Economia

La replica dell'Opus Dei

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Caro Direttore,
il recente libro di Oddo e Mincuzzi sul delitto di Gianmario Roveraro, recensito  su Repubblica.it, ha come effetto quello di trasformare una vittima innocente in un personaggio sospetto. Ciò non fa che aumentare il dolore della famiglia, degli amici e di tutti coloro che hanno conosciuto la rettitudine e la generosità di Gianmario Roveraro. 
Oltre a generare dolore, il libro si regge su un equivoco di fondo che fraintende il carattere secolare del comportamento dei fedeli della Prelatura dell'Opus Dei. Come è ben noto, le attività professionali delle persone della Prelatura sono identiche a quelle di un qualsiasi altro cittadino cattolico, cioè condotte con responsabilità personale.
D’altra parte, le iniziative sociali ed educative promosse dai fedeli dell’Opera assieme a molte altre persone (scuole, ospedali, centri educativi, ecc.) non sono beni ecclesiastici della Prelatura ma enti civili senza fini di lucro, gestiti da persone con nome e cognome, con bilanci trasparenti e sottoposti alle leggi vigenti. In queste iniziative i promotori affidano le attività di formazione cristiana alla Prelatura dell'Opus Dei.
Voler vedere altro dietro a tutto questo - con il dovuto rispetto per la libertà di espressione - appartiene ormai a un genere letterario del complotto che suscita interesse ma che di certo non rende giustizia alla verità, all'istituzione e a una persona come Gianmario Roveraro che gode del rispetto e dell'ammirazione di molti.  

Dott. Bruno Mastroianni
Direttore Ufficio Informazioni della Prelatura dell'Opus Dei in Italia