Economia

CRISI

Grecia, il verdetto della troika
"Via libera ai nuovi aiuti"

Gli emissari di Bce, Ue e Fmi esprimono parere favorevole alla concessione, dai primi di novembre, degli 8 miliardi di fondi per Atene, ma disegnano un quadro pessimistico e di ulteriori sacrifici per il futuro a breve del paese

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ROMA - Gli ultimi giorni si spostavano scortati da guardie del corpo per timore di aggressioni. Ora gli ispettori della cosiddetta troika, gli emissari di Bce, Ue e Fondo monetario internazionale, hanno concluso il loro lavoro ad Atene dando sì giudizio favorevole alla concessione degli 8 miliardi di nuovi aiuti al Paese in difficoltà, ma disegnando un futuro nero per la vita dei greci.

Conclusi l'esame dei conti e i colloqui con il governo, la troika infatti conferma che la Grecia mancherà gli obiettivi di bilancio posti per il 2011. Papandreou lo aveva già annunciato, ma a preoccupare è lo scenario disegnato per il futuro a breve dagli ispettori delle istituzioni internazionali. Tanto per incominciare, nelle loro previsioni la recessione sarà molto più grave di quanto previsto a giugno e non ci saranno segnali di ripresa prima del 2013. Aggiungono che se si vorrà rispettare il target del deficit fissato per il 2012 saranno necessarie ulteriori misure di austerità e che questa necessità si ripropone anche per il 2013 e il 2014.

Il giudizio non è positivo neppure verso gli sforzi messi in campo dal governo per risanare in qualche modo le finanze pubbliche. Il cammino delle riforme, secondo la troika, non è andato secondo le previsioni e lo stesso è avvenuto con le privatizzazioni che hanno fruttato molto meno di quanto ci si attendeva. Su questi due punti, la vaLutazione risente evidentemente delle resistenze manifestate dal governo alle richieste di Bce, Ue e Fmi. Sul fronte privatizzazioni anche ieri il premier Papandreou ha ribadito che la Grecia è pronta a cedere quote di aziende e infrastrutture pubbliche, ma non intende svendere il proprio patrimonio. Quanto alle riforme, un no pesante è stato quello opposto da Atene alla richiesta di riformare i contratti nazionali di lavoro per abolire i minimi salariali.

Così la troika si "vendica" e afferma nel giudizio finale che il governo deve mettere maggiore impegno nel procedere con le riforme strutturali e che il successo del piano greco dipenderà dalla capacità di mettere in movimento finanziamenti sia pubblici che privati.

Nell'immediato, comunque, Papandreou incassa il parere favorevole. Come si legge nella nota ufficiale della troika, la sesta tranche di aiuti internazionali alla Grecia, pari a 8 miliardi di euro, "sarà disponibile all'inizio di novembre", una volta approvata dall'Eurogruppo e dal Fmi.