MILANO - La crescita delle esportazioni cinesi è scesa ai minimi da sette mesi lo scorso settembre a causa del rafforzamento dello yuan e delle difficoltà attraversate dalle principali economie europee.
Secondo quanto riportato dalle autorità doganali di Pechino, l'incremento dell'export si è fermato al +17,1% rispetto a settembre 2010, meno del 20,5% previsto da un pool di economisti interpellati da Bloomberg. Le importazioni sono cresciute del 20,9%, anche in questo caso meno delle previsioni. Mentre il surplus commerciale a settembre è sceso a 14,51 miliardi di dollari dai 17,76 miliardi di agosto.
La flessione sul fronte del commercio potrebbe spingere le autorità di Pechino a frenare la politica di rialzo dei tassi d'interesse ed eventualmente a dare un'ulteriore stimolo al mondo degli affari sulla scia delle esenzioni fiscali per la piccole imprese annunciate ieri.
Secondo Zhang Zhiwei, un economista per Nomura con base a Hong Kong, dietro alla flessione delle importazioni cinesi non c'è tanto un calo dei consumi locali quanto la fase di difficoltà attraversata dalle economie mature. A calare sarebbero stati soprattutto i flussi di beni in ingresso in Cina per essere riprocessati e quindi esportati verso Europa e Stati Uniti.
Le previsioni per l'anno in corso sono di un incremento del 18% delle esportazioni (contro il 31% del 2010) e del 21% delle importazioni (contro il 39% del 2010).
Secondo quanto riportato dalle autorità doganali di Pechino, l'incremento dell'export si è fermato al +17,1% rispetto a settembre 2010, meno del 20,5% previsto da un pool di economisti interpellati da Bloomberg. Le importazioni sono cresciute del 20,9%, anche in questo caso meno delle previsioni. Mentre il surplus commerciale a settembre è sceso a 14,51 miliardi di dollari dai 17,76 miliardi di agosto.
La flessione sul fronte del commercio potrebbe spingere le autorità di Pechino a frenare la politica di rialzo dei tassi d'interesse ed eventualmente a dare un'ulteriore stimolo al mondo degli affari sulla scia delle esenzioni fiscali per la piccole imprese annunciate ieri.
Secondo Zhang Zhiwei, un economista per Nomura con base a Hong Kong, dietro alla flessione delle importazioni cinesi non c'è tanto un calo dei consumi locali quanto la fase di difficoltà attraversata dalle economie mature. A calare sarebbero stati soprattutto i flussi di beni in ingresso in Cina per essere riprocessati e quindi esportati verso Europa e Stati Uniti.
Le previsioni per l'anno in corso sono di un incremento del 18% delle esportazioni (contro il 31% del 2010) e del 21% delle importazioni (contro il 39% del 2010).