Economia

IL CASO

Bini Smaghi è ancora alla Bce
si riapre la partita con la Francia

Sarkozy: due italiani su sei membri del board non è soluzione europea. E chiede all'Italia il rispetto dell'accordo sulle dimissioni

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PARIGI - "L'Italia ha dato la sua parola. Non ho alcun motivo di dubitare della parola dell'Italia. Anche se i piani per la carriera degli uni e degli altri sono veramente appassionanti, sono tuttavia meno importanti dell'interesse generale". Il 17 giugno, durante una conferenza stampa con Angela Merkel, Nicolas Sarkozy aveva ricordato al nostro Paese, e in particolare al presidente del Consiglio, il patto concluso due mesi prima a Roma: Draghi al vertice della Bce in cambio delle dimissioni di Bini Smaghi dal direttorio. Una cambiale che arriva all'incasso il 31 ottobre e che i francesi esigono a tutti i costi. "Due italiani su sei membri del direttorio non sarebbe una soluzione estremamente europea. Dirlo mi pare una cosa di buonsenso", aveva aggiunto il presidente francese. Silvio Berlusconi dovrà adesso spiegare a Sarkozy perché Bini Smaghi è ancora al suo posto. Il balletto per la nomina del governatore della Banca d'Italia è stato osservato da vicino sulle rive della Senna, con un misto di sorpresa e irritazione: sorpresa per i continui capovolgimenti di fronte, irritazione per l'ostinazione di Bini Smaghi a non cedere la sua poltrona.
     
La scelta di Ignazio Visco per la Banca d'Italia non è stata commentata. In questo momento, dicono fonti vicine al governo, il capo dello Stato e il ministro delle Finanze sono concentrati sulla difficile trattativa per salvare l'euro. Le loro angosce sono altre: ricucire il dissenso con i tedeschi per formulare proposte comuni ai due vertici di domenica e mercoledì a Bruxelles, risolvere definitivamente il problema del debito greco e del Fondo europeo di stabilità, disegnare i contorni della ricapitalizzazione delle banche francesi. Ma ciò non significa che i francesi si siano scordati la cambiale firmata da Berlusconi, tutt'altro. Era il 26 aprile e a Roma si tenne il vertice italo-francese, dominato dal contrasto sui clandestini tunisini, il caso Lactalis-Parmalat e la nomina di Draghi. Sarkozy elogiò Tremonti in pubblico, mentre in privato aveva detto più o meno al presidente del consiglio: "Non so se la scelta di Draghi piace al suo ministro dell'Economia". Il presidente francese, insomma, era pienamente al corrente delle beghe italiane, ma non immaginava che le dimissioni di Bini Smaghi tardassero così tanto ad arrivare.
     
Le pressioni francesi su Roma riprenderanno. Anche se le scadenze di Bruxelles e il G20 di Cannes (3-4 novembre) sono nell'immediato più scottanti, la questione Bce resta centrale per Sarkozy e i suoi. L'irritazione francese è duplice: contro Bini Smaghi per aver preso in ostaggio l'incarico di membro del direttorio Bce, contro Berlusconi per non aver saputo finora risolvere la faccenda. Parigi, come ha ricordato ieri il quotidiano economico Les Echos, pensa che gli italiani siano già ben rappresentati a Francoforte, dove detengono tre direzioni generali: Francesco Papadia è responsabile delle operazioni di mercato, Mauro Grande della stabilità finanziaria, Daniela Russo dei sistemi di pagamento e delle infrastrutture di mercato.
     
I francesi, insomma, torneranno presto all'attacco. La crisi dell'euro non fa che accentuare la loro volontà di aver un loro uomo nel direttorio della Bce, l'unica istituzione comune dei Diciassette, il baluardo della moneta comune. Le dimissioni di Bini Smaghi sembrano doverose, ma la nomina di Visco potrebbe renderle più difficili e accrescere il furore francese. Una situazione commentata in tv da Mario Monti: "Non ha l'obbligo di dimettersi, ma immagino che qualche intesa ci sia. Pensavo che il governo italiano, prima di procedere all'atto decisivo, avesse trovato un'intesa con Bini Smaghi. Ci sono state anche telefonate inconsuete che hanno coinvolto il presidente Sarkozy. Non ci conviene approfondire più di tanto questa vicenda". In ogni caso, i francesi sono decisi a esigere il pagamento della cambiale entro fine mese.