Economia

CRISI

L'Eurogruppo: aiuti alla Grecia a ottobre
Geithner: "Divisioni tra la Bce e i governi"

Dal vertice di Breslavia, i 17 Paesi dell'area e il ministro Usa promuovono gli sforzi di Irlanda e Portogallo e la manovra italiana, mentre confermano il rinvio della nuova tranche di aiuti per Atene. Piazza Affari chiude in negativo

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ROMA - L'Eurogruppo si è riunito a Breslavia, in Polonia, lasciando un'impressione di disunità nell'ospite illustre dei lavori, il "ministro" Usa del Tesoro, Timothy Geithner. Il presidente dell'Eurogruppo, Jean Claude Juncker, alla fine ha confermato il rinvio della decisione a ottobre sulla nuova tranche di aiuti, per 8 miliardi di euro, alla Grecia. Il debito di Atene, però, è stata una delle questioni su cui le divisioni nell'Ue restano. In particolare, nessun accordo è stato trovato sulla questione degli accordi dei singoli stati con Atene - come ha fatto per prima la Finlandia - per ottenere "supergaranzie" a tutela degli interventi a sostegno della ripresa greca. Lo stesso ministro delle finanze finlandese, Jutta Urpilainen, si era dichiarato pessimista alla vigilia dell'incontro.

Dall'Eurogruppo è giunto invece un giudizio positivo sul percorso verso il riequilibrio dei conti avviato da Portogallo e Irlanda ed anche sulla manovra di bilancio italiana, illustrata dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. "Pensiamo tutti che l'Italia abbia preso misure soddisfacenti", ha affermato Juncker, precisando che "non è stata fatta una discussione specifica" sull'Italia.

Tra l'Eurogruppo e il segretario al tesoro Usa c'è stato uno scambio di punti di vista sulla fase attuale. "Concordiamo sul fatto che ci sono chiari segnali di rallentamento economico globale e sulla necessità di far fronte al consolidamento dei bilanci e al sostegno della crescita in entrambe le zone - ha detto Juncker - . Per l'eurozona, però, il consolidamento resta una priorità".

Finlandia e Austria hanno ribadito le proprie perplessità sul sostegno ad Atene senza le famose "garanzie collaterali". Helsinki aveva inizialmente chiesto alla Grecia un versamento in cash di diverse centinaia di milioni di euro a tutela della propria partecipazione al nuovo 'bailout'. L'intesa aveva suscitato la reazione di Olanda, Austria, Slovacchia, Slovenia e Germania, che chiedevano un pari trattamento per tutti i Paesi, mentre la Bce resta contraria.

Quanto all'Austria, secondo il ministro delle Finanze Maria Fekter, il default di Atene potrebbe addirittura essere la "migliore soluzione" per i partner della zona euro. Di certo il "risultato meno costoso", ha dichiarato la Fekter, dicendosi comunque "fiduciosa" sul versamento alla Grecia della nuova tranche di prestiti internazionali a ottobre. "Bisognerà pensare a un'alternativa se la situazione dovesse dimostrarsi più dispendiosa del previsto", ha detto. Il ministro delle Finanze greco, Evangelos Venizelos, ha invece rassicurato i partner sul fatto che la Grecia "intende rispettare gli obiettivi fiscali per quest'anno e il prossimo senza ritardo, senza eccezioni e deviazioni".

Alla fine, il giudizio di Geithner è stato perlomeno poco diplomatico: "E' un peccato constatare che esiste un conflitto tra i governi e la Banca centrale europea - ha detto il titolare del Tesoro Usa - . Tutti dovrebbero lavorare assieme, per evitare dei rischi catastrofici per i mercati finanziari".

Cambio di rotta sul finale e chiusura negativa per la Borsa di Milano, tra le peggiori in Europa zavorrata dal comparto bancario. Il Ftse Mib, arrivato nel pomeriggio a sfiorare il +2%, cede lo 0,65% a 14.547 punti a l'All Share lo 0,3% a 15.449. Si arresta così la serie positiva di piazza Affari che, dopo l'euforia per l'intervento coordinato annunciato ieri dalle banche centrali, torna a risentire dei timori per l'Eurozona. Sul finale di seduta si sono poi rinnovate le preoccupazioni per un downgrade da parte di Moody's. Incerto l'andamento di Wall Street nonostante indicazioni macro positive. Tra i titoli delle banche italiane, scivolano in particolare Unicredit, Mediobanca e Bpm, con flessioni superiori al 7%; corre, in controtendenza, Fonsai. In evidenza Finmeccanica con le continue voci di interessi stranieri per Ansaldobreda; bene gli altri industriali, contrastati gli energetici e il lusso, rimbalzo di Parmalat. Deciso aumento del volume degli scambi, salito a 3,6 miliardi di controvalore.

Contrastate le Piazze del Vecchio Continente: Londra segna +0,58% a 5.368 punti, Francoforte +1,18% a 5.573, Parigi -0,48% a 3.031, Amsterdam +1,15% a 281,73.

Ancora in calo lo spread fra il Bund tedesco e i Btp a dieci anni, tornato al di sotto di quota 350 punti base.