ROMA - Fabrizio Saccomanni è sempre più vicino alla poltrona di Governatore della Banca d'Italia. Secondo quanto risulta all'Adnkronos, già al Consiglio Superiore di Via Nazionale del 28 settembre, per ora convocato in seduta ordinaria, potrebbe arrivare l'indicazione del governo per la successione di Mario Draghi.
Saccomanni avrebbe quindi prevalso sull'altro candidato forte, l'attuale direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli. È considerato all'interno della banca l'uomo giusto per assicurare continuità e autonomia in Via Nazionale, così come chiesto esplicitamente anche da Mario Draghi, che lascerà la sua poltrona il 1 novembre per guidare la Bce.
IL CASO GRILLI - Il commento di Eugenio Scalfari
L'incontro di oggi a Palazzo Chigi tra lo stesso Saccomanni e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, durato circa mezz'ora, sarebbe quindi propedeutico a iniziare la complessa procedura che porta alla nomina, con il Presidente del Consiglio, il Governo, il Consiglio Superiore di Bankitalia e il Presidente della Repubblica a contribuire ognuno per una parte. La procedura è stata introdotta dalla legge "Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari", pubblicata in Gazzetta a dieci giorni dalle dimissioni di Antonio Fazio, il 28 dicembre 2005.
"La nomina del governatore è disposta con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio superiore della Banca d'Italia", si legge all'art. 8.
Draghi ha intanto già definito l'ultima uscita pubblica del suo mandato sessennale: alla Giornata Mondiale del Risparmio il prossimo 26 ottobre. La scelta interna per il nuovo governatore è quella auspicata da tutti i sindacati di via Nazionale che non hanno dubbi neanche per il conseguente successivo "totonomine" legato alla sostituzione di Saccomanni alla direzione generale della banca. Le ipotesi convergono sul nome di Ignazio Visco, attuale vice direttore generale, che può vantare nel curriculum, tra l'altro, gli anni da capo economista dell'Ocse.
Saccomanni avrebbe quindi prevalso sull'altro candidato forte, l'attuale direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli. È considerato all'interno della banca l'uomo giusto per assicurare continuità e autonomia in Via Nazionale, così come chiesto esplicitamente anche da Mario Draghi, che lascerà la sua poltrona il 1 novembre per guidare la Bce.
IL CASO GRILLI - Il commento di Eugenio Scalfari
L'incontro di oggi a Palazzo Chigi tra lo stesso Saccomanni e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, durato circa mezz'ora, sarebbe quindi propedeutico a iniziare la complessa procedura che porta alla nomina, con il Presidente del Consiglio, il Governo, il Consiglio Superiore di Bankitalia e il Presidente della Repubblica a contribuire ognuno per una parte. La procedura è stata introdotta dalla legge "Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari", pubblicata in Gazzetta a dieci giorni dalle dimissioni di Antonio Fazio, il 28 dicembre 2005.
"La nomina del governatore è disposta con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio superiore della Banca d'Italia", si legge all'art. 8.
Draghi ha intanto già definito l'ultima uscita pubblica del suo mandato sessennale: alla Giornata Mondiale del Risparmio il prossimo 26 ottobre. La scelta interna per il nuovo governatore è quella auspicata da tutti i sindacati di via Nazionale che non hanno dubbi neanche per il conseguente successivo "totonomine" legato alla sostituzione di Saccomanni alla direzione generale della banca. Le ipotesi convergono sul nome di Ignazio Visco, attuale vice direttore generale, che può vantare nel curriculum, tra l'altro, gli anni da capo economista dell'Ocse.