MILANO - L'indice destagionalizzato del clima di fiducia sale nelle imprese dei servizi, ma scende in quelle del commercio al dettaglio. Giù anche il comparto manifatturiero e le vendite immobiliari. La fotografia dell'Istat mostra ancora un Paese sfiduciato, che fatica a credere nella ripresa.
In particolare, l'indice aumenta da 82,6 a 87,3 per i servizi e diminuisce da 94,0 a 92,3 per il commercio al dettaglio. Nei servizi migliorano le attese sull'andamento dell'economia italiana e i giudizi sugli ordini, mentre peggiorano le attese sul livello degli ordini. Migliorano i giudizi sull'occupazione e sull'andamento degli affari e recuperano le attese sul mercato del lavoro; sale il saldo delle attese sulla dinamica dei prezzi di vendita. Nel commercio l'indicatore scende sia nella grande distribuzione (da 93,0 a 89,8), sia in quella tradizionale (da 97,4 a 96,1). Nel complesso, peggiorano i giudizi e le attese sulle vendite e sono giudicate in diminuzione le scorte di magazzino.
L'indice destagionalizzato del clima di fiducia del settore manifatturiero scende lievemente questo mese, passando a 94,0 da 94,5 del mese di settembre. I giudizi sugli ordini peggiorano, mentre le attese di produzione e i giudizi sul livello delle scorte di magazzino rimangono stabili. L'indice aumenta da 90,1 a 91,3 nei beni strumentali e da 95,5 a 95,8 nei beni di consumo, ma diminuisce da 96,4 a 95,3 nei beni intermedi. Secondo le consuete domande trimestrali sulla capacità produttiva, nel terzo trimestre il grado di utilizzo degli impianti sale al 71,8% dal 71,6% del secondo trimestre; la durata della produzione assicurata sulla base dell'attuale portafoglio ordini diminuisce da 3,2 a 3,1 mesi. Nel terzo trimestre la quota di operatori che segnala la presenza di ostacoli all'attività produttiva aumenta dal 37% al 44 %. Nel mese di settembre scorso l'indice destagionalizzato del clima di fiducia delle imprese di costruzione è salito a 78,6 da 77,1 di agosto. Migliorano i giudizi sugli ordini e/o sui piani di costruzione, mentre peggiorano le attese sull'occupazione. L'indice sale da 66,1 a 67,1 nella costruzione di edifici, scende da 91,1 a 88,3 nell'ingegneria civile e da 91,4 a 90,2 nei lavori di costruzione specializzati. Secondo la consueta domanda trimestrale, la durata dell'attività assicurata dai lavori di costruzione in corso o da eseguire aumenta da 7,9 a 9,6 mesi.
E scendono anche le compravendite immobiliari nel I trimestre: secondo l'Istat, sono state circa 4.500 in meno rispetto al I trimestre 2010. Si tratta di un calo, per quelli ad uso residenziale, del 2,2% mentre per quelli ad uso economico il decremento è stato più marcato (-5,3%). Crescono invece i mutui (2%); quelli senza costituzione di ipoteca immobiliare risultano in aumento del 5,4%, mentre i mutui garantiti da ipoteca registrano una riduzione dello 0,4%. L'aumento nel primo trimestre 2011 dei mutui senza costituzione di ipoteca immobiliare (5,4%) è dovuto quasi interamente all'incremento registrato nel Nord-ovest (+16,9%). Le altre circoscrizioni registrano variazioni tendenziali inferiori a quella media nazionale. Rispetto al primo trimestre 2010, la variazione dei mutui stipulati nelle grandi città risulta positiva sia per i mutui senza costituzione di ipoteca immobiliare (+10,7%) sia per quelli garantiti da ipoteca immobiliare (+4,4%). Nelle altre città la tendenza positiva si riscontra solo per i mutui senza costituzione di ipoteca immobiliare (+2,0%). Tornando alle compravendite, l'Istat rileva che il calo è più marcato nel Sud (-6,9%) e nelle Isole (-3,7%). Variazioni positive rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente si registrano, invece, nel Nord-ovest (+0,1%) per le unità immobiliari ad uso abitazione e nel Nord-est per quelle ad uso economico (+2,8%). Aumentano lievemente le compravendite effettuate e registrate negli archivi notarili delle grandi città (+0,2%), diminuiscono quelle negli altri centri (-4,3%).
