Economia

IL CASO DEL GIORNO

Gli incentivi spingono
i produttori di pannelli solari

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MILANO
- Il decreto energia spinge le vendite di pannelli fotovoltaici che raggiungono cifre da record. A beneficiarne è soprattutto la società reatina Eems. Sospeso per eccesso di rialzo, il titolo guadagna un teorico +22,26% a 0,75 euro.

Tra il primo giugno e il 31 agosto, la controllata Solsonica, primo produttore in Italia di celle, moduli e soluzioni fotovoltaiche, ha venduto pannelli fotovoltaici per una potenza di 30,5 mwp, registrando una progressione del 48% rispetto ai 20,6 mwp venduti lo scorso anno. Un risultato che si traduce in ricavi per 38,1 milioni di euro legati in gran parte all'entrata in vigore del conto energia di maggio che fa ben sperare per i conti di fine anno. A inizio settembre gli analisti erano scettici sul risultato che avrebbe raggiunto il gruppo, anche perché nei primi sei mesi dell'anno la società ha bruciato 40 milioni di cassa.

Paolo Mutti, amministratore delegato del gruppo, tiene comunque i piedi per terra: "Nei prossimi mesi il settore confermerà le prospettive di crescita, ma è difficile fare una stima puntuale per fine anno perché il sistema di rimodulazione mensile delle tariffe, previsto dal nuovo conto energia fino a dicembre sta orientando la propensione degli operatori del mercato verso una programmazione degli ordinativi a breve termine".

Il manager rivendica poi la decisione di "continuare a mantenere un buon regime di produzione nel periodo precedente alla definizione dell'attuale quadro normativo, cosa che ci ha fatto trovare pronti a soddisfare i picchi di domanda che si sono generati dal mese di giugno"

Eems ha anche ottenuto la certificazione "made in Europe" che garantisce un ulteriore sconto del 10% sugli incentivi.

Insomma le prospettive per il gruppo italiano sono buone, considerata anche la presenza operativa in Cina, ma la strada per il recupero è ancora lunga. Nel 2006 il titolo fu collocato a 8,2 euro contro i 0,75 di oggi. E oggi i ricavi per l'intero anno sono attesi a 155 milioni con una perdita netta di 16 milioni. Nel 2005 il fatturato era pari a 100 milioni, la perdita a 1,9 milioni. Legata soprattutto alla delocalizzazione in Asia. Come a dire che nel frattempo, dalla quotazione a oggi, la strada è stata soprattutto in discesa.