SYDNEY - L'Authority che regola le dispute sindacali in Australia ha decretato la fine della vertenza che nei giorni scorsi ha portato al blocco totale dei voli dell'aerolinea di bandiera Qantas. L'ingiunzione ha effetto immediato e dovrebbe permettere nel giro di alcune ore la ripresa dell'operatività dei voli della compagnia aerea australiana.
"Vengono date certezze ai viaggiatori. I voli riprenderanno il prima possibile" spiega soddisfatto l'amministratore delegato di Qantas, Alan Joyce. Ora azienda e sindacati hanno 21 giorni di tempo per trovare un accordo, scaduto questo termine sarà un tribunale a prendere una decisione vincolante per porre fine alla vertenza sindacale.
Senza la decisione dell'Authority, i dipendenti impegnati nella vertenza avrebbero avuto l'accesso al posto di lavoro bloccato a partire da domattina. La decisione di lasciare a terra tutti i velivoli è stata presa da Joyce in risposta a una lunga serei di scioperi a singhiozzo. Secondo stime il blocco avrebbe danneggato circa 68mila passeggeri e sarebbe costato alla compagnia 20 milioni di dollari al giorno.
I motivi. I tecnici, il personale di terra e i piloti della Qantas rivendicano aumenti salariali e contestano il piano di reimpiego, che vuole concentrare le sue attività internazionali sulla regione Asia-Pacifico. Secondo la direzione dell'azienda, il rallentamento volontario dei ritmi di lavoro e il rifiuto dei tecnici di manutenzione di effettuare ore di straordinario ha provocato in queste ultime settimane un accumulo di ritardi che la compagnia non è più in grado di recuperare.
Nell'anno fiscale concluso lo scorso 30 giugno Qantas ha fatto un utile ante-imposte di 552 milioni di dollari e ha in programma di tagliare circa mille posti di lavoro e fare ordini di nuovi velivoli per complessivi 9 miliardi di dollari. Il titolo Qantas quest'anno ha perso il 40% del suo valore contro una media del settore ferma all'8%.
"Vengono date certezze ai viaggiatori. I voli riprenderanno il prima possibile" spiega soddisfatto l'amministratore delegato di Qantas, Alan Joyce. Ora azienda e sindacati hanno 21 giorni di tempo per trovare un accordo, scaduto questo termine sarà un tribunale a prendere una decisione vincolante per porre fine alla vertenza sindacale.
Senza la decisione dell'Authority, i dipendenti impegnati nella vertenza avrebbero avuto l'accesso al posto di lavoro bloccato a partire da domattina. La decisione di lasciare a terra tutti i velivoli è stata presa da Joyce in risposta a una lunga serei di scioperi a singhiozzo. Secondo stime il blocco avrebbe danneggato circa 68mila passeggeri e sarebbe costato alla compagnia 20 milioni di dollari al giorno.
I motivi. I tecnici, il personale di terra e i piloti della Qantas rivendicano aumenti salariali e contestano il piano di reimpiego, che vuole concentrare le sue attività internazionali sulla regione Asia-Pacifico. Secondo la direzione dell'azienda, il rallentamento volontario dei ritmi di lavoro e il rifiuto dei tecnici di manutenzione di effettuare ore di straordinario ha provocato in queste ultime settimane un accumulo di ritardi che la compagnia non è più in grado di recuperare.
Nell'anno fiscale concluso lo scorso 30 giugno Qantas ha fatto un utile ante-imposte di 552 milioni di dollari e ha in programma di tagliare circa mille posti di lavoro e fare ordini di nuovi velivoli per complessivi 9 miliardi di dollari. Il titolo Qantas quest'anno ha perso il 40% del suo valore contro una media del settore ferma all'8%.