chiodo solo a gennaio di quest’anno. Dopo le esperienze in Italia con Inter e Juventus, infatti, Lucio è rientrato in patria dove ha giocato in diverse squadre, chiudendo nel Brasiliense all’età di 42 anni.
Maicon
Il terzino brasiliano, a 38 anni, non ha ancora smesso di sgroppare sulla fascia destra. La sua ultima esperienza è stata con il Criciuma, club in cui era cresciuto e in cui è voluto tornare per riconoscenza, e si è conclusa a dicembre 2019. Al momento Maicon si vede ancora come un calciatore a tutti gli effetti ed esclude un futuro da dirigente.
Materazzi
L’ex difensore azzurro lasciò l’Inter nel 2011. Dopo aver conseguito il patentino da allenatore, nel 2014 fu ingaggiato dagli indiani del Chennaiyin, inizialmente nel doppio ruolo di allenatore e giocatore e poi solo come tecnico. In India rimase per tre stagioni, poi il rientro in Italia. E’ uno dei più presenti nelle partite di Inter Forever e affianca agli impegni calcistici quelli imprenditoriali: insieme a Stefano Mancinelli, è proprietario del brand di abbigliamento sportivo Space23.
Samuel
Il muro argentino aveva tanto da insegnare anche dopo aver lasciato il calcio giocato nel 2016 (ultima esperienza al Basilea): per questo, dopo aver fatto l’osservatore e il collaboratore tecnico nell’Inter di Pioli, ha proseguito la carriera da allenatore facendo il vice al Lugano. Dal 2018 fa parte dello staff del commissario tecnico dell’Argentina Lionel Scaloni.
Santon
Nell’Inter del triplete era una giovane promessa, che però seppe conquistarsi la fiducia di Mourinho che lo fece esordire in Serie A e in Champions League a soli 18 anni. Oggi, che di anni ne ha 29, gioca nella Roma, che lo ha acquistato dall’Inter nel 2018 dopo alcune stagioni poco felici nella sua seconda esperienza in nerazzurro.

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Zanetti
Il capitano del triplete è ancora una figura di importanza strategica nell’Inter, con cui prosegue un legame iniziato nel 1995: subito dopo essersi ritirato nel 2014, l’allora presidente Thohir lo nominò vicepresidente del club nerazzurro. L’argentino segue la squadra quotidianamente, confrontandosi con l’attuale numero uno Steven Zhang, 18 anni più giovane di lui.


CENTROCAMPISTI
Cambiasso

Dopo dieci anni all’Inter, il Cuchu giocò al Leicester e all’Olympiacos prima di appendere gli scarpini al chiodo. Poi ha intrapreso la carriera da allenatore, collaborando con la nazionale della Colombia ai Mondiali 2018. Attualmente è uno degli opinionisti di punta di Sky Sport.
Mariga
Nell’anno del triplete il kenyano arrivò a stagione in corso, nel mercato invernale. Nel 2010 ha toccato il punto più alto di una carriera che non è proseguita in maniera altrettanto brillante: le ultime esperienze sono state con l’Oviedo nella Serie B spagnola e con il Cuneo in Serie C, con cui ha rescisso dopo appena un mese dalla firma. Lasciato il calcio, Mariga ha tentato l’esperienza in politica, candidandosi alle elezioni parlamentari in Kenya.
Muntari
Dopo le esperienze a Milano, prima con l’Inter e poi con il Milan, il ghanese ha giocato in Arabia Saudita, ancora Italia (Pescara) e nelle ultime due stagioni in Spagna. A 35 anni è attualmente svincolato: nel 2017 aveva detto di voler giocare altri sette anni e poi dire addio al mondo del pallone per dedicarsi a un’altra delle sue passioni, le automobili. “Ho delle concessionarie, ma in futuro mi vedo più come meccanico a smanettare sotto le macchine con le mani sporche di grasso”.
Obi
Nella stagione del triplete non scese in campo nemmeno un minuto, ma nel giorno della finale di Champions vinta contro il Bayern il nigeriano fece festa doppia perché compì 19 anni. Poi una carriera in squadre di metà classifica con una puntata anche in Turchia (Alanyaspor). Attualmente gioca nel Chievo.
Quaresma
Il portoghese e la sua trivela, dopo l’esperienza all’Inter, sono migrati in Oriente: prima il Besiktas, poi l’Al-Ahli di Dubai, poi un ritorno a occidente per una stagione al Porto, club in cui era esploso, e poi ancora in Turchia, prima al Besiktas e poi al Kasimpasa, il suo attuale club.
Sneijder
L’olandese, autore dell’assist per il primo gol di Milito nella finalissima di Champions a Madrid, si è ritirato ad agosto 2019, a 35 anni, dopo l’esperienza in Qatar con l’Al-Gharafa. Prima aveva giocato anche in Turchia con il Galatasaray e in Francia con il Nizza.
Stankovic
Come molti centrocampisti dotati di ottime geometrie, anche il serbo dopo aver lasciato il calcio giocato ha intrapreso la carriera da allenatore: la prima esperienza nel 2014, da vice di Stramaccioni all’Udinese. Poi il ritorno all’Inter nel 2015 nel ruolo di club manager e una carriera dirigenziale proseguita nel 2017 come consulente del presidente dell’Uefa Ceferin. In questa stagione era tornato in nerazzurro per lavorare nel settore giovanile, ma dopo appena un mese è arrivata la chiamata della Stella Rossa: e al club più rappresentativo della sua Serbia Stankovic non ha saputo dire di no, diventandone l’allenatore.
Thiago Motta
L’italo-brasiliano dopo aver lasciato l’Inter diventò una delle colonne del Paris Saint-Germain, dove continuò a lavorare anche dopo essersi ritirato nel 2018: per lui un anno sulla panchina dell’Under 19. Nella stagione in corso Thiago Motta era stato chiamato ad allenare il Genoa al posto di Andreazzoli, ma dopo dieci partite e un bilancio di appena due vittorie, il patron Preziosi lo ha esonerato.


