Marchionne: "L'auto a un miglio dall'inferno"
E annuncia l'uscita di Fiat anche da Anfia
Il manager cita Springsteen e avverte: "Abbiamo scampato il pericolo, ma non siamo ancora abbastanza lontani". Confermati ai sindacati investimenti e piano per l'Italia. Presto le trattative per il contratto unico di gruppo. Previsioni fosche dall'associazione dei costruttori
MILANO - "Siamo a un miglio dall'inferno". Sergio Marchionne interviene all'assemblea Anfia (l'associazione delle industrie automobilistiche) e cita "Better days", la canzone di Bruce Springsteen di cui è grande fan, prima di spiegare che il settore dell'auto "sta andando nella direzione giusta, abbiamo scampato il peggio ma non siamo ancora abbastanza lontani dall'inferno".
Il manager italo-canadese attacca poi i vincoli all'attività industriale e annuncia, dopo quella da Confindustria, l'uscita da Anfia: "Qui in Italia Fiat sta facendo in modo autonomo e proattivo tutto ciò che è necessario per diventare più efficiente, per liberarsi da vincoli che in un'economia di mercato non sono che freni allo sviluppo e per mettere in pratico tutto quello che ha promesso. In questa chiave va letta la nostra decisione di uscire da Confindustria e, di riflesso, anche dall'Anfia".
Parlando poi del Lingotto, Marchionne h…
Il manager italo-canadese attacca poi i vincoli all'attività industriale e annuncia, dopo quella da Confindustria, l'uscita da Anfia: "Qui in Italia Fiat sta facendo in modo autonomo e proattivo tutto ciò che è necessario per diventare più efficiente, per liberarsi da vincoli che in un'economia di mercato non sono che freni allo sviluppo e per mettere in pratico tutto quello che ha promesso. In questa chiave va letta la nostra decisione di uscire da Confindustria e, di riflesso, anche dall'Anfia".
Parlando poi del Lingotto, Marchionne h…
MILANO - "Siamo a un miglio dall'inferno". Sergio Marchionne interviene all'assemblea Anfia (l'associazione delle industrie automobilistiche) e cita "Better days", la canzone di Bruce Springsteen di cui è grande fan, prima di spiegare che il settore dell'auto "sta andando nella direzione giusta, abbiamo scampato il peggio ma non siamo ancora abbastanza lontani dall'inferno".
Il manager italo-canadese attacca poi i vincoli all'attività industriale e annuncia, dopo quella da Confindustria, l'uscita da Anfia: "Qui in Italia Fiat sta facendo in modo autonomo e proattivo tutto ciò che è necessario per diventare più efficiente, per liberarsi da vincoli che in un'economia di mercato non sono che freni allo sviluppo e per mettere in pratico tutto quello che ha promesso. In questa chiave va letta la nostra decisione di uscire da Confindustria e, di riflesso, anche dall'Anfia".
Parlando poi del Lingotto, Marchionne ha annunciato che in settimana "il consiglio di amministrazione di Fiat e Chrysler esamineranno i risultati del terzo trimestre dell'anno. Non vi posso ovviamente anticipare nulla. Quello che posso dirvi, però, e che siamo sulla strada giusta per raggiungere tutti gli obiettivi fissati", sottolineando il contributo di Chrysler.
Tuttavia per quanto riguarda il settore automobilistico italiano, il presidente dell'Anfia, Eugenio Razelli ha spiegato che "a settembre la raccolta ordini è risultata in calo del 6,5% rispetto a settembre 2010. Se questa tendenza negativa proseguirà, come è prevedibile, anche nei prossimi tre mesi, l'apertura del 2012 si preannuncia critica per il mercato e, molto probabilmente, il 2012 chiuderà con volumi di immatricolazioni ancora più bassi di quelli del 2011, per il quale la previsione di chiusura ha 1.740.000 Unità indica che la domanda è tornata ai livelli del periodo 1993-1996". A pesare sono accise e iva e per questo i costruttori chiedono al governo nuovi incentivi e piani di sviluppo.
