Il paese che fa più sondaggi al mondo

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Secondo l'osservatorio Europe Elects, dall'1 gennaio al 30 giugno in Europa si sono fatti 1108 sondaggi elettorali sulle preferenze dei partiti nei parlamenti nazionali: 112 in Germania, 64 nel Regno Unito, 88 in Spagna. Al primo posto assoluto, con 193 sondaggi fatti e pubblicati, c'è l'Italia. Un sondaggio al giorno, ogni giorno: forse neanche negli Usa se ne fanno altrettanti. Se quei dati fossero veri - ho chiesto a qualche istituto di sondaggi e mi hanno detto che sono realistici - questo primato deve farci riflettere.

I sondaggi non sono il male assoluto, anzi, sono utili per capire gli orientamenti elettorali. Raccontano il presente, ma non sono uno strumento su cui costruire il futuro. Il futuro ha bisogno di visione e coraggio; servono anche numeri certo, ma non le volatili preferenze elettorali, bensì i dati di un problema con le possibili soluzioni, una sola delle quali verrà scelta da chi governa, con competenza e assumendosene la responsabilità perché per questo li abbiamo votati.

Cercare di indovinare il futuro è un tratto del nostro essere umani: gli antichi si rivolgevano agli oracoli che leggevano negli àuguri e negli arùspici il volere degli dei. Ai giorni nostri i leader politici si rivolgono ai sondaggisti per capire se la dichiarazione che hanno appena fatto gli ha portato uno 0,1 per cento in più di consensi oppure no.

Ma così non si fa la storia. Cristoforo Colombo non mise ai voti la rotta per le Americhe fra l'equipaggio delle caravelle; Henry Ford diceva che se avesse chiesto agli americani quale mezzo di trasporto volessero, avrebbero risposto un cavallo più veloce, invece lui fece l'automobile; John Kennedy convinse una nazione intera che era ora di andare sulla Luna proprio "perché era difficile". Ed è vero che nel film "L'ora più buia" Winston Churchill fa un sondaggio al volo fra i passeggeri di un vagone della metropolitana che non aveva mai preso prima per capire l'umore del suo popolo, ma aveva già deciso di resistere ai nazisti.

Un paese che vive di sondaggi non ha leader, bensì follower dei propri follower. E non va avanti, ma resta nella palude dei sogni perduti.