MILANO - Favorevole accoglimento delle banche al piano di risanamento del San Raffaele. Tutte le banche coinvolte, tra le quali Unicredit, Intesa San Paolo, Banca Popolare di Sondrio, Ubi, hanno assicurato le linee di credito e la finanza necessaria per il periodo di avvio del piano, mostrando così di credere al rilancio del colosso sanitario milanese. Anche la Bei ha dato il proprio assenso all'operazione prevista dal piano di risanamento. Le banche creditrici sono esposte con il gruppo ospedaliero per un totale di circa 225 milioni più i leasing, per complessivi a 400 milioni su un indebitamento totale di 1,5 miliardi.
Il patrimonio della Fondazione è negativo per 200 milioni di euro e sull'istituto pende una richiesta di fallimento della procura di Milano. L'udienza è fissata per il 12 ottobre, ma il consiglio di amministrazione guidato da Giuseppe Profiti e dal Vaticano sta lavorando alla presentazione di un concordato preventivo da presentare al tribunale fallimentare entro il 10 ottobre. Il piano è già stato approvato dal consiglio del San Raffaele e prevede lo scorporo delle attività cliniche e di ricerca (compreso Laboraf, Resnati e Science Park) e il loro conferimento in una nuova società.
È poi allo studio l'ipotesi di successiva acquisizione del nuovo Ospedale di Olbia e sono in via di definizione gli accordi per le iniziative del San Raffaele G. Giglio di Cefalù e del San Raffaele del Mediterraneo di Taranto. "Accanto alla NewCo e controllata da quest'ultima nascerà una Fondazione che avrà esclusivamente compiti di salvaguardia dello spirito originale dell'Istituto" recita una nosta del consiglio. Il piano di risanamento prevede un investimento complessivo di 250 milioni di euro assicurato da Vittorio Malacalza e famiglia e dallo IOR in quote paritetiche. Contestualmente è previsto un accollo in capo alla NewCo di passività stimate in circa 500 milioni di euro.
Il patrimonio della Fondazione è negativo per 200 milioni di euro e sull'istituto pende una richiesta di fallimento della procura di Milano. L'udienza è fissata per il 12 ottobre, ma il consiglio di amministrazione guidato da Giuseppe Profiti e dal Vaticano sta lavorando alla presentazione di un concordato preventivo da presentare al tribunale fallimentare entro il 10 ottobre. Il piano è già stato approvato dal consiglio del San Raffaele e prevede lo scorporo delle attività cliniche e di ricerca (compreso Laboraf, Resnati e Science Park) e il loro conferimento in una nuova società.
È poi allo studio l'ipotesi di successiva acquisizione del nuovo Ospedale di Olbia e sono in via di definizione gli accordi per le iniziative del San Raffaele G. Giglio di Cefalù e del San Raffaele del Mediterraneo di Taranto. "Accanto alla NewCo e controllata da quest'ultima nascerà una Fondazione che avrà esclusivamente compiti di salvaguardia dello spirito originale dell'Istituto" recita una nosta del consiglio. Il piano di risanamento prevede un investimento complessivo di 250 milioni di euro assicurato da Vittorio Malacalza e famiglia e dallo IOR in quote paritetiche. Contestualmente è previsto un accollo in capo alla NewCo di passività stimate in circa 500 milioni di euro.