Economia

IL DOCUMENTO

Bce: "Incertezza elevata
e rischio frenata per l'economia"

Nel suo bollettino mensile la Banca centrale europea traccia un quadro fosco delle prospettive di crescita dell'Eurozona. "Rischiosa" la partecipazione dei privati al salvataggio dei paesi indebitati che a loro volta devono essere pronti a manovre aggiuntive

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MILANO - Le prospettive economiche dell'Eurozona "restano soggette a un'incertezza particolarmente elevata e a rischi al ribasso intensificati". E' questo il quadro tracciato dalla Bce nel bollettino mensile di settembre. "Le perduranti tensioni sui mercati finanziari e gli effetti sfavorevoli sulle condizioni di finanziamento potrebbero verosimilmente frenare la crescita economica nella seconda metà dell'anno".

Non solo, secondo la Bce la partecipazione - attraverso perdite forzate - degli investitori privati al bail-out dei paesi sovraindebitati potrebbe mettere a rischio la stabilità del settore finanziario. Mentre i paesi che hanno ricevuto aiuti devono essere pronti a varare manovre aggiuntive per portare in ordine i propri bilanci.

La situazione del settore bancario, prosegue la Bce, "richiede particolare attenzione, data l'interazione tra le questioni relative al rischio sovrano e il fabbisogno di finanziamento delle banche". Ove opportuno, le banche "dovrebbero sfruttare appieno le misure di sostegno pubblico, le quali dovrebbero essere pienamente operative, inclusa la possibilità che in futuro l'Efsf conceda prestiti ai governi per la ricapitalizzazione delle banche".

A fronte della "perdurante elevata incertezza sui mercati finanziari, è necessario che tutti i governi prendano misure incisive" nelle proprie politiche di bilancio, che devono essere concentrate nelle fasi iniziali dei periodi di programmazione, per "rafforzare la fiducia dei cittadini nella sostenibilità delle finanze pubbliche".

Riguardo all'Italia la Bce, oltre a ricordare i due downgrade, ha rilevato che, a causa delle tensioni sulla Grecia, nell'ultimo mese lo spread tra Btp e bund tedeschi si è riavvicinato "ai livelli osservati in agosto, prima che la Bce decidesse di riattivare il Programma per il mercato dei titoli finanziari".