In particolare, l'indice aumenta da 82,6 a 87,3 per i servizi e diminuisce da 94,0 a 92,3 per il commercio al dettaglio. Nei servizi migliorano le attese sull'andamento dell'economia italiana e i giudizi sugli ordini, mentre peggiorano le attese sul livello degli ordini. Migliorano i giudizi sull'occupazione e sull'andamento degli affari e recuperano le attese sul mercato del lavoro; sale il saldo delle attese sulla dinamica dei prezzi di vendita. Nel commercio l'indicatore scende sia nella grande distribuzione (da 93,0 a 89,8), sia in quella tradizionale (da 97,4 a 96,1). Nel complesso, peggiorano i giudizi e le attese sulle vendite e sono giudicate in diminuzione le scorte di magazzino.
L'indice destagionalizzato del clima di fiducia del settore manifatturiero scende lievemente questo mese, passando a 94,0 da 94,5 del mese di settembre. I giudizi sugli ordini peggiorano, mentre le attese di produzione e i giudizi sul livello delle scorte di magazzino rimangono stabili. L'indice aumenta da 90,1 a 91,3 nei beni strumentali e da 95,5 a 95,8 nei beni di consumo, ma diminuisce da 96,4 a 95,3 nei beni intermedi. Secondo le consuete domande trimestrali sulla capacità produttiva, nel terzo trimestre il grado di utilizzo degli impianti sale al 71,8% dal 71,6% del secondo trimestre; la durata della produzione assicurata sulla base dell'attuale portafoglio ordini diminuisce da 3,2 a 3,1 mesi. Nel terzo trimestre la quota di operatori che segnala la presenza di ostacoli all'attività produttiva aumenta dal 37% al 44 %. Nel mese di settembre scorso l'indice destagionalizzato del clima di fiducia delle imprese di costruzione è salito a 78,6 da 77,1 di agosto. Migliorano i giudizi sugli ordini e/o sui piani di costruzione, mentre peggiorano le attese sull'occupazione. L'indice sale da 66,1 a 67,1 nella costruzione di edifici, scende da 91,1 a 88,3 nell'ingegneria civile e da 91,4 a 90,2 nei lavori di costruzione specializzati. Secondo la consueta domanda trimestrale, la durata dell'attività assicurata dai lavori di costruzione in corso o da eseguire aumenta da 7,9 a 9,6 mesi.
E scendono anche le compravendite immobiliari nel I trimestre: secondo l'Istat, sono state circa 4.500 in meno rispetto al I trimestre 2010. Si tratta di un calo, per quelli ad uso residenziale, del 2,2% mentre per quelli ad uso economico il decremento è stato più marcato (-5,3%). Crescono invece i mutui (2%); quelli senza costituzione di ipoteca immobiliare risultano in aumento del 5,4%, mentre i mutui garantiti da ipoteca registrano una riduzione dello 0,4%. L'aumento nel primo trimestre 2011 dei mutui senza costituzione di ipoteca immobiliare (5,4%) è dovuto quasi interamente all'incremento registrato nel Nord-ovest (+16,9%). Le altre circoscrizioni registrano variazioni tendenziali inferiori a quella media nazionale. Rispetto al primo trimestre 2010, la variazione dei mutui stipulati nelle grandi città risulta positiva sia per i mutui senza costituzione di ipoteca immobiliare (+10,7%) sia per quelli garantiti da ipoteca immobiliare (+4,4%). Nelle altre città la tendenza positiva si riscontra solo per i mutui senza costituzione di ipoteca immobiliare (+2,0%). Tornando alle compravendite, l'Istat rileva che il calo è più marcato nel Sud (-6,9%) e nelle Isole (-3,7%). Variazioni positive rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente si registrano, invece, nel Nord-ovest (+0,1%) per le unità immobiliari ad uso abitazione e nel Nord-est per quelle ad uso economico (+2,8%). Aumentano lievemente le compravendite effettuate e registrate negli archivi notarili delle grandi città (+0,2%), diminuiscono quelle negli altri centri (-4,3%).