Salva Stati, pace fatta tra Parigi e Berlino
Intesa Ue su banche: servono 108 miliardi
Dopo il no tedesco, la Francia ritira la proposta di trasformare in una banca il Fondo a sostegno dei Paesi in difficoltà. Merkel: "Mercoledì le decisioni per salvare l'Eurozona". Accordo di massima all'Ecofin per portare al 9% il patrimonio di base degli istituti creditizi
BRUXELLES - Troppo decisa l'opposizione di Berlino. Così stamattina la Francia ha ritirato la sua proposta per fare del fondo salva-Stati Efsf una sorta di banca e dargli così la possibilità di rifinanziarsi presso la Bce. Lo ha reso noto il ministro delle finanze olandese, Jan Kees de Jager, sottolineando che tra i due governi restano comunque punti di disaccordo. La proposta di Parigi era uno dei motivi principali alla base dello scontro che ha fatto traballare l'intesa con la Germania, finora motore dei tentativi di riforma europea contro la crisi.
Il fondo Efsf è uno strumento considerato essenziale per sperare di impedire un effetto-contagio della crisi del debito a paesi come Spagna e Italia. Parigi aveva proposto di trasformare tale fondo in banca per permetterle di approvvigionarsi presso la Bce e di gravare così in misura inferiore sulla Francia, il cui già rilevante deficit è finito da poco nel mirino delle agenzie di rating. L…
Il fondo Efsf è uno strumento considerato essenziale per sperare di impedire un effetto-contagio della crisi del debito a paesi come Spagna e Italia. Parigi aveva proposto di trasformare tale fondo in banca per permetterle di approvvigionarsi presso la Bce e di gravare così in misura inferiore sulla Francia, il cui già rilevante deficit è finito da poco nel mirino delle agenzie di rating. L…
BRUXELLES - Troppo decisa l'opposizione di Berlino. Così stamattina la Francia ha ritirato la sua proposta per fare del fondo salva-Stati Efsf una sorta di banca e dargli così la possibilità di rifinanziarsi presso la Bce. Lo ha reso noto il ministro delle finanze olandese, Jan Kees de Jager, sottolineando che tra i due governi restano comunque punti di disaccordo. La proposta di Parigi era uno dei motivi principali alla base dello scontro che ha fatto traballare l'intesa con la Germania, finora motore dei tentativi di riforma europea contro la crisi.
Il fondo Efsf è uno strumento considerato essenziale per sperare di impedire un effetto-contagio della crisi del debito a paesi come Spagna e Italia. Parigi aveva proposto di trasformare tale fondo in banca per permetterle di approvvigionarsi presso la Bce e di gravare così in misura inferiore sulla Francia, il cui già rilevante deficit è finito da poco nel mirino delle agenzie di rating. La Germania e la stessa Bce hanno detto no perché un'operazione del genere violerebbe il divieto alla Banca centrale di finanziare i deficit degli stati della moneta unica.
Il ministro olandese ha precisato che sul tavolo del Consiglio restano ora altre due opzioni per aumentare la 'potenza di fuoco' dell'Efsf, senza però indicare quali. Secondo le informazioni raccolte a margine dell'Ecofin, i ministri starebbero in realtà valutando, da un lato, l'ipotesi di dare all'Efsf la possibilità di assicurare parte dei debiti sovrani.
Dall'altro, i ministri starebbero valutando anche l'idea di creare un nuovo strumento 'ad hoc' - a cui parteciperebbero Efsf e Fmi - con un ruolo molto simile simile a quello esercitato da agosto in poi dalla banca centrale europea, ossia di acquistare titoli pubblici dei Paesi sotto attacco; un modo per aumentare considerevolmente la capacità di intervento delle istituzioni internazionali sui mercati.
Il passo di Parigi è stato però efficace. "La Francia e La Germania stanno ora avvicinando le loro posizioni", ha dettoi nel pomeriggio Angela Merkel senza peraltro fare riferimento diretto alla decisione francese. Il vertice di domani "sarà un giorno importante", ha sottolineato la cancelliera che ha espresso la sua "speranza" che "entro mercoledì si arrivi a una soluzione complessiva". In queste ore "stiamo lavorando duramente" per arrivare a una soluzione per trovare "tutti i mezzi finanziari per superare la crisi e protegerre la zona euro" e dunque è "importante" che Francia e Germania siano attive nel preparare le trattative. Secondo Merkel, le decisioni definitive però non saranno prese domani, ma mercoledì.
Le basi per le decisioni di domani saranno gettate stasera alla cena pre-vertice alla quale partecipano, con Anmgela Merkel, il presidente francese Nicolas Sarkozy, il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, il presidente dell'Eurogruppo, Jean Claude Juncker, il commissario agli Affari economici e monetario, Olli Rehn e il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde.
Il fondo Efsf è uno strumento considerato essenziale per sperare di impedire un effetto-contagio della crisi del debito a paesi come Spagna e Italia. Parigi aveva proposto di trasformare tale fondo in banca per permetterle di approvvigionarsi presso la Bce e di gravare così in misura inferiore sulla Francia, il cui già rilevante deficit è finito da poco nel mirino delle agenzie di rating. La Germania e la stessa Bce hanno detto no perché un'operazione del genere violerebbe il divieto alla Banca centrale di finanziare i deficit degli stati della moneta unica.
Il ministro olandese ha precisato che sul tavolo del Consiglio restano ora altre due opzioni per aumentare la 'potenza di fuoco' dell'Efsf, senza però indicare quali. Secondo le informazioni raccolte a margine dell'Ecofin, i ministri starebbero in realtà valutando, da un lato, l'ipotesi di dare all'Efsf la possibilità di assicurare parte dei debiti sovrani.
Dall'altro, i ministri starebbero valutando anche l'idea di creare un nuovo strumento 'ad hoc' - a cui parteciperebbero Efsf e Fmi - con un ruolo molto simile simile a quello esercitato da agosto in poi dalla banca centrale europea, ossia di acquistare titoli pubblici dei Paesi sotto attacco; un modo per aumentare considerevolmente la capacità di intervento delle istituzioni internazionali sui mercati.
Il passo di Parigi è stato però efficace. "La Francia e La Germania stanno ora avvicinando le loro posizioni", ha dettoi nel pomeriggio Angela Merkel senza peraltro fare riferimento diretto alla decisione francese. Il vertice di domani "sarà un giorno importante", ha sottolineato la cancelliera che ha espresso la sua "speranza" che "entro mercoledì si arrivi a una soluzione complessiva". In queste ore "stiamo lavorando duramente" per arrivare a una soluzione per trovare "tutti i mezzi finanziari per superare la crisi e protegerre la zona euro" e dunque è "importante" che Francia e Germania siano attive nel preparare le trattative. Secondo Merkel, le decisioni definitive però non saranno prese domani, ma mercoledì.
Le basi per le decisioni di domani saranno gettate stasera alla cena pre-vertice alla quale partecipano, con Anmgela Merkel, il presidente francese Nicolas Sarkozy, il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, il presidente dell'Eurogruppo, Jean Claude Juncker, il commissario agli Affari economici e monetario, Olli Rehn e il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde.