MILANO - L'inflazione cinese a settembre è cresciuta del 6,1% rispetto a un anno fa, segnando una flessione rispetto al +6,2% registrato ad agosto e al +6,5% di luglio. Nei primi nove mesi del 2011 secondo i dati diffusi dall'Istituto centrale di statistica, l'indice dei prezzi al consumo, il maggior indicatore dell'inflazione, è aumentato del 5,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.
I prezzi degli alimentari, che rappresentano circa un terzo del paniere di beni che viene preso in considerazione per calcolare l'inflazione, sono aumentati del 13,4% a settembre rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, dell'1,1% rispetto ad agosto.
Quando a luglio l'inflazione ha toccato il 6,5% ha toccato il livello più alto da 37 mesi, molto lontano dal target governativo del 4% per il 2011. In discesa a settembre anche l'indice dei prezzi alla produzione, registrato al 6,5% rispetto all'anno scorso, in discesa dal 7,3% di agosto.
La flessione dell'inflazione potrebbe convincere le autorità cinesi a lasciare i tassi d'interesse invariati in occasione della prossima revisione programmata della politica monetaria.
I prezzi degli alimentari, che rappresentano circa un terzo del paniere di beni che viene preso in considerazione per calcolare l'inflazione, sono aumentati del 13,4% a settembre rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, dell'1,1% rispetto ad agosto.
Quando a luglio l'inflazione ha toccato il 6,5% ha toccato il livello più alto da 37 mesi, molto lontano dal target governativo del 4% per il 2011. In discesa a settembre anche l'indice dei prezzi alla produzione, registrato al 6,5% rispetto all'anno scorso, in discesa dal 7,3% di agosto.
La flessione dell'inflazione potrebbe convincere le autorità cinesi a lasciare i tassi d'interesse invariati in occasione della prossima revisione programmata della politica monetaria.