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La Fiat licenzia un delegato Fiom
risale la tensione, venerdì sciopero

Il sindacato: Marchionne decida se vuol trasformarsi in Valletta
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TORINO - La Fiom lo definisce "il primo licenziamento per volantinaggio elettronico". La Fiat risponde che "si tratta di una palese violazione del regolamento aziendale sull'uso della posta interna". Il nuovo braccio di ferro tra Marchionne e il sindacato di Landini si sposta dunque sul piano dei provvedimenti disciplinari. Ieri la lettera di licenziamento è arrivata a Pino Capozzi, impiegato, iscritto alla Fiom e al Pd.

Oggi potrebbe accadere altrettanto ad altri due delegati della stessa Fiom e a un terzo lavoratore di Melfi. I metalmeccanici della Cgil hanno già annunciato quattro ore di sciopero di protesta per venerdì 16 luglio. Una vicenda che inasprisce ulteriormente il clima mentre oggi Fiat e sindacati si riuniranno a Roma per discutere sul conguaglio del premio di produzione: lo scorso anno era stato di 600 euro, quest'anno potrebbe scendere a zero.

La storia che ha portato al licenziamento di Capozzi inizia alla vigilia del referendum…
TORINO - La Fiom lo definisce "il primo licenziamento per volantinaggio elettronico". La Fiat risponde che "si tratta di una palese violazione del regolamento aziendale sull'uso della posta interna". Il nuovo braccio di ferro tra Marchionne e il sindacato di Landini si sposta dunque sul piano dei provvedimenti disciplinari. Ieri la lettera di licenziamento è arrivata a Pino Capozzi, impiegato, iscritto alla Fiom e al Pd.

Oggi potrebbe accadere altrettanto ad altri due delegati della stessa Fiom e a un terzo lavoratore di Melfi. I metalmeccanici della Cgil hanno già annunciato quattro ore di sciopero di protesta per venerdì 16 luglio. Una vicenda che inasprisce ulteriormente il clima mentre oggi Fiat e sindacati si riuniranno a Roma per discutere sul conguaglio del premio di produzione: lo scorso anno era stato di 600 euro, quest'anno potrebbe scendere a zero.

La storia che ha portato al licenziamento di Capozzi inizia alla vigilia del referendum di Pomigliano. Capozzi inoltra, attraverso la casella di posta aziendale, un volantino diffuso dai dipendenti polacchi dello stabilimento Fiat di Tichy. A commento del testo degli operai polacchi Capozzi aveva aggiunto: "Che l'azienda giochi con la vita delle persone ricattando i colleghi di Pomigliano è ormai chiaro anche fuori dai confini del nostro bel paese".

Una frase che, secondo la lettera di licenziamento, "è in conflitto con le prescrizioni della policy aziendale" sull'uso della posta interna ed è "una grave e plateale violazione di legge" perché "getta discredito sulla nostra società e su chi ne rappresenta il vertice". La Fiom ha annunciato 4 ore di sciopero nel gruppo e il responsabile nazionale del lavoro del Pd, Cesare Damiano ha chiesto "che la Fiat torni sui suoi passi".

Capozzi si difenderà in tribunale. Ieri ha spiegato che "l'uso della posta interna per diffondere messaggi in occasione del referendum di Pomigliano è stato fatto da tutte le organizzazioni sindacali". Duro il commento di Giorgio Airaudo, segretario della Fiom piemontese: "Marchionne deve decidere se rimanere Marchionne o trasformarsi in Valletta. Capisco che possa arrabbiarsi per le posizioni assunte dalla Fiom ma abbia il coraggio di rispondere a Landini invece di sfogarsi con Capozzi".