ROMA - L'Italia ha un "problema di credibilità, è vero. Bisogna lottare contro questa sfiducia". Lo ha detto il ministro degli Esteri francese, Alain Juppè, affermando a Radio Europe 1 che è necessario vigilare sull'impegno del governo italiano sulle riforme.
"Credo che" il programma di riforme presentato dal governo italiano, ha aggiunto il capo della diplomazia di Parigi, "sia in grado di calmare i mercati. Bisognerà vigilare e assicurarsi che, sulla base dei rapporti del Fondo monetario internazionale, queste riforme siano attuate". Juppè ha aggiunto che l'Italia "è un grande paese, con un'economia forte e potente".
Ancora più di sostenza l'attacco del governatore della banca centrale francese, Christian Noyer che rinforza i malumori tedeschi sull'acquisto di Btp italiani: 'Il ruolo della Bce non e' quello di finanziare gli Stati per un tempo indefinito" e la risposta alla crisi "non passa attraverso la stampa di biglietti da parte delle banche centrali", ha detto in una intervista nella quale ha ricordato che "in occasione della crisi, la Bce ha dovuto comprare il debito di alcuni Paesi i cui tassi di interesse alle stelle". Nessun riferimento esplicito all'Italia, ma è noto a tutto che la Bce interviene sul mercato per frenare l'andamento del differenziale dei tassi dei Btp italiani e degli analoghi titoli spagnoli rispetto al bund tedesco.
Un doppio "pungolo" su cui senz'altro pesano le mancate dimissioni dell'italiano Lorenzo Bini Smaghi dal Board della Bce dopo l'arrivo del neo-presidente Mario Draghi, per fare spazio ad un rappresentante della Francia.
Silvio Berlusconi, intanto, ripete la sua versione sul ruolo di controllo del Fondo monetario internazionale: "Noi abbiamo chiesto al Fmi di verificare l'andamento dell'approvazione di queste riforme - ha ripetuto stamattina il presidente del consiglio - per certificarle nei confronti di tutti: la richiesta è venuta da noi e possiamo ritirarla quando vogliamo".
"Credo che" il programma di riforme presentato dal governo italiano, ha aggiunto il capo della diplomazia di Parigi, "sia in grado di calmare i mercati. Bisognerà vigilare e assicurarsi che, sulla base dei rapporti del Fondo monetario internazionale, queste riforme siano attuate". Juppè ha aggiunto che l'Italia "è un grande paese, con un'economia forte e potente".
Ancora più di sostenza l'attacco del governatore della banca centrale francese, Christian Noyer che rinforza i malumori tedeschi sull'acquisto di Btp italiani: 'Il ruolo della Bce non e' quello di finanziare gli Stati per un tempo indefinito" e la risposta alla crisi "non passa attraverso la stampa di biglietti da parte delle banche centrali", ha detto in una intervista nella quale ha ricordato che "in occasione della crisi, la Bce ha dovuto comprare il debito di alcuni Paesi i cui tassi di interesse alle stelle". Nessun riferimento esplicito all'Italia, ma è noto a tutto che la Bce interviene sul mercato per frenare l'andamento del differenziale dei tassi dei Btp italiani e degli analoghi titoli spagnoli rispetto al bund tedesco.
Un doppio "pungolo" su cui senz'altro pesano le mancate dimissioni dell'italiano Lorenzo Bini Smaghi dal Board della Bce dopo l'arrivo del neo-presidente Mario Draghi, per fare spazio ad un rappresentante della Francia.
Silvio Berlusconi, intanto, ripete la sua versione sul ruolo di controllo del Fondo monetario internazionale: "Noi abbiamo chiesto al Fmi di verificare l'andamento dell'approvazione di queste riforme - ha ripetuto stamattina il presidente del consiglio - per certificarle nei confronti di tutti: la richiesta è venuta da noi e possiamo ritirarla quando vogliamo".