BRUXELLES - "La crisi del debito ha ormai raggiunto dimensione sistemica e nelle ultime tre settimane è peggiorata". Il giudizio netto è di Jean-Claude Trichet, presidente della Banca centrale europea, che lo ha espresso nel corso di un'audizione, in qualità di presidente del Comitato per il rischio sistemico, davanti alla commissione affari economici del parlamento europeo. Trichet ha avvertito che sul rischio del debito sovrano l'epicentro è l'Europa, ma il problema è globale perché si sta allargando agli usa ed al Giappone. "Ogni ritardo ad agire aggrava la situazione" ha detto Trichet, sollecitando le istituzioni nazionali e comunitarie ad attuare quanto prima i piani e gli impegni concordati nel vertice di fine giugno.
Crisi globale - "Nell'ultimo mese - ha spiegato il governatore Bce - lo stress sul debito sovrano si è spostato dalle economie più piccole a quelle dei maggiori paesi dell'Unione europea. Segni di tensione sono evidenti in molti mercati dei bond governativi europei, mentre l'alta volatilità sui mercati azionari indica che le tensioni si sono allargare ai mercati dei capitali di tutto il mondo". La situazione, aggiunge, "è stata aggravata dal progressivo prosciugamento del mercato interbancario", mentre l'elevata interconnessione dei mercati finanziari ha aumentato i rischi di contagio e il "rapido accrescimento dell'impatto negativo sull'economia in Europa e altrove".
Governi in ritardo - "Da tempo ammonisco i governi - ha spiegato Jean Claude trichet - , ho lanciato molti moniti ma molti governi mi hanno criticato dicendo che la situazione non era così grave. La Bce non si è mai auto-compiaciuta. Non abbiamo mai dormito sugli allori".
Consolidare le banche - Parlando dei rischi di solidità delle banche europee, il presidente Bce ha poi auspicato che i "supervisori coordinino il rafforzamento del capitale" perché servono "risposte chiare" anche su questo fronte: "Sono aumentati i rischi di liquidità e di finanziamento delle banche e potrebbe essere benefica la possibilità che l'Efsf presti soldi ai governi per ricapitalizzare le banche. Comunque, è necessario che sulla ricapitalizzazione delle banche e sulla crisi del debito sovrano ci siano presto decisioni chiare perché abbiamo i minuti contati". Trichet auspica che queste decisioni possano arrivare già dal vertice del 23 ottobre.
L'esempio di Dexia - Dal canto suo, ha spiegato Trichet, l'European systemic risk board sta lavorando sulle "vulnerabilità" che le grandi banche dell'area euro accusano sulla necessità di ottenere rifinanziamenti in dollari. Sono stati dunque siglati nuovi accordi di scambio valutario fra Bce e Federal reserve, la banca centrale americana, per assicurare alle banche europee anche rifinanziamenti in dollari. Trichet ha citato anche il caso Dexia, la banca franco-belga finita in dissesto a causa della pesante esposizione su titoli di stato dei paesi periferici. Si è deciso di "salvarla" con cessioni a "spezzatino" e nazionalizzazioni (in Belgio). Secondo Trichet ora è molto importante che i vari paesi coinvolti attuino rapidamente quanto concordato di fare su Dexia.
L'Ue prevede nuove manovre - Intanto, previsioni negative arrivano dal rapporto trimestrale della Commissione Ue che affronta il problema del debito pubblico elevato. Secondo il dossier, in molti Paesi della zona euro saranno necessarie "ulteriori misure di consolidamento dei conti, oltre a quelle già prese finora", per assicurare la stabilità delle finanze pubbliche. In assenza di misure di consolidamento aggiuntive, spiega Bruxelles, il debito sarà sopra il 100% del Pil nei prossimi 15 anni e continuerà a salire in seguito.
Austerità permanente - In quest'ottica, la Commissione ritiene che servano da un lato misure di austerità permanenti per abbattere la barriera del debito al 100% del pil e continuare a crescere per gli anni a venire; dall'altro una radicale correzione dei conti pubblici a lungo termine per prevenire i problemi legati all'invecchiamento della popolazione e la conseguente crescita dei costi sociali.
