MILANO - Prima di decidere quale ruolo avere rispetto alla crisi del debito europeo, il Giappone vuole conoscere i dettagli sulle prossime mosse del fondo Salva-Stati. La notizia, che contraddice quanto detto poche ore fa dal numero uno del fondo Klaus Regling, proviene da "fonti autorevoli" che sembrano esprimere giudizi più in linea con la prudenza della Cina che con quelli 'netti' di Regling, per il quale Tokyo continuerà ad acquistare i bond.
Tokyo ha finora sottoscritto circa il 20% delle obbligazioni Efsf emesse a gennaio e giugno, rispettivamente per Irlanda e Portogallo, con un esborso totale di poco superiore ai 2 miliardi di euro.
Intanto il Giappone è intervenuto sui mercati direttamente a difesa dello yen, secondo quanto riferito dai media locali. L'euro è in pochi secondi schizzato a 109,70 (da 107,12) e il dollaro è a quota 78, da 75,60. Il ministero delle Finanze, Jun Azumi che il brusco rialzo dello yen sulle principali valute "non riflette le reali condizioni economiche del Giappone. Ho più volte detto che avremmo compiuto passi decisivi contro i movimenti speculativi", ha aggiunto Azumi.
Malgrado le azioni dirette sui mercati di governo e Bank of Japan (BoJ) per 'raffreddare' la corsa dello yen, la Borsa di Tokyo ha chiuso gli scambi in calo dello 0,69%: l'indice Nikkei si porta a quota 8.988,39, con la perdita di 62,08 punti. Un calo probabilmente imputabile a un'ondata di profit taking causata da una parte dai guadagni della scorsa settimana e in parte dalla convinzione da parte degli investititori che lo yen non resterà ai livelli attuali ancora a lungo.
In calo anche le altre principali piazze asiatiche: poco dopo le 8 l'Hang Seng di Hong Kong ha chiuso in calo dello 0,77%, mentre a Shanghai l'indice Composite è andato sotto dello 0,21%. Chiusura negativa anche per Seul in flessione dell'1,06% e inizio di seduta in leggero ribasso per Mumbai a -0,18%
Tokyo ha finora sottoscritto circa il 20% delle obbligazioni Efsf emesse a gennaio e giugno, rispettivamente per Irlanda e Portogallo, con un esborso totale di poco superiore ai 2 miliardi di euro.
Intanto il Giappone è intervenuto sui mercati direttamente a difesa dello yen, secondo quanto riferito dai media locali. L'euro è in pochi secondi schizzato a 109,70 (da 107,12) e il dollaro è a quota 78, da 75,60. Il ministero delle Finanze, Jun Azumi che il brusco rialzo dello yen sulle principali valute "non riflette le reali condizioni economiche del Giappone. Ho più volte detto che avremmo compiuto passi decisivi contro i movimenti speculativi", ha aggiunto Azumi.
Malgrado le azioni dirette sui mercati di governo e Bank of Japan (BoJ) per 'raffreddare' la corsa dello yen, la Borsa di Tokyo ha chiuso gli scambi in calo dello 0,69%: l'indice Nikkei si porta a quota 8.988,39, con la perdita di 62,08 punti. Un calo probabilmente imputabile a un'ondata di profit taking causata da una parte dai guadagni della scorsa settimana e in parte dalla convinzione da parte degli investititori che lo yen non resterà ai livelli attuali ancora a lungo.
In calo anche le altre principali piazze asiatiche: poco dopo le 8 l'Hang Seng di Hong Kong ha chiuso in calo dello 0,77%, mentre a Shanghai l'indice Composite è andato sotto dello 0,21%. Chiusura negativa anche per Seul in flessione dell'1,06% e inizio di seduta in leggero ribasso per Mumbai a -0,18%