MILANO - Dopo un'apertura molto positiva al 2%, Piazza Affari volta in negativo con Ftse Mib in calo dello 0.86% a 13.362 punti, recuperando leggeremente rispetto al -2% di mezz'ora fa. Risalgono lentamente le banche: Unicredit guadagna l'1,75%, Intesa Sanpaolo lo 0,58%, Banco Popolare il 2,26% e Bpm il 2,54%, mentre si conferma positiva Italcementi (+2,17%). Restano negativi invece i titoli del Lingotto, da Fiat (-2,5%) a Fiat Industrial (-4,13%) ed Exor (-1,1%).
In crisi anche le altre borse europee: il Dax di Francoforte perde lo 0,75%; l'Ibex 35 di Madrid lo 0,69%. Parigi perde il 2,9%, soprattutto a causa della rovinosa caduta dei suoi istituti di credito: Bnp affonda a -9%, Société Générale a -6,9%.
Lo spread tra Btp italiani a dieci anni e Bund tedeschi vola alto, arrivando a superare i 405 punti base. Si avverte la tensione per l'esito dell'asta di Btp quinquennali di stamani sul differenziale fra i Bund tedeschi e i Btp a cinque anni, che è arrivato a 477 punti, il divario più ampio da quando esiste la moneta unica europea. Lo spread greco supera i 2.200 punti, l'Irlanda viaggia a 703, il Portogallo a 952,5, la Spagna a 357. Risale quello francese a 83 punti.
Intanto il Tesoro ha confermato le indiscrezioni di ieri del Financial Times, secondo cui il ministro dell'Economia Giulio Tremonti avrebbe incontrato a Roma Lou Jiwei , presidente della China Investment Corp, uno dei più ricchi fondi sovrani di Pechino. I colloqui avrebbero avuto come obiettivo l'acquisto di numerosi titoli di stato italiani da parte del magnate cinese. Gli analisti si mostrano però cauti sull'esito delle negoziazioni: "Nonostante le numerose espressioni di fiducia di Pechino su Grecia e Portogallo, gli acquisti di bond dei paesi periferici di Eurolandia da parte della Cina sono stati limitati" afferma il Financial Times. La Cina non ha voluto commentare la notizia. La portavoce del ministero degli Esteri cinese Jiang Yu, in una conferenza stampa a Pechino, si è limitata ad affermare che il suo ministero non è responsabile dei contatti sui problemi economici, dei quali si occupano "altri dipartimenti".