MILANO - Romano, classe 1942, Fabrizio Saccomanni sarebbe il favorito alla successione di Mario Draghi alla Banca d'Italia se non si fosse aperto lo scontro politico sulla nomina del nuovo governatore. Saccomanni proviene da una famiglia di medici, è amante della musica classica e dei versi di Giuseppe Gioacchino Belli e si diletta a scrivere sonetti (uno lo dedicò a Carlo Azeglio Ciampi per il suo settantesimo compleanno).
Nel 2002 ha pubblicato un libro ("Tigri globali e domatori nazionali") in cui viene predetta la futura instabilità dell'economia mondiale. Dopo la laurea in Economia e Commercio all'Università Bocconi di Milano, ha seguito corsi di perfezionamento in economia monetaria e internazionale a Princeton (Usa). Ha iniziato la sua carriera in Banca d'Italia nel giugno 1967, quando è stato assegnato all'Ufficio vigilanza della sede di Milano. E' membro del consiglio di amministrazione della Banca dei regolamenti internazionali (Bri) e supplente del Governatore nel Consiglio direttivo della Banca centrale europea (Bce). In qualità di direttore generale è membro del Direttorio della Banca d'Italia e sostituisce il Governatore in caso di assenza; ha la competenza sugli atti di ordinaria amministrazione della Banca.
Dal 1970 al 1975 è stato distaccato presso il Fondo monetario internazionale, in qualità di economista nel Dipartimento Rapporti commerciali e di cambio e, dal 1973, come assistente del direttore esecutivo per l'Italia. In quegli anni incontra Lamberto Dini, al Fondo monetario internazionale dal 1959. Rientrato in Banca d'Italia, è stato assegnato al Servizio Studi; nel 1984 diventa capo del Servizio rapporti con l'estero e nel 1997 è nominato direttore centrale per le Attività estere.
Ha poi rappresentato la Banca nell'ambito dei principali organismi finanziari internazionali, in qualità di membro di comitati istituzionali presso la Bce (Comitato per le relazioni internazionali), la Bri (Comitato sul sistema finanziario globale) e l'Unione Europea (Comitato economico e finanziario). Ha inoltre ricoperto la carica di presidente del Comitato per la politica del cambio (1991-97) presso l'Istituto monetario europeo; ha partecipato ai negoziati per la creazione dell'Unione economica e monetaria ed all'attività del Comitato dell'Euro istituito dal governo per gestire la transizione alla moneta unica (1998-2002).
Dal febbraio 2003 al settembre 2006 è stato vice presidente della Banca europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo a Londra dove ha svolto funzioni sia gestionali, quale membro del comitato esecutivo, sia operative, come responsabile delle aree di gestione del rischio, sicurezza nucleare, protezione ambientale e cofinanziamenti ufficiali.
Saccomanni è infine membro del consiglio direttivo dell'Istituto Einaudi per l'Economia e la Finanza, membro del direttivo dell'Istituto italiano di Tecnologia, del direttivo dell'Istituto Affari Internazionali e della Società Italiana degli Economisti.
Nel 2002 ha pubblicato un libro ("Tigri globali e domatori nazionali") in cui viene predetta la futura instabilità dell'economia mondiale. Dopo la laurea in Economia e Commercio all'Università Bocconi di Milano, ha seguito corsi di perfezionamento in economia monetaria e internazionale a Princeton (Usa). Ha iniziato la sua carriera in Banca d'Italia nel giugno 1967, quando è stato assegnato all'Ufficio vigilanza della sede di Milano. E' membro del consiglio di amministrazione della Banca dei regolamenti internazionali (Bri) e supplente del Governatore nel Consiglio direttivo della Banca centrale europea (Bce). In qualità di direttore generale è membro del Direttorio della Banca d'Italia e sostituisce il Governatore in caso di assenza; ha la competenza sugli atti di ordinaria amministrazione della Banca.
Dal 1970 al 1975 è stato distaccato presso il Fondo monetario internazionale, in qualità di economista nel Dipartimento Rapporti commerciali e di cambio e, dal 1973, come assistente del direttore esecutivo per l'Italia. In quegli anni incontra Lamberto Dini, al Fondo monetario internazionale dal 1959. Rientrato in Banca d'Italia, è stato assegnato al Servizio Studi; nel 1984 diventa capo del Servizio rapporti con l'estero e nel 1997 è nominato direttore centrale per le Attività estere.
Ha poi rappresentato la Banca nell'ambito dei principali organismi finanziari internazionali, in qualità di membro di comitati istituzionali presso la Bce (Comitato per le relazioni internazionali), la Bri (Comitato sul sistema finanziario globale) e l'Unione Europea (Comitato economico e finanziario). Ha inoltre ricoperto la carica di presidente del Comitato per la politica del cambio (1991-97) presso l'Istituto monetario europeo; ha partecipato ai negoziati per la creazione dell'Unione economica e monetaria ed all'attività del Comitato dell'Euro istituito dal governo per gestire la transizione alla moneta unica (1998-2002).
Dal febbraio 2003 al settembre 2006 è stato vice presidente della Banca europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo a Londra dove ha svolto funzioni sia gestionali, quale membro del comitato esecutivo, sia operative, come responsabile delle aree di gestione del rischio, sicurezza nucleare, protezione ambientale e cofinanziamenti ufficiali.
Saccomanni è infine membro del consiglio direttivo dell'Istituto Einaudi per l'Economia e la Finanza, membro del direttivo dell'Istituto italiano di Tecnologia, del direttivo dell'Istituto Affari Internazionali e della Società Italiana degli Economisti.