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Caro Gianni, ti raccontiamo come è stato l'anno senza Mura

Dalla vittoria di Pogacar al Tour alle partite senza pubblico, da Ibra a Sanremo a Barella e al Sassuolo: ecco come sono trascorsi i 365 giorni dalla scomparsa della firma di Repubblica
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Mourinho è andato nello spogliatoio a fare i complimenti alla squadra avversaria, Ibrahimovic sul palco di Sanremo. Salvini è diventato europeista, Trapattoni e Mazzone twittano. In un anno sono successe cose incredibili, Gianni. Noi senzaMura (lettori, amici, colleghi) le mettiamo in fila, guarda cosa ti sei perso.

Al Tour ha vinto il ventiduenne Pogacar (avresti forse scritto che il suo anagramma non piace ai rapper) con una crono finale da urlo. Ti sarebbero piaciute le tappe al Sud, il parco dei vulcani in Alvernia. Meno la giusta paranoia da contagio, chissà quante cene saltate. Avresti riempito la macchina con gli ultimi fichi e le mele, strano un Tour in settembre, no? Tappa nelle tue corde, quella presa da Alaphilippe a Nizza, dedicata al padre morto in solitudine di Covid, papà Jojo che apriva i concerti di Johnny Hallyday. Alaphilippe porta un orologio analogico al polso, poi ha vinto il Mondiale. E che bella la zampata di Stuyven alla "Sanr…
Mourinho è andato nello spogliatoio a fare i complimenti alla squadra avversaria, Ibrahimovic sul palco di Sanremo. Salvini è diventato europeista, Trapattoni e Mazzone twittano. In un anno sono successe cose incredibili, Gianni. Noi senzaMura (lettori, amici, colleghi) le mettiamo in fila, guarda cosa ti sei perso.

Al Tour ha vinto il ventiduenne Pogacar (avresti forse scritto che il suo anagramma non piace ai rapper) con una crono finale da urlo. Ti sarebbero piaciute le tappe al Sud, il parco dei vulcani in Alvernia. Meno la giusta paranoia da contagio, chissà quante cene saltate. Avresti riempito la macchina con gli ultimi fichi e le mele, strano un Tour in settembre, no? Tappa nelle tue corde, quella presa da Alaphilippe a Nizza, dedicata al padre morto in solitudine di Covid, papà Jojo che apriva i concerti di Johnny Hallyday. Alaphilippe porta un orologio analogico al polso, poi ha vinto il Mondiale. E che bella la zampata di Stuyven alla "Sanremo", la sua frase "o tutto o niente"; meno, i tifosi costretti in terrazza.

Ci sono state partite senza pubblico dove si sentivano le parolacce, tappe senza distanziamento, strade bianche in zona rossa (qualche volta rozza e affollata, in rosso relativo), medici delle Asl in campo. I tristi match in solitaria ci hanno almeno risparmiato i cori e le violenze, ma un incontro di Champions del Psg è stato sospeso per una frase razzista del quarto uomo. Sono mancate quelle belle partite di terza categoria dove c'è sempre una storia da raccontare o da vergognarsi, ma con un allenatore o un portiere che si ribellano alla violenza fisica e verbale. Noi siamo andati tutti a letto presto come De Niro in "C'era una volta in America", vietato cantare e vietati i concerti, al massimo una botta di vita su Zoom o su Teams, appuntamenti che avresti giustamente disdegnato. A proposito, è nato un altro social network, si chiama Clubhouse e somiglia un po' a "Tutto il calcio minuto per minuto" solo che si parla di tutto, anche di funghi. Resta nella storia la tua scelta: "Il mio social network è un bar con cortile, pergolato di glicine sul retro e campo di bocce: architettura ormai scomparsa, siti protetti dall'Unesco".

Secondo noi senzaMura, Nicolò Barella è il tuo giocatore dell'anno, intensità e posizione, l'Uomo Ovunque che arriva anche a segnare alla Juve, la bellezza democratica del calcio che premia anche i normotipi. Un sardo nel buio? No. Forse un Tap Player. Sassuolo squadra del cuore, con Ciccio Caputo simpatico anche per il nome, un pensierino per la salvezza del Benevento. Avresti fatto un'intervista a Pessina, che ha la passione del latino, sofferto un po' i ristoranti degli alberghi, apprezzato uno come Malinovskyi e la sua Dea.

Un lettore ha tirato tardi a ripubblicare ogni notte i tuoi articoli: su Twitter è @Frank201410, è un compagno di memoria che dice al telefono: "Per Gianni ho pianto come per un familiare". Ora sceglie i pezzi, li ritaglia e li manda online. Ha perso il lavoro, vive nelle Marche: avesse saputo che stavi all'ospedale di Senigallia, sarebbe venuto a trovarti ogni giorno. In quei mesi sospesi abbiamo anche seguito il campionato della Corea del Sud e quello delle Far Oer (meglio loro, non ti piaceva l'aglio): pallone disinfettato, vietato sputare per terra.

Abbiamo perso anche Maradona e Pablito: Diego per te era meglio di Pelé e lo scrivesti a bocce ferme, nel 2010: regalava allegria, se n'è andato in solitudine. Poi Paolo Rossi "il Davide buono che stende ogni Golia". Era la generazione dei sentimentali, prima che arrivasse il famoso calcio del futuro.

Altre passioni, ecco la tua pallavolo femminile, quella che seguisti giovanissimo a Tallinn, Estonia, molto prima che cadesse il Muro: giorni e giorni in hotel ad aspettare la chiamata del giornale, e l'allenatore ti portava da mangiare. È andata in prima pagina la schiacciatrice Lara Lugli: rimasta incinta, è stata citata per danni dalla società. Ci sono state manifestazioni di solidarietà creative (termine per te sospetto), forse è un segno anche che una donna, Valentina Vezzali, sia stata nominata sottosegretaria allo Sport.

Aggiornamenti Animali: forse non tutti sanno che avevi una grande passione, per esempio per i pinguini: l'orso M49 è stato protagonista di una fuga cinematografica in Trentino, cervi e caprioli si sono avvicinati alle città, i cinghiali c'erano già. Lo sciacallo, bestia intelligente e perseguitata per via del nome, è arrivato a sud del Po, prima riproduzione a Parma.

L'ultima rubrica, l'ultimo tuo pezzo si chiudeva con una poesia intitolata "Stupida America", quel chicano che grida in strada senza carta e matita. Trump non c'è più, ma anche Biden non le manda a dire. Però ha voluto una giovane poetessa sul palco. Intanto i derelitti e gli ultimi della Terra continuano ad essere respinti, e noi non abbiamo più tempo per loro. Servivi anche tu a ricordarlo con quelle due colonne della domenica. Buona domenica allora, sempre e per sempre dalla stessa parte, come canta il tuo amato De Gregori.