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Verso governo di unità nazionale
con Papademos primo ministro

C'è accordo tra il premier dimissionario Papandreou e il capo dell'opposizione di centrodestra Samaras. Il nome più accreditato per la guida dell'esecutivo è quello dell'ex vice presidente della Bce. Il titolare delle finanze Venizelos: la svolta politica dimostra la volontà di mantenere gli impegni concordati con l'Europa
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ATENE - Mentre in Italia si rincorrono le voci e le smentite sulle dimissioni di Silvio Berlusconi, in Grecia si lavora alla formazione di un governo di unità nazionale dopo il passo indietro del primo ministro George Papandreou. La giornata è stata caratterizzata dagli incontri tra il premier dimissionario e il capo dell'opposizione di centrodestra, il leader di Nuova Democrazia Antonis Samaras, insieme ai dirigenti dei due schieramenti.

E alla fine è arrivata la notizia che è stato raggiunto un accordo sull'esecutivo tecnico bipartisan che dovrebbe tirar fuori il Paese dalla crisi. Il nome più accreditato per la carica di premier è quello di Loukas Papademos, già vice presidente della Banca centrale europea (Bce) ed ex governatore della Banca centrale greca, che viene visto come un tecnico con il profilo adatto a pilotare l'economia greca tra gli scogli del piano di austerità imposto da Unione europea, Fmi e G20.

Dopo l'intesa …
ATENE - Mentre in Italia si rincorrono le voci e le smentite sulle dimissioni di Silvio Berlusconi, in Grecia si lavora alla formazione di un governo di unità nazionale dopo il passo indietro del primo ministro George Papandreou. La giornata è stata caratterizzata dagli incontri tra il premier dimissionario e il capo dell'opposizione di centrodestra, il leader di Nuova Democrazia Antonis Samaras, insieme ai dirigenti dei due schieramenti.

E alla fine è arrivata la notizia che è stato raggiunto un accordo sull'esecutivo tecnico bipartisan che dovrebbe tirar fuori il Paese dalla crisi. Il nome più accreditato per la carica di premier è quello di Loukas Papademos, già vice presidente della Banca centrale europea (Bce) ed ex governatore della Banca centrale greca, che viene visto come un tecnico con il profilo adatto a pilotare l'economia greca tra gli scogli del piano di austerità imposto da Unione europea, Fmi e G20.

Dopo l'intesa raggiunta domenica tra Papandreou e Samaras per un governo di unità nazionale che traghetti il Paese alle elezioni, fissate per il 19 febbraio prossimo, l'ex premier greco ha parlato oggi con diversi leader europei, mentre il suo ministro delle finanze, Evangelos Venizelos, è andato a Bruxelles per un meeting dei ministri delle Finanze dell'Eurozona che devono decidere lo 'sblocco' di finanziamenti vitali per la Grecia. In quella sede Venizelos ha sottolineato che la formazione di un governo di unità nazionale è la prova della volontà della Grecia di tenere fede agli impegni concordati con l'Europa.

L'accordo politico raggiunto ieri è stato accolto con favore dai mercati, come prova il buon andamento della borsa di Atene che ha chiuso con un guadagno dell'1,39%. Il nuovo governo, oltre che dell'appoggio del Pasok (Partito socialista) di Papandreou e di Nuova Democrazia di Samaras, dovrebbe godere anche di quello del partito nazionalista Laos e dei liberali di Alleanza Democratica, mentre, con ogni probabilità, resteranno fuori i partiti di sinistra di ispirazione comunista.

Papademos è atteso nella capitale greca, dove dovrebbe incontrare i maggiori leader politici. Sessantaquattro anni, nato ad Atene, il probabile nuovo premier fu artefice dell'ingresso della Grecia nell'euro. Il suo è un curriculum di tutto rispetto, che corrisponde perfettamente a quello dell'economista di cui il Paese sembra aver bisogno. Bisognerà vedere se saprà convincere l'opinione pubblica ad accettare i duri sacrifici necessari.

Papademos si è specializzato in economia al Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston e ha poi insegnato alla Columbia University di New York. Tornato in Grecia alla metà degli anni Ottanta, è entrato alla Banca centrale e ne è poi diventato governatore nel 1994. Assieme al governo socialista, Papademos preparò l'ingresso della Grecia nell'eurozona nel 2001 e l'adozione dell'euro come moneta nel 2002. In questo stesso anno, lasciò la guida della Banca centrale di Atene e diventò vicepresidente della Bce a Francoforte.

Comunque vadano le cose, Papandreou è l'ennesima vittima della crisi finanziaria della zona euro: il governo greco è stato costretto a gettare la spugna dopo che lo avevano già fatto, nei mesi scorsi, gli esecutivi di Irlanda, Slovacchia e Portogallo, mentre il primo ministro spagnolo Zapatero ha convocato le elezioni anticipate nel suo paese e ha annunciato che non si ricandiderà. Molti occhi sono ora puntati su Roma, dove, nei prossimi giorni, il governo di Silvio Berlusconi è atteso a importanti prove in Parlamento.