BRUXELLES - L'Eurogruppo dà il via libera alla sesta tranche di aiuti alla Grecia, che dovrà ora avere il via libera del Fondo monetario internazionale. Il sì arriva malgrado le valutazioni negative: la situazione economica è "peggiorata" e Atene dovrà fare "ulteriori progressi" nella messa in atto delle riforme strutturali. La tranche da 8 miliardi di euro dovrebbe essere versata a metà novembre. Ma l'Eurogruppo, che approva le misure di austerità varate ieri dal Parlamento ellenico che consentiranno di raggiungere "gli obiettivi di bilancio del 2012", chiede alle autorità elleniche "ulteriori progressi nell'applicazione delle decisioni prese dal Parlamento".
I ministri delle Finanze della zona euro avrebbero inoltre raggiunto un accordo per chiedere alle banche private che detengono obbligazioni greche un 'haircut' "di almeno il 50%" per evitare la bancarotta della Grecia. Secondo una fonte diplomatica europea ripresa dall'agenzia France Presse, l'eurogruppo avrebbe approvato il rapporto della missione della troika (Ue-Fmi-Bce) in cui si sostiene che le banche dovranno cancellare almeno la metà dei loro crediti. Nel mettere a punto il secondo piano di salvataggio, il vertice europeo del 21 luglio scorso aveva fissato il limite al 21%. Nel rapporto presentato ai ministri delle Finanze, la troika Ue-Bce-Fmi affermava che con una svalutazione del 60% sui titoli greci si torna a un rapporto debito/pil del 110%. Alla luce del "deterioramento del quadro macroeconomico", c'è bisogno di più fondi, e l'Eurogruppo chiede una maggiore partecipazione dei privati. Rimane ora da vedere se si riuscirà a superare l'opposizione delle banche.
I ministri delle Finanze della zona euro avrebbero inoltre raggiunto un accordo per chiedere alle banche private che detengono obbligazioni greche un 'haircut' "di almeno il 50%" per evitare la bancarotta della Grecia. Secondo una fonte diplomatica europea ripresa dall'agenzia France Presse, l'eurogruppo avrebbe approvato il rapporto della missione della troika (Ue-Fmi-Bce) in cui si sostiene che le banche dovranno cancellare almeno la metà dei loro crediti. Nel mettere a punto il secondo piano di salvataggio, il vertice europeo del 21 luglio scorso aveva fissato il limite al 21%. Nel rapporto presentato ai ministri delle Finanze, la troika Ue-Bce-Fmi affermava che con una svalutazione del 60% sui titoli greci si torna a un rapporto debito/pil del 110%. Alla luce del "deterioramento del quadro macroeconomico", c'è bisogno di più fondi, e l'Eurogruppo chiede una maggiore partecipazione dei privati. Rimane ora da vedere se si riuscirà a superare l'opposizione delle banche.