ATTACCANTI
Arnautovic

Con l’Inter appena tre presenze e nessun gol, ma anche l’austriaco può sfoggiare in bacheca i tre trofei vinti nel 2010. L’attaccante, dotato di grandi colpi ma dal carattere per nulla facile, dopo l’apparizione in Italia si è diviso tra Germania e Inghilterra, prima di intraprendere la via dell’Estremo Oriente e firmare per i cinesi dello Shanghai SIPG nell’estate 2019.
Balotelli
Altro tipino mica da ridere, Supermario è tornato in Italia la scorsa estate firmando con il Brescia, la squadra della città in cui è cresciuto. Una stagione per nulla facile, fino allo stop per l’emergenza coronavirus: le rondinelle sono ultime in classifica e Balotelli non ha dato il contributo sperato dal presidente Cellino, segnando 5 gol in 19 partite e distinguendosi ancora una volta per una serie di atteggiamenti poco professionali. Quasi scontato l’addio a fine campionato.
Eto'o
Di quell’Inter di Mourinho era una delle pedine fondamentali: sulla fascia sinistra garantiva costanti pericoli in fase offensiva e non disdegnava mai di rientrare per aiutare in fase difensiva. Dopo l’esperienza in nerazzurro, ha fatto il giramondo: Russia, Inghilterra, ancora Italia con la Sampdoria, Turchia e Qatar. A luglio 2019 il presidente della Confederazione calcistica africana Ahmad Ahmad annunciò che Eto’o, insieme a Drogba, sarebbe diventato un suo collaboratore. Due mesi dopo il camerunense ha ufficializzato il suo addio al calcio giocato.
Milito
L’eroe della notte di Madrid, dopo aver lasciato l’Inter e l’Italia nel 2014, è tornato in patria, firmando per il Racing di Avellaneda, club in cui era cresciuto. Dopo tre stagioni da calciatore, il Principe è passato dietro la scrivania della società argentina, nel ruolo di direttore sportivo, che ricopre tuttora.


Pandev
A quasi 37 anni, l’attaccante macedone non vuole saperne di smettere di giocare o di andare a svernare in campionati esotici. Quest’anno con il Genoa ha segnato 7 gol in 22 partite, il suo miglior bottino da quando è arrivato al Grifone nel 2015. E in calendario, quando si tornerà in campo, sono in programma ancora 12 giornate…
Gli altri giocatori
Nella stagione del triplete, della lista B Champions facevano parte anche alcuni giovani di belle speranze del vivaio nerazzurro. Se di Antonio Esposito (una carriera tra Serie C e D dopo aver lasciato la Pinetina) si ricorderanno in pochissimi, Mattia Destro può rivendicare una carriera in cui ha indossato le maglie di Roma e Milan, anche se probabilmente non ha mantenuto le (alte) aspettative che si avevano su di lui e dopo gli anni al Bologna a gennaio 2020 è tornato al Genoa, la squadra che lo aveva preso proprio dall’Inter dopo il triplete. Degli altri ex Primavera, solo Luca Tremolada, oggi al Pordenone, non ha mai lasciato l’Italia (ma raccogliendo una sola presenza in Serie A, con il Brescia), mentre hanno fatto la spola tra l’Italia e altri campionati europei Vid Belec (che oggi gioca all’Apoel in Cipro ma è di proprietà della Sampdoria), Luca Caldirola (rientrato l’anno scorso in Italia al Benevento dopo sette stagioni e mezzo in Germania) e Rene Krhin (attualmente al Nantes dopo alcune esperienze nella Liga spagnola).