Economia

la crisi

Il piano Barroso guadagna consensi
Baroin e Juncker dicono sì

La proposta anti-crisi della Commissione europea, dopo la bocciatura di Josef Ackermann (Deutsche Bank), incassa il via libera del ministro delle Finanze francese e del presidente dell'Eurogruppo

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MILANO - La proposta della Commissione europea e del suo presidente, José Manuel Barroso, per ricapitalizzare le banche è "accettabile". Lo ha affermato il ministro francese delle Finanze, Francois Baroin, rispondendo indirettamente alla bocciatura del piano arrivata ieri dal numero uno di Deutsche Bank Josef Ackermann. "L'idea della commissione e di Barroso avanzata due giorni fa è accettabile. Un livello del 9% dei fondi propri" da raggiungere da parte delle banche europee "entro la fine del primo semestre dell'anno prossimo è un bene", ha dichiarato il ministro parlando alla radio Europe 1.

Stando al ministro francese, il "9% nel 2012 permette di assorbire gli choc". Le banche dovrebbero cercare di ricapitalizzarsi "sulla base dei loro risultati, distribuendo meno dividendi e meno bonus", ha continuato Baroin, spiegando che nel farlo non dovrebbero intaccare "l'attività economica, il credito ai privati e il credito alle imprese". Se questo non dovesse essere possibile, allora, ha proseguito il ministro, dovrebbero "fare ricorso al mercato e se questo non fosse sufficiente, cercare dei partner e come estrema possibilità ci potrebbe essere un coordinamento europeo" per un aiuto pubblico. Ad ogni modo, ha specificato, che le banche francesi non si trovano nelle condizioni di dover chiedere aiuto allo stato.

"Le banche europee, non tutte ma alcune, devono essere ricapitalizzate" gli ha fatto eco il numero uno dei ministri europei delle Finanze, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, parlando alla radio tedesca Deutschlandfunk. I governi europei e le banche dovrebbero accordarsi la settimana prossima per definire il valore delle ricapitalizzazioni. "Prendo nota che la Deutsche Bank pensa che i soldi dello stato non sono i benvenuti. Ma se c'è bisogno di nuovi capitali, noi" (i governanti) agiremo per evitare qualsiasi "rischio di contagio" della crisi greca al settore bancario, ha continuato.