Economia

Stabilità, nel maxiemendamento
la vendita terreni per 6 miliardi

Secondo Coldiretti l'offerta è rivolta a giovani imprenditori per avviare nuove attività o ampliare aziende già esistenti. Previste trattative private e agevolazioni fiscali per le cessioni

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MILANO - Terreni agricoli vendesi. E' un maxicartello governativo quello che mette in dismissione oltre 338mila ettari di proprietà dello Stato che porterebbe nelle casse pubbliche oltre 6 miliardi di euro. L'offerta rientrerebbe - secondo la Coldiretti - nella quota di patrimonio pubblico oggetto del programma di dismissioni proposto dal Governo, nero su bianco, nel maxiemendamento alla legge di Stabilità. La megacessione di terreni agricoli dello Stato sarebbe rivolta a imprenditori under 40 per avviare nuove attività o ampliare aziende già esistenti. Previsto inoltre il ricorso a trattativa private e le vendite godrebbero di agevolazioni fiscali.

Una misura che accoglie così le proposte avanzate dal presidente della Coldiretti Sergio Marini nel corso del recente Forum Internazionale di Cernobbio durante il quale è stato presentato "un dossier sullo 'Stato Agricoltore': ben 338.127,51 ettari di superficie agricola utilizzata (Sau) di proprietà pubblica pari a un patrimonio di 6,22 miliardi di euro a disposizione dello Stato che non ha alcun interesse a fare l'agricoltore".

Nel dettaglio, l'articolo contenuto nel maxiemendamento punta ad "ampliare l'offerta e le modalità di accesso al mercato fondiario da parte dei giovani imprenditori". Oltre alla possibilità già esistente di concessione in affitto dei beni liberi di proprietà dello Stato a destinazione agricola e non utilizzabili per altri fini istituzionali, la misura la vendita dei terreni a tre tipologie di imprenditori, rigorosamente under 40. Quali: "giovani agricoltori, che non hanno ancora compiuto 40 anni, in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale o di coltivatore diretto iscritti nelle relative gestioni previdenziali; giovani che non hanno ancora compiuto 40 anni che intendono esercitare attività agricola professionale a condizione che acquisiscano entro 24 mesi dall'operazione di acquisto o ampliamento la qualifica di imprenditore agricolo professionale o di coltivatore diretto e la iscrizione nelle relative gestioni previdenziali entro i successivi 12 mesi; giovani agricoltori, che non hanno ancora compiuto i 40 anni, che siano subentrati per successione nella titolarità di aziende a seguito della liquidazione agli altri aventi diritto delle relative quote". A tali operazioni vengono estese le agevolazioni fiscali in favore della nuova imprenditorialità in agricoltura mentre per accelerare il processo di dismissione dei terreni agricoli si consente alle pubbliche amministrazioni il ricorso alla trattativa privata.

Plaude la Coldiretti: "La cessione di questi terreni toglierebbe allo Stato il compito improprio di coltivare la terra, renderebbe disponibili risorse per lo sviluppo con il vantaggio di calmierare il prezzo dei terreni, stimolare la crescita, l'occupazione e la redditività delle imprese agricole" evidenzia. L'elevato costo della terra è infatti il principale ostacolo all'ingresso dei giovani in agricoltura, nel 2010 il valore medio ha superato i 18.400 euro per ettaro, in crescita dello 0,8% a prezzi correnti.