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Papandreou incassa la fiducia del Parlamento
"La Grecia volti pagina, serve un governo forte"

Il primo ministro incontrerà oggi il presidente della Repubblica per avviare le consultazioni in vista di un nuovo esecutivo di unità nazionale. Evitato il rischio di un voto anticipato

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ATENE - George Papandreou incassa per un soffio (ma con un paio di voti in più del previsto) la fiducia del Parlamento greco e si prepara a dare il via alle consultazioni per un nuovo governo di unità nazionale. Dopo 48 ore da brividi, segnate dal testa-coda sul referendum per gli aiuti Ue e dall'ultimatum di Bruxelles, il premier ha superato l'esame dell'aula con 153 voti a favore e 145 contrari. "La Grecia deve voltare pagina  -  ha detto nel suo discorso ai deputati -. Io non sono interessato alla poltrona di primo ministro. Il Paese ha bisogno di coesione e di un governo forte. Siamo pronti a discutere su chi lo guiderà e a incontrare tutte le forze politiche per formare un esecutivo di ampio raggio". Unico paletto: no alle elezioni anticipate "che sarebbero una tragedia per la nazione".

Il mezzo passo indietro di Papandreu (che peraltro a questo punto tiene in mano il pallino della sua successione) ha placato la fronda interna del Pasok. Il partito ha votato compatto per il suo leader. Louka Kasteli, uno dei rivoltosi dei giorni scorsi, dopo aver annunciato il no alla fiducia è rientrato nei ranghi all'ultimo momento garantendo il suo appoggio. Nel frattempo è iniziato l'incontro tra il premier e il presidente della Repubblica Karol Papoulias per avviare il percorso che porterà a un governo di coalizione: "Il mio obiettivo è creare immediatamente un esecutivo di cooperazione". Nea Demokratia, il maggior partito dell'opposizione, pare essersi già tirato indietro: "Papandreou ha respinto tutte le nostre proposte  -  ha spiegato il leader Antonis Samaras -, l'unica soluzione a questo punto sono le elezioni anticipate".

Il presidente del Consiglio ha però ancora margini di manovra. Dora Bakoyannis, leader dell'Alleanza democratica, ha già fatto sapere di essere pronta a discutere con il Pasok per un governo di unità nazionale. Un'apertuta è arrivata anche dalla destra ortodossa del Laos. "Potremmo varare un esecutivo per incassare la sesta tranche di aiuti da 8 miliardi e ratificare l'accordo con la Ue da 130 miliardi e poi andare a elezioni a febbraio", ha suggerito il ministro delle finanze Evangelis Venizelos che secondo gli analisti politici ateniesi è il grande favorito per prendere il posto di Papandreou alla guida del Paese.