"I rischi di peggioramento delle prospettive di crescita - si legge nel rapporto - sono aumentati principalmente a causa delle preoccupazioni per la crisi dell'eurozona non risolta e delle sue ripercussioni sui mercati finanziari e sul rallentamento dell'economia a livello globale". Il debito pubblico di Eurolandia, tra l'altro, secondo il rapporto
è aumentato negli ultimi anni a causa del "deficit elevato e degli aiuti statali alle banche".
Crisi globale - "Nell'ultimo mese - ha spiegato il governatore Bce - lo stress sul debito sovrano si è spostato dalle economie più piccole a quelle dei maggiori paesi dell'Unione europea. Segni di tensione sono evidenti in molti mercati dei bond governativi europei, mentre l'alta volatilità sui mercati azionari indica che le tensioni si sono allargare ai mercati dei capitali di tutto il mondo". La situazione, aggiunge, "è stata aggravata dal progressivo prosciugamento del mercato interbancario", mentre l'elevata interconnessione dei mercati finanziari ha aumentato i rischi di contagio e il "rapido accrescimento dell'impatto negativo sull'economia in Europa e altrove".
Governi in ritardo - "Da tempo ammonisco i governi - ha spiegato Jean Claude trichet - , ho lanciato molti moniti ma molti governi mi hanno criticato dicendo che la situazione non era così grave. La Bce non si è mai auto-compiaciuta. Non abbiamo mai dormito sugli allori".
Consolidare le banche - Parlando dei rischi di solidità delle banche europee, il presidente Bce ha poi auspicato che i "supervisori coordinino il rafforzamento del capitale" perché servono "risposte chiare" anche su questo fronte: "Sono aumentati i rischi di liquidità e di finanziamento delle banche e potrebbe essere benefica la possibilità che l'Efsf presti soldi ai governi per ricapitalizzare le banche. Comunque, è necessario che sulla ricapitalizzazione delle banche e sulla crisi del debito sovrano ci siano presto decisioni chiare perché abbiamo i minuti contati". Trichet auspica che queste decisioni possano arrivare già dal vertice del 23 ottobre.
L'esempio di Dexia - Dal canto suo, ha spiegato Trichet, l'European systemic risk board sta lavorando sulle "vulnerabilità" che le grandi banche dell'area euro accusano sulla necessità di ottenere rifinanziamenti in dollari. Sono stati dunque siglati nuovi accordi di scambio valutario fra Bce e Federal reserve, la banca centrale americana, per assicurare alle banche europee anche rifinanziamenti in dollari. Trichet ha citato anche il caso Dexia, la banca franco-belga finita in dissesto a causa della pesante esposizione su titoli di stato dei paesi periferici. Si è deciso di "salvarla" con cessioni a "spezzatino" e nazionalizzazioni (in Belgio). Secondo Trichet ora è molto importante che i vari paesi coinvolti attuino rapidamente quanto concordato di fare su Dexia.
L'Ue prevede nuove manovre - Intanto, previsioni negative arrivano dal rapporto trimestrale della Commissione Ue che affronta il problema del debito pubblico elevato. Secondo il dossier, in molti Paesi della zona euro saranno necessarie "ulteriori misure di consolidamento dei conti, oltre a quelle già prese finora", per assicurare la stabilità delle finanze pubbliche. In assenza di misure di consolidamento aggiuntive, spiega Bruxelles, il debito sarà sopra il 100% del Pil nei prossimi 15 anni e continuerà a salire in seguito.
Austerità permanente - In quest'ottica, la Commissione ritiene che servano da un lato misure di austerità permanenti per abbattere la barriera del debito al 100% del pil e continuare a crescere per gli anni a venire; dall'altro una radicale correzione dei conti pubblici a lungo termine per prevenire i problemi legati all'invecchiamento della popolazione e la conseguente crescita dei costi sociali.
"I rischi di peggioramento delle prospettive di crescita - si legge nel rapporto - sono aumentati principalmente a causa delle preoccupazioni per la crisi dell'eurozona non risolta e delle sue ripercussioni sui mercati finanziari e sul rallentamento dell'economia a livello globale". Il debito pubblico di Eurolandia, tra l'altro, secondo il rapporto
è aumentato negli ultimi anni a causa del "deficit elevato e degli aiuti statali alle banche".