Economia

CRISI

Grecia, accordo per l'unità nazionale
Elezioni dopo misure di salvataggio

Il premier Papandreu lascia. Ha incontrato il capo dell'opposizione. Al termine l'annuncio: "Non guiderò il nuovo governo". Elezioni dopo le misure di salvataggio, probabilmente il 19 febbraio. Domani nuovo faccia a faccia per il nome del premier. Nuovo primo ministro potrebbe essere ex vicepresidente della Bce. Voto di fiducia entro la settimana

1 minuti di lettura
ATENE - In Grecia, la svolta politica attesa da giorni è arrivata. Il primo ministro socialista greco, George Papandreou, e il leader del principale partito dell'opposizione conservatrice, Antonis Samaras, sono riusciti a trovare un accordo per un governo di unità nazionale. Lo ha annunciato il capo dello Stato, Carolos Papoulias che ha partecipato al loro incontro.

Le elezioni - in base a quest'intesa - si svolgeranno dopo l'approvazione di misure per il salvataggio del Paese dalla crisi economica, molto probabilmente il 19 febbraio. Domani ci sarà un nuovo incontro tra i leader dei due schieramenti, ma sembra esserci un accordo anche sul nome del nuovo premier. Potrebbe essere Lucas Papadimos, ex vicepresidente della Bce. E il voto di fiducia dovrebbe arrivare già in settimana.
 
Il nuovo esecutivo dovrà approvare le misure chieste dall'Ue e dal Fmi per ottenere le nuove tranche di aiuti, a partire da quella sospesa da 8 miliardi di euro. Gli sherpa dei due partiti, Il Pasok e Nia Demockratia, si vedranno subito per definire gli aspetti tecnici e i tempi per l'approvazione delle misure per il salvataggio della Grecia.

Samaras aveva chiesto con insistenza le dimissioni del premier, per partecipare a un governo di coalizione che sblocchi la situazione in grecia e dia il via alle riforme di rigore attese dall'unione europea e dal fondo monetario internazionale. "Fintanto che Papandreou non decide cosa fare, costituirà un ostacolo a qualsiasi soluzione", aveva detto samaras. "Sono pronto a dare il mio aiuto; se il premier si dimette tutto seguirà il suo corso".

Da parte sua, il primo ministro socialista si era già detto pronto a cedere la leadership di una eventuale nuova compagine governativa per scongiurare il rischio di un default del paese e le minacce dei suoi partner di spingerlo verso l'uscita dall'euro.
 
Intanto, domani, dopo una settimana al cardiopalma per la zona euro, con tutte le principali borse sulle montagne russe, i ministri delle finanze dell'eurogruppo si incontreranno nuovamente a Bruxelles. L'abbandono del progetto di un referendum - annunciato da Papandreou - sul secondo piano di salvataggio della Grecia deciso il 27 ottobre aveva fatto tirare un sospiro di sollievo ai partner di Atene.