MILANO - Stipendi bloccati in Francia per il presidente della Repubblica e i ministri. La misura è contenuta nella manovra da 100 miliardi di euro con la quale il governo conta di riportare il bilancio del paese in pareggio nel 2016. Il piano, approvato dal governo nel fine settimana, è stato presentato ufficialmente dal premier Francois Fillon che ha avvisato: "Ci attendono diversi anni di rigore". L'obiettivo del piano anti-deficit è anche quello di salvare la tripla A delle agenzie di rating, messa più volte a rischio negli ultimi tempi.
Nel contesto del piano, la Francia anticiperà di un anno, a partire dal 2017, la sua riforma delle pensioni, che prevede un progressivo incremento dell'età pensionabile da 60 a 62 anni. Inoltre ci sarà l'aumento di un punto e mezzo dell'Iva (dal 5,5 al 7%) su molti prodotti e servizi e un incremento provvisorio del 5% delle tasse societarie per le imprese con ricavi superiori ai 250 milioni di euro.
La Francia, ha detto Fillon, avrà bisogno di "sforzi" economici e fiscali "supplementari" per raggiungere l'obiettivo di annullare il deficit pubblico nel 2016; e ha ribadito che "per rispettare la traiettoria di riduzione del deficit faremo sforzi supplementari da 65 miliardi da qui al 2016". Sul fronte dei risparmi, Fillon ha quantificato in "un po' più di 100 miliardi" i tagli che saranno necessari entro il 2016, a partire da 500 milioni in meno per le spese dello stato nel 2012. L'aumento dell'Iva non riguarderà "i prodotti di prima necessità". In particolare l'aumento colpirà l'aliquota del 5,5% concessa al settore della ristorazione nel 2009 (rispetto al precedente 19,6%).
Le nuove misure si aggiungono al piano di austerità da 12 miliardi presentato ad agosto, che prevedeva anche un aumento delle imposte sui redditi più elevati.
"Gli stipendi dei membri di governo e del presidente - ha poi spiegato Fillon - saranno congelati al livello attuale fino al ritorno di un rigoroso bilanciamento della finanza pubblica". Il premier ha anche rivolto un appello ai leader politici e a chi guida le grandi imprese, in particolare quelle nel Cac 40, ossia le principali aziende francesi quotate in Borsa, a "fare altrettanto". Fillon ha definito "francamente indecenti" gli aumenti concessi ad alcuni manager. Dopo la sua elezione, nel 2007, Sarkozy si era aumentato lo stipendio del 170 per cento circa (da 7mila a 19mila euro al mese), sollevando un vespaio di critiche.
Nel contesto del piano, la Francia anticiperà di un anno, a partire dal 2017, la sua riforma delle pensioni, che prevede un progressivo incremento dell'età pensionabile da 60 a 62 anni. Inoltre ci sarà l'aumento di un punto e mezzo dell'Iva (dal 5,5 al 7%) su molti prodotti e servizi e un incremento provvisorio del 5% delle tasse societarie per le imprese con ricavi superiori ai 250 milioni di euro.
La Francia, ha detto Fillon, avrà bisogno di "sforzi" economici e fiscali "supplementari" per raggiungere l'obiettivo di annullare il deficit pubblico nel 2016; e ha ribadito che "per rispettare la traiettoria di riduzione del deficit faremo sforzi supplementari da 65 miliardi da qui al 2016". Sul fronte dei risparmi, Fillon ha quantificato in "un po' più di 100 miliardi" i tagli che saranno necessari entro il 2016, a partire da 500 milioni in meno per le spese dello stato nel 2012. L'aumento dell'Iva non riguarderà "i prodotti di prima necessità". In particolare l'aumento colpirà l'aliquota del 5,5% concessa al settore della ristorazione nel 2009 (rispetto al precedente 19,6%).
Le nuove misure si aggiungono al piano di austerità da 12 miliardi presentato ad agosto, che prevedeva anche un aumento delle imposte sui redditi più elevati.
"Gli stipendi dei membri di governo e del presidente - ha poi spiegato Fillon - saranno congelati al livello attuale fino al ritorno di un rigoroso bilanciamento della finanza pubblica". Il premier ha anche rivolto un appello ai leader politici e a chi guida le grandi imprese, in particolare quelle nel Cac 40, ossia le principali aziende francesi quotate in Borsa, a "fare altrettanto". Fillon ha definito "francamente indecenti" gli aumenti concessi ad alcuni manager. Dopo la sua elezione, nel 2007, Sarkozy si era aumentato lo stipendio del 170 per cento circa (da 7mila a 19mila euro al mese), sollevando un vespaio di critiche.