Economia

SINDACATO

Fiom-Questura, trovato il compromesso
manifestazione del 21 in piazza del Popolo

Confermato il no al corteo, ma è stato dato il via libera al sit-in dei lavoratori nel luogo indicato dal sindacato. Ore di tensione con la minaccia, di un'occupazione da parte dei dimostranti

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ROMA - "Venerdì manifesteremo in Piazza del Popolo; se non ci verrà concessa neanche questa, la occuperemo". Così Maurizio Landini, segretario della Fiom, in una conferenza stampa del primo pomeriggio. Qualche ora più tardi il compromesso: la Questura consentirà il raduno in piazza del Popolo - uno dei sette luoghi della capitale indicati per le manifestazioni - ma senza cortei. Insomma, i lavoratori Fiom provenienti da tutti gli stabilimenti del gruppo Fiat e Fincantieri, dovranno limitarsi a un appuntamento stanziale. Senza sfilare per le strade della città.

Questo l'epilogo di una vicenda che si è complicata tremendamente due giorni fa, a causa degli incidenti avvenuti nella manifestazione degli indignati di sabato: prima la Questura dice no al corteo Fiom, poi il sindaco Alemanno con un'ordinanza vieta del tutto  - per un mese - le manifestazioni nel primo municipio, vale a dire nell'intero centro storico. 

Il sindacato dei metalmeccanici della Cgil a quel punto chiede di sfilare in corteo al di fuori dei confini del centro, secondo quanto disposto dall'ordinanza del sindaco. Il no della Questura ha spinto a un nuovo cambio di programma: "Nonostante una lettera scritta e firmata dal sindaco - ha detto Maurizio Landini - la questura dice che per questioni di ordine pubblico non è possibile fare cortei fuori dal municipio. Ma non si può negare il diritto a manifestare. Quindi, di fronte a questa situazione, chiederemo Piazza del Popolo come sede della manifestazione, facendola diventare la piazza di Roma per la riconquista di spazi della democrazia". E l'avvertimento: "Se non ce la danno, la occuperemo". Dopo qualche ora di negoziato, la soluzione di compromesso. 

Quella di venerdì in piazza del Popolo sarà una manifestazione aperta ai rappresentanti del mondo della cultura e delle forze sociali, ha spiegato Landini. Nessun politico, però, sul palco che sarà invece riservato alla voce dei delegati Fiat e Fincantieri che arriveranno a Roma con oltre 90 pullman. Il sindacato manifesta per le incertezze del piano Fincantieri e contro la politica dell'amministratore delegato Fiat, Sergio Marchionne, sia in fatto di relazioni industriali e di contratti sia relativamente al piano industriale che, secondo la Fiom, non esiste.

In occasione della protesta, la Fiom lancerà l'iniziativa "Un euro per la democrazia", in alternativa alla 'fidejussione' per i cortei di cui ieri aveva parlato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni: "Venerdì daremo inizio a questa raccolta tra tutti i partecipanti alla manifestazione" e con quanto ricavato "si finanzieranno le altre iniziative" per far capire che "agli atti di violenza non si risponde limitando gli spazi della democrazia". Riferendosi agli socntri di sabato, Landini ha detto: "Non ci saranno caschi, facce coperte o guanti. Come sempre, ci sarà il nostro servizio d'ordine che assicurerà che tutto vada per il meglio".