Risparmiare diventa un lusso
Solo un terzo degli italiani ci riesce
La situazione degli italiani in uno studio dell'Associazione Casse di risparmio. Solo il 35% è riuscito a mettere da parte soldi nel 2011. Ancora meno al sud. Negli ultimi anni, sei su dieci hanno dovuto utilizzare i fondi messi da parte per far fronte alle difficoltà
ROMA - Non si vive tranquilli se non si riesce a risparmiare. Lo pensa il 44% degli italiani, contro il 41% dello scorso anno, stando a una ricerca presentata oggi dall'Acri, l'associazione Casse di Risparmio italiane, in occasione della Giornata mondiale del risparmio che si terrà domani in tutto il mondo. Se sono in molti a credere nell'importanza di mettere al sicuro i propri risparmi, solo un terzo degli italiani ritiene di essere riuscito a farlo nel 2011: il 35% contro il 36% del 2010. Per far fronte alla crisi, quest'anno il 29% degli italiani è andato in saldo negativo di risparmio, ovvero è stato costretto a indebitarsi o ad attingere ai risparmi di una vita. Il 22% ha dovuto intaccare i soldi messi da parte in passato, il 7% è dovuto ricorrere a prestiti.
Conti in rosso. Se il 30% è in saldo negativo nel 2011, ben sei italiani su dieci sono convinti di aver ridotto generalmente negli ultimi anni le riserve di risparmio accumulate. Il 4…
Conti in rosso. Se il 30% è in saldo negativo nel 2011, ben sei italiani su dieci sono convinti di aver ridotto generalmente negli ultimi anni le riserve di risparmio accumulate. Il 4…
ROMA - Non si vive tranquilli se non si riesce a risparmiare. Lo pensa il 44% degli italiani, contro il 41% dello scorso anno, stando a una ricerca presentata oggi dall'Acri, l'associazione Casse di Risparmio italiane, in occasione della Giornata mondiale del risparmio che si terrà domani in tutto il mondo. Se sono in molti a credere nell'importanza di mettere al sicuro i propri risparmi, solo un terzo degli italiani ritiene di essere riuscito a farlo nel 2011: il 35% contro il 36% del 2010. Per far fronte alla crisi, quest'anno il 29% degli italiani è andato in saldo negativo di risparmio, ovvero è stato costretto a indebitarsi o ad attingere ai risparmi di una vita. Il 22% ha dovuto intaccare i soldi messi da parte in passato, il 7% è dovuto ricorrere a prestiti.
Conti in rosso. Se il 30% è in saldo negativo nel 2011, ben sei italiani su dieci sono convinti di aver ridotto generalmente negli ultimi anni le riserve di risparmio accumulate. Il 42% teme di non riuscire a risparmiare nel prossimo anno come è riuscito in passato e solo il 13% spera di risparmiare di più: il dato più basso mai registrato da questa indagine (nel 2010 era il 15%, nel 2009 il 19%).
La difficoltà di risparmio sembra poi maggiormente nel pieno dell'età lavorativa, fra i 31 e i 64 anni. Maglia nera al Sud, dove le persone convinte di essere riuscite a risparmiare nel 2011 sono solo il 25%, 5 punti percentuali in meno rispetto al Nord. Sempre a Sud aumenta anche il numero di famiglie in saldo negativo di risparmio: il 40% degli intervistati (contro la media nazionale del 29%) ha risposto che per "tirare avanti hanno dovuto decumulare i risparmi passati o ricorrere a prestiti". Un aumento considerevole rispetto al 34% dello scorso anno.
La paura per i propri risparmi sale pensando alla pensione. Per affrontarla il 47% degli italiani ritiene fondamentale avere da parte dei soldi. Il 44% degli intervistati invece non ne potrebbe fare a meno per programmare il proprio futuro. In termini di impieghi del risparmio, nel 2011 è aumentata, dal 21% al 24%, la percentuale di italiani che preferiscono investire una piccola parte dei propri risparmi, a discapito di chi li tiene a casa o sul conto corrente.
