Economia

BORSA

Le banche centrali fanno volare
i mercati: Milano chiude a +3,56%

L'intervento coordinato di Bce, Fed, Bank of England, Swiss National Bank e Bank of Japan ha impresso una forte accelerazione agli acquisti. A Piazza Affari ne hanno beneficiato soprattutto Intesa Sanpaolo e Unicredit

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MILANO - I mercati hanno messo a segno la terza giornata di crescita consecutiva grazie alla mossa a sorpresa delle principali banche centrali del mondo che si sono mosse di concerto per dare ossigeno agli istituti di credito. Un'iniziativa che, sommata alle timide dichiarazioni di supporto verso la Grecia provenienti dalla Germania, ha iniettato una nuova dose di fiducia in mercati sempre più affamati di buone notizie.

Piazza Affari ha chiuso in crescita del 3,56%, il Dax di Francoforte ha guadagnato il 3,15%, il Cac 40 di Parigi è salito del 3,27%, l'Ftse 100 di Londra del 2,11%, mentre l'Ibex di Madrid ha segnato +3,63%.

A Milano i titoli che hanno saputo meglio capitalizzare sulla giornata sono stati i bancari con Intesa Sanpaolo e Unicredit in crescita rispettivamente del 10,27% e del 6,90%. A seguire due titoli targati Torino come Fiat (+5,17%) ed Exor (+4,94%)

Chiusura in territorio positivo anche per Wall Street: il Dow Jones ha guadagnato l'1,66%, il Nasdaq l'1,34% e lo S&P 500 l'1,72%. Questo nonostante i dati non incoraggianti emersi da tre diversi indicatori economici, primo fra tutti quello relativo alle nuove richieste di sussidio disoccupazione, cresciuto la scorsa settimana ai livelli massimi dal mese di giugno: 428mila domande contro le 417 dei sette giorni precedenti.

La notizia che ha cambiato il volto della giornata borsistica è stata la decisione presa congiuntamente della Banca centrale europea, della Federal Reserve, della Bank of England e della Bank of Japan e la Swiss National Bank di mettere in calendario una serie di "operazioni di immissione di liquidità in dollari con una scadenza di circa tre mesi per coprire il periodo fino alla fine dell'anno".

Si tratta di tre operazioni che verranno attuate in aggiunta a quelle a 7 giorni annunciate il 10 maggio.
La prima è prevista il 12 ottobre con scadenza il 5 gennaio, la seconda il 9 novembre con scadenza il 2 febbraio e la terza il 7 dicembre con maturity il 1 marzo. Si tratterà di aste di rifinanziamento in cambio di collaterale, a tasso fisso con assegnazione completa.

Parallelamente all'iniziativa delle banche centrali la giornata ha registrato un ammorbidirsi delle posizioni tedesche circa l'atteggiamento da tenere nei confronti della Grecia con la parziale marcia indietro di alcuni degli esponenti della maggioranza di governo più critici verso Atene.

Chi invece non ha spostato di un millimetro la propria posizione sugli eurobond è stata la cancelliera tedesca Angela Markel che è tornata a ribadire, in aperto dissenso con il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, che creare delle obbligazioni continentali equivarrebbe a "collettivizzare i debiti" degli stati fiscalmente meno responsabili.

In leggero miglioramento lo spread tra i BTp a dieci anni e gli equivalenti Bund tedeschi: alle 17.30 il differenziale era a sceso 366 punti base, dopo aver aperto a 372 e aver toccato un massimo di 374.