Economia

ECONOMIA

Crisi, arrivata la lettera italiana
attesa per il giudizio della Ue

La missiva del nostro governo è nelle mani dei vertici comunitari. Ora tocca al vertice dei capi di Stato e di governo. Napolitano: "Bisogna essere in grado di fare scelte impopolari"

1 minuti di lettura
ROMA - La notizia che la lettera promessa domenica scorsa ai presidenti Barroso e Van Rompuy da Silvio Berlusconi è arrivata a Bruxelles, viene diffusa poco più di un'ora prima dell'inizio del vertice dei capi di Stato e di governo sulla crisi. Un appuntamento cruciale per il nostro Paese e per l'intera europa. La lettera, secondo quanto riferiscono fonti vicine al Consiglio Ue, è già arrivata "da stamattina". Ci sarebbero però stati, riferiscono infatti altre fonti europee, un paio di passaggi di andata e ritorno tra Bruxelles e Roma per finalizzare il testo.

Berlusconi vola a Bruxelles dopo l'accordo trovato ieri in extremis con la Lega in materia di pensioni, e con 14 pagine con cui intende spiegare che tanto è stato fatto, e tanto si farà. Fogli che, però, sembrano avere un significato politico più che tecnico e non dovrebbero scendere nei dettagli riguardo ai provvedimenti che l'esecutivo intende prendere. Tanto che lo stesso Gianni Letta aveva messo le mani avanti con un "occorrono nuove correzioni".

In particolare, per quanto riguarda le pensioni, l'obiettivo è raggiungere i 67 anni d'età nel 2026 anche per le donne del settore privato. Nella lettera non c'è nessun altro riferimento alla riforma previdenziale. Ed è questo il punto di mediazione trovato con il Carroccio che di riforma pensionistica non vuol sentir parlare. Per il resto nella missiva rientrano misure sulle liberalizzazioni, sulle privatizzazioni, sulle semplificazioni normative a vantaggio delle imprese e sul piano delle infrastrutture.

Nel frattempo Giorgio Napolitano che interviene da Bruges: "Non sono il messaggero dei dispacci
del governo Berlusconi. Se l'Italia è cosciente delle sfide che ha davanti deve essere capace di dare le risposte necessarie", perchè "si tratta di fare il suo proprio interesse nazionale e di dare il suo contributo nell'interesse europeo". E bisogna essere in grado di prendere decisioni impopolari.