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Bmw punta sulla delocalizzazione
ma dai clienti piovono critiche

Il colosso tedesco delle auto di lusso ormai produce solo più il 58% delle proprie vetture in Germania. Ma nelle classifiche di soddisfazione della clientela resta soltanto decima, lontanissima dai leader di Lexus (gruppo Toyota)

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BERLINO - La Bmw, numero uno mondiale della produzione e vendita di auto del segmento premium, delocalizza sempre più, e accelera è il caso di dire lo spostamento della produzione al di fuori della Germania. L'azienda di Monaco, secondo il responsabile della produzione Frank-Peter Arndt citato dal ticker news service di Bild online, vuole ulteriormente ridurre la sua dipendenza dalla Germania come location della produzione.

Attualmente, sempre secondo le dichiarazioni attribuite dal sito di Bild a Frank-Peter Arndt, la casa con il simbolo bianco e blu produce soltanto il 58% per cento delle auto vendute nei suoi stabilimenti nella Repubblica federale (Monaco, Ratisbona, Dingolfing, Lipsia sono i principali). Nel 2002 la percentuale delle Bmw made in Germany sul totale delle Bmw vendute era del 70%. L'obiettivo dell'azienda "a medio termine è di dividere la produzione tra made in Germany e prodotto all'estero secondo un criterio 50:50, se consideriamo soltanto i nostri piani in Cina e negli Usa", ha detto Arndt alla rivista specializzata "Automotive news Europe".

Intanto la Bmw resta sì prima al mondo nel segmento premium, ma affronta critiche e riserve degli utenti, mentre la grande rivale Mercedes migliora la qualità e affidabilità media del prodotto e Audi, il marchio premium di Volkswagen, diventa sui mercati-chiave un concorrente sempre più temibile. Nella classifica di soddisfazione della clientela pubblicata dall'autorevole Adac, il potente automobile club tedesco, Bmw sale di un punto dall'undicesimo al decimo posto, e resta certo in una posizione infinitamente migliore e più rispettabile rispetto ad Audi (15mo posto) e Mercedes (19mo posto).

Ma è ben lontana dal primo posto di Lexus, il marchio premium di Toyota, e la precedono anche molti altri marchi premium come Jaguar e Porsche, semi-premium come Volvo e Saab svedesi ora in mano cinese (settimo e ottavo posto) e persino un marchio low cost come Dacia, l'azienda romena controllata dalla Renault. Basta leggere quel che scrivono molti utenti della casa bavarese sui social forum per capire i problemi. In alcuni modelli, come la penultima serie della familiare serie 5 nella versione col tetto panoramico, l'elettronica è sensibile a infiltrazioni d'acqua che rovinano cavi e centraline.

Se la tua auto ha più di tre anni, quindi è ancor giovane ma non più in garanzia, solo se hai fortuna l'officina Bmw accetta di pagare circa due terzi dei costi totali (ma non l'iva). In altri casi, scrivono automobilisti tedeschi sui social forum, la risposta è negativa. E parliamo di riparazioni che costano da 1000 a 5000 euro, e la casa non spiega perché mai un'auto di lusso così costosa non sia stagna ad acqua o intemperie, fenomeni atmosferici naturali e frequenti ovunque a cominciare da Germania, Usa, Uk, Cina, i mercati più importanti per Bmw.

Alcuni utenti si sono persino sentiti dire che forse quei guasti sono accaduti perché l'auto non viene tenuta in garage, come se un'auto di lusso non venga pagata anche per star sicuri di poter affrontare il maltempo o di viaggiare sotto la pioggia. Insomma un deludente risultato d'immagine per il numero uno mondiale del premium, specie se confrontato con l'affidabilità proverbiale delle Lexus. Nei casi-limite battute acide online di proprietari di Bmw ironizzano sullo slogan pubblicitario della casa, "Piacere di guidare": lo trasformano in "piacere di guidare fino alla prossima officina".