Mel pomeriggio, Marchionne "ha ribadito l'impegno a proseguire gli investimenti negli stabilimenti italiani, confermando la piena validità del progetto industriale Fabbrica Italia, nonostante la forte difficoltà del mercato automobilistico europeo che si registrerà, secondo le previsioni, anche nel 2012". Lo scrivono in un comunicato congiunto Cisl, Uil, Fim, Uilm e Fismic, dopo aver incontrato il numero uno del gruppo. "Dall'incontro - si legge - è emersa la piena volontà della Fiat di rimanere in Italia rafforzando i propri siti industriali sul territorio nazionale".
In particolare, prosegue la nota congiunta, Marchionne ha confermato "il lancio della nuova Panda entro l'anno a Pomigliano; della Maserati nel 2012 a Grugliasco; del Suv Jeep a partire dalla seconda metà del 2012 a Mirafiori", mentre "su Melfi e Cassino è stata confermata la volontà dell'Azienda a investire rispettivamente sui segmenti B e C, garantendo la saturazione degli impianti e dei conseguenti livelli occupazionali". Anche per Fiat Industrial sono confermati investimenti e impegno a mantenere i siti industriali contenuti nel progetto industriale Fabbrica Italia. L'incontro si è concluso con l'impegno a ritrovarsi prima della fine dell'anno per avviare le trattative per arivare a un unico contratto nazionale per tutti i lavoratori del gruppo Fiat.
Il manager italo-canadese attacca poi i vincoli all'attività industriale e annuncia, dopo quella da Confindustria, l'uscita da Anfia: "Qui in Italia Fiat sta facendo in modo autonomo e proattivo tutto ciò che è necessario per diventare più efficiente, per liberarsi da vincoli che in un'economia di mercato non sono che freni allo sviluppo e per mettere in pratico tutto quello che ha promesso. In questa chiave va letta la nostra decisione di uscire da Confindustria e, di riflesso, anche dall'Anfia".
Parlando poi del Lingotto, Marchionne ha annunciato che in settimana "il consiglio di amministrazione di Fiat e Chrysler esamineranno i risultati del terzo trimestre dell'anno. Non vi posso ovviamente anticipare nulla. Quello che posso dirvi, però, e che siamo sulla strada giusta per raggiungere tutti gli obiettivi fissati", sottolineando il contributo di Chrysler.
Tuttavia per quanto riguarda il settore automobilistico italiano, il presidente dell'Anfia, Eugenio Razelli ha spiegato che "a settembre la raccolta ordini è risultata in calo del 6,5% rispetto a settembre 2010. Se questa tendenza negativa proseguirà, come è prevedibile, anche nei prossimi tre mesi, l'apertura del 2012 si preannuncia critica per il mercato e, molto probabilmente, il 2012 chiuderà con volumi di immatricolazioni ancora più bassi di quelli del 2011, per il quale la previsione di chiusura ha 1.740.000 Unità indica che la domanda è tornata ai livelli del periodo 1993-1996". A pesare sono accise e iva e per questo i costruttori chiedono al governo nuovi incentivi e piani di sviluppo.
Mel pomeriggio, Marchionne "ha ribadito l'impegno a proseguire gli investimenti negli stabilimenti italiani, confermando la piena validità del progetto industriale Fabbrica Italia, nonostante la forte difficoltà del mercato automobilistico europeo che si registrerà, secondo le previsioni, anche nel 2012". Lo scrivono in un comunicato congiunto Cisl, Uil, Fim, Uilm e Fismic, dopo aver incontrato il numero uno del gruppo. "Dall'incontro - si legge - è emersa la piena volontà della Fiat di rimanere in Italia rafforzando i propri siti industriali sul territorio nazionale".
In particolare, prosegue la nota congiunta, Marchionne ha confermato "il lancio della nuova Panda entro l'anno a Pomigliano; della Maserati nel 2012 a Grugliasco; del Suv Jeep a partire dalla seconda metà del 2012 a Mirafiori", mentre "su Melfi e Cassino è stata confermata la volontà dell'Azienda a investire rispettivamente sui segmenti B e C, garantendo la saturazione degli impianti e dei conseguenti livelli occupazionali". Anche per Fiat Industrial sono confermati investimenti e impegno a mantenere i siti industriali contenuti nel progetto industriale Fabbrica Italia. L'incontro si è concluso con l'impegno a ritrovarsi prima della fine dell'anno per avviare le trattative per arivare a un unico contratto nazionale per tutti i lavoratori del gruppo Fiat.