Economia

IL CASO DEL GIORNO

Gli analisti bocciano
McDonald's

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MILANO - McDonald's rallenta. E cade in Borsa per la delusione degli analisti che scommettevano sull'ennesima accelerazione del Big Mac e delle patatine fritte. E sì, perché negli anni della crisi le vendite di panini nei ristoranti del gruppo americano erano schizzate ai massimi storici spingendo il titolo a ritoccare in continuo il proprio record. Come il 29 agosto scorso quando aveva superato la soglia dei 91 dollari per azione.

Oggi la doccia fredda. Gli analisti si attendevano per i negozi aperti da almeno un anno una progressione delle vendite del 4,3%, ma gli acquisti si sono fermati al +3,5%. E gli investitori ne hanno approfittato per alleggerire le loro posizioni, mettendo sotto pressione il titolo che perde oltre il 4%.

McDonald's resta la più grande catena di fast food al mondo con 33mila ristoranti in 118 Paesi, ma questa volta a frenare la crescita è stata soprattutto l'area Asia-Medio Oriente-Africa calata dello 0,3%.

Va meglio la situazione negli Stati Uniti dove la progressione è del 3,9%, mentre rallenta la crescita in Europa, ferma al +2,7%.  
Secondo McDonald's il calo sarebbe dovuto, soprattutto, alla debole domanda in Giappone. Negli Stati Uniti, le vendite hanno tenuto per "la crescente popolarità dei McCafe e per le colazioni" a cominciare da quelle a base di frutta. Come a dire che gli americani stanno iniziando a rivalutare i cibi a basso contenuto calorico. In Europa le vendite sono state sostenuto dalla performance in Gran Bretagna e Russia.

Le vendite totali di McDonald's, quindi quelle che comprendono tutte le filiali del gruppo, sono aumentate ad agosto, a parità di tasso di cambio del 5,4% (dell'11,3% a lordo delle variazioni valutarie).