L'uscita dalla crisi, secondo la ricerca, appare agli italiani sempre più lontana: tre intervistati su quattro si attendono che il ristagno economico duri almeno altri tre anni. Chi avverte la crisi come particolarmente grave e teme una lunga fase prima della fine sono soprattutto le persone nella "pienezza lavorativa". Il 50% degli italiani fra i 31 e i 64 anni ritiene infatti la crisi più grave di quel che si pensa. Poco più ottimisti i giovani.
Una famiglia su cinque, infine, si sente colpita dalla crisi: sono il 23% quelle che hanno visto uno dei componenti perdere il lavoro, che hanno dovuto accettare condizioni contrattuali peggiori o che addirittura non ricevono lo stipendio con regolarità.
L'indagine. L'analisi dell'Acri è stata effettuata sulla base di dati raccolti tramite interviste telefoniche nella settimana a cavallo tra settembre e ottobre, mille interviste su un campione rappresentativo, suddiviso per aree geografiche e classi di età. La ricerca è stata poi arricchita di alcuni risultati delle indagini congiunturali prodotte dall'Istat e Ipsos nel corso del 2011.
Conti in rosso. Se il 30% è in saldo negativo nel 2011, ben sei italiani su dieci sono convinti di aver ridotto generalmente negli ultimi anni le riserve di risparmio accumulate. Il 42% teme di non riuscire a risparmiare nel prossimo anno come è riuscito in passato e solo il 13% spera di risparmiare di più: il dato più basso mai registrato da questa indagine (nel 2010 era il 15%, nel 2009 il 19%).
La difficoltà di risparmio sembra poi maggiormente nel pieno dell'età lavorativa, fra i 31 e i 64 anni. Maglia nera al Sud, dove le persone convinte di essere riuscite a risparmiare nel 2011 sono solo il 25%, 5 punti percentuali in meno rispetto al Nord. Sempre a Sud aumenta anche il numero di famiglie in saldo negativo di risparmio: il 40% degli intervistati (contro la media nazionale del 29%) ha risposto che per "tirare avanti hanno dovuto decumulare i risparmi passati o ricorrere a prestiti". Un aumento considerevole rispetto al 34% dello scorso anno.
La paura per i propri risparmi sale pensando alla pensione. Per affrontarla il 47% degli italiani ritiene fondamentale avere da parte dei soldi. Il 44% degli intervistati invece non ne potrebbe fare a meno per programmare il proprio futuro. In termini di impieghi del risparmio, nel 2011 è aumentata, dal 21% al 24%, la percentuale di italiani che preferiscono investire una piccola parte dei propri risparmi, a discapito di chi li tiene a casa o sul conto corrente.
L'uscita dalla crisi, secondo la ricerca, appare agli italiani sempre più lontana: tre intervistati su quattro si attendono che il ristagno economico duri almeno altri tre anni. Chi avverte la crisi come particolarmente grave e teme una lunga fase prima della fine sono soprattutto le persone nella "pienezza lavorativa". Il 50% degli italiani fra i 31 e i 64 anni ritiene infatti la crisi più grave di quel che si pensa. Poco più ottimisti i giovani.
Una famiglia su cinque, infine, si sente colpita dalla crisi: sono il 23% quelle che hanno visto uno dei componenti perdere il lavoro, che hanno dovuto accettare condizioni contrattuali peggiori o che addirittura non ricevono lo stipendio con regolarità.
L'indagine. L'analisi dell'Acri è stata effettuata sulla base di dati raccolti tramite interviste telefoniche nella settimana a cavallo tra settembre e ottobre, mille interviste su un campione rappresentativo, suddiviso per aree geografiche e classi di età. La ricerca è stata poi arricchita di alcuni risultati delle indagini congiunturali prodotte dall'Istat e Ipsos nel corso del 2011.