MILANO - Giù i prezzi delle case, giù la fiducia dei consumatori, addirittura ai livelli della recessione 2008-2009. E come se non bastasse, scende anche l'indice manifatturiero compilato dalla Federal Reserve di Richmond. I dati macro economici provenienti dagli Stati Uniti presentano uno scenario fosco, che lascia poco spazio alle speranze di ripresa.
Negli Usa, quindi, i prezzi delle case sono calati più delle attese degli analisti, su base annua e su base mensile. Nelle 20 principali città del Paese, ad agosto, su base annua il costo degli immobili, secondo l'indice Case Shiller è sceso del 3,8%. Meno della rilevazione precedente (-4,11%), ma più del consensus al -3,5%. Trend peggiore su base mensile: il calo è stato dello 0,1%, ma a luglio c'era stata un'inversione di tendenza (+0,8%) che faceva ben sperare il mercato (+0,2% le attese).
Fa tremare i polsi il dato sulla fiducia dei consumatori crollata a 39,8 punti. Numeri da recessione, spiegano gli addetti ai lavori, perché non si vedevano dal 2008-2009 quando davvero il Paese attraversò un momento di contrazione economica. A settembre il dato era risalito fino a 45,4 punti e gli analisti erano convinti che il trend si sarebbe consolidato a 46 punti. Invece è arrivata la doccia fredda.
Come sull'indice manifatturiero della Fed di Richmond, quello che misura consegne, nuovi ordini e occupazioni nel settore. A ottobre è calato di 6 punti, come a settembre, ma il consensus era per una crescita di un punto.
Negli Usa, quindi, i prezzi delle case sono calati più delle attese degli analisti, su base annua e su base mensile. Nelle 20 principali città del Paese, ad agosto, su base annua il costo degli immobili, secondo l'indice Case Shiller è sceso del 3,8%. Meno della rilevazione precedente (-4,11%), ma più del consensus al -3,5%. Trend peggiore su base mensile: il calo è stato dello 0,1%, ma a luglio c'era stata un'inversione di tendenza (+0,8%) che faceva ben sperare il mercato (+0,2% le attese).
Fa tremare i polsi il dato sulla fiducia dei consumatori crollata a 39,8 punti. Numeri da recessione, spiegano gli addetti ai lavori, perché non si vedevano dal 2008-2009 quando davvero il Paese attraversò un momento di contrazione economica. A settembre il dato era risalito fino a 45,4 punti e gli analisti erano convinti che il trend si sarebbe consolidato a 46 punti. Invece è arrivata la doccia fredda.
Come sull'indice manifatturiero della Fed di Richmond, quello che misura consegne, nuovi ordini e occupazioni nel settore. A ottobre è calato di 6 punti, come a settembre, ma il consensus era per una crescita